Ente Cr di Firenze importante volano dello sviluppo

AIUTI Il reperimento e l’assegnazione di alloggi popolari per gli indigenti

Tra le Fondazioni di origine bancaria, l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, che nel 2008 ha deliberato oltre 79 milioni di euro, ha fatto del sostegno ai progetti di eccellenza uno dei motivi salienti della propria strategia operativa, tale da influire in certa misura nell’incremento anche delle attività imprenditoriali, come una sorta di «volano» per lo sviluppo economico. Certo una città come Firenze non può prescindere da una progettualità di altissimo livello nel campo della cultura che pertiene in primo luogo al circuito delle grandi mostre che qui si svolgono ogni anno, nell’ambito del Polo museale fiorentino, della Fondazione Palazzo Strozzi, dell’Istituto e Museo di Storia della Scienza e di altri soggetti coinvolti.
La collaborazione dell’Ente Cassa con queste istituzioni si traduce in una compartecipazione comunque determinante alla realizzazione di eventi che hanno ampio risalto sia a livello locale che internazionale e che qualificano l’offerta culturale del capoluogo toscano con riflessi non trascurabili sul piano economico. Tra i centri di eccellenza che l’Ente ha affiancato negli anni con speciale attenzione si distinguono l’Opificio delle Pietre Dure - con i suoi famosi laboratori di restauro - di cui finanzia da ben 25 anni il ripristino di uno dei capolavori artistici del Rinascimento, gli arazzi del Salone dei Dugento in Palazzo Vecchio, e l’Istituto geografico militare, ente di produzione della cartografia ufficiale dello Stato, con cui periodicamente realizza progetti di alto contenuto didattico, oltreché scientifico e culturale.
Sempre in termini di «eccellenza», l’attenzione dell’Ente si è focalizzata anche sulla riqualificazione di aree urbanistiche della città di Firenze, in particolare piazza Santa Maria Novella e il complesso monumentale Bardini. La prima, inserita nel quartiere omonimo, è stata scelta in ragione della sua collocazione urbanistica, vicino alla stazione ferroviaria, quindi in una posizione strategica di accesso al centro storico e, allo stesso tempo, sufficientemente circoscritta per potervi intervenire in modo efficace, puntando sugli elementi più significativi che lo compongono, tra cui la chiesa e l’edificio dell’antico ex ospedale di S. Paolo, oggi sede della Fondazione nazionale della fotografia Alinari, che si fronteggiano sui due lati opposti della piazza, essa stessa oggetto di intervento di recupero.
Quanto al complesso monumentale Bardini, formato dal giardino storico e dalla villa situate sulla collina che sale al Forte di Belvedere, il compito dell’Ente Cassa è stato quello di riportare a condizioni di fruibilità da parte del pubblico una zona per lunghi decenni rimasta abbandonata nel più completo degrado. Il suo ripristino ha favorito la creazione di un percorso visivo che ora abbraccia sostanzialmente tutta la parte più nobile dell’Oltrarno fiorentino dal Giardino di Boboli fino al Museo civico Bardini. La ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica costituiscono uno dei quattro settori rilevanti previsti dallo statuto dell’Ente Cassa. E si capisce il perché, pensando allo straordinario sviluppo che la ricerca di base ha avuto proprio a Firenze, dove oggi l’eccellenza si manifesta con centri ben caratterizzati nei diversi ambiti disciplinari sorti all’interno del polo scientifico di Sesto Fiorentino, dell’Università di Firenze e del Cnr.
Altro settore rilevante dell’Ente Cassa è la beneficenza e filantropia, ossia quell’ambito di attività socio-assistenziali in cui se non si può parlare di eccellenza in termini di centri geograficamente ubicati, si fa riferimento tuttavia a una spiccata propensione alla solidarietà che a Firenze e in Toscana ha una lunga tradizione storica e che si articola in un microcosmo di istituzioni e associazioni ognuna delle quali gestisce la propria missione a favore di anziani, giovani, disabili. In questo contesto va segnalato un progetto di housing sociale portato avanti insieme alla Fondazione comitato case ad uso degli indigenti, in relazione al reperimento e assegnazione di alloggi popolari.