Emanuela Scribano

Per la verità il 4 dicembre corrisponde al giorno in cui Emanuela Scribano nacque, a Ragusa nel 1917, perché non sono riuscito a capire qual sia stato il giorno in cui morì (vero dies natalis per i santi). La sua famiglia era di condizioni modeste e la madre, cui era attaccatissima, morì ben presto. Il padre si risposò e Emanuela ebbe parecchio a soffrire a causa della gelosia della matrigna. Aveva sui quindici anni quando avvertì la chiamata alla vita religiosa. Ma solo nel 1938 riuscì a prendere il velo tra le suore del Sacro Cuore. Non aveva finito neanche la quinta elementare ma era provvista di talento e buona volontà; così, la mandarono a Palermo a studiare da infermiera. Nel 1943 la guerra attraversò la Sicilia e suor Santina di Gesù (questo il nome preso da Emanuela in religione) fu costretta a mettere subito a frutto negli ospedali quello che aveva imparato. Nel 1946 cominciarono i primi sintomi di un ascesso perianale che col tempo si sarebbe aggravato. Ma il male non le impedì di prestare servizio anche negli ospedali di Ragusa, Messina e Siracusa, luoghi dove lasciò un bellissimo ricordo di dolcezza e premura. La sua carriera, chiamiamola così, durò fino al 1962, anno in cui la malattia la ridusse sulla sedia a rotelle, costringendola ad abbandonare l’attività. Gli ultimi anni li trascorse praticamente nell’infermeria della casa madre a Ragusa, con gli arti inferiori ridotti pelle e ossa. Non le rimase che offrire un esempio di sofferenza eroicamente accettata col sorriso sulle labbra. Diede, in effetti, una straordinaria testimonianza. Morì nel 1968.