Erede di John, secondo presidente Il primo incarico? A soli 14 anni

John Quincy Adams è stato il primo «figlio di» della storia democratica. Suo padre era John Adams, secondo presidente degli Stati Uniti. J.Q. arrivò sulla stessa poltrona del padre 28 anni dopo. L'America ha raccontato altre vicende familiari legate alla presidenza: Theodore Roosevelt e Franklin Delano Roosevelt erano lontani cugini, John Fitzgerald Kennedy e suo fratello Bob, che alla Casa Bianca non riuscì mai ad arrivare; poi George H. Bush e George W. Bush, padre e figlio.
Ecco, tutto ebbe inizio con Adams eletto sulla scia della presidenza Monroe e come suo degno successore: ne era stato segretario di Stato e ne aveva portato avanti la dottrina. Per la storia, comunque, resta il primo caso di nepotismo presidenziale.
Adams è stato presidente per un solo mandato. Fu sconfitto alle elezioni del 1828. Il ritiro a vita privata nella tenuta di famiglia, in Massachusetts, durò appena un anno e mezzo. Nel 1831 era già di nuovo in ballo: eletto al Congresso nel quale rimase fino alla morte nel 1848.
La parte più interessante della vita del sesto presidente, però, è quella precedente alla elezione alla guida degli Stati Uniti. A soli 14 anni accompagnò il diplomatico americano Francis Dana a San Pietroburgo, in Russia, in una missione che aveva lo scopo di ottenere il riconoscimento della confederazione americana da parte degli Zar. Poi, quando il padre fu inviato a Parigi da George Washington, J.Q. lo seguì e studiò alla Sorbona. Quando il padre fu trasferito nei Paesi Bassi, lui cambiò università e andò a Leida. Parlava fluentemente francese e olandese, poi affinò anche il tedesco durante una serie di viaggi in Germania, Svezia, Danimarca e Finlandia. I suoi studi furono completati in patria, ad Harvard. Si laureò in Legge e diventò avvocato.
Da politico fu ambasciatore a San Pietroburgo nell'anno della disastrosa campagna di Russia da parte di Napoleone; partecipò ai negoziati di pace con l'Inghilterra che portarono alla ratifica del trattato di Gand nel 1814; l'anno dopo fu ambasciatore a Londra e Parigi. Durante la sua presidenza, J.Q. Adams incentivò molto la ricerca in campo scientifico e artistico: finanziò diverse spedizioni che gli costarono numerose critiche da parte dei suoi oppositori che giocarono tutta la campagna elettorale del 1828 sostenendo che nei suoi quattro anni di amministrazione Adams era andato molto al di là del ruolo che la Costituzione dava al presidente.