Gli eredi dei lillipuziani signori della vita in miniatura

Collezionisti o semplici appassionati. È boom degli amanti degli oggetti minuscoli, fedeli agli originali ma infinitamente più piccoli. C’è chi se ne circonda e basta, e chi invece se li costruisce da sé. Obiettivo: avere un mondo parallelo in scala 1:1000

C’è chi il mondo ama osservarlo dall'alto, scrutarlo con uno sguardo e averlo in pugno con un colpo d'occhio. C'è chi non rinuncerebbe mai ad essere come Gulliver e a guardare in giù verso l'isola di Lilliput con gli occhi di un gigante.
Certo, tutto dipende dai punti di vista, proprio come nel romanzo di Jonathan Swift, eppure per moltissime persone ricostruire automobili, paesaggi architettonici, mobili d'antiquariato, strumenti musicali formato bonsai sta diventando una vera ossessione. C'è chi lo fa per passione e chi per professione, chi semplicemente perché ama pensare in grande ma vedere tutto il più piccolo possibile, quasi al microscopio. C'è chi si circonda semplicemente di ninnoli che sono riproduzioni perfette di originali a dimensione umana e chi, invece, preferisce costruirseli da sé, con bulloni millimetrici, minitasselli, mattoncini che per piccolezza non reggono in confronto nemmeno con quelli minimi della Lego.
Una tendenza che artisticamente parte da lontano, dalle miniature inglesi delle dolls houses, le case delle bambole che nacquero in Germania ed in Olanda nel XVI secolo e si diffusero poi in Gran Bretagna e negli Stati Uniti: l'intento era quello di allenare le bambine ai compiti della brava padrona di casa, per questo venivano ricostruite soprattutto la cucina e la lavanderia, arredate con mobili e manufatti creati con gli stessi materiali degli oggetti veri, dal cristallo all'argento alle stoffe preziose.
Oggi vi sono due tipi di miniaturisti: i collezionisti sempre in cerca di minuscoli pezzi quasi unici realizzati rigorosamente a mano ed i creatori, quelli che si costruiscono da sé i pezzi, utilizzando soprattutto il traforo per la lavorazione del legno, il cucito, specialmente punto croce e patchwork, le paste sintetiche per la realizzazione dei cibi e il cartonaggio, applicando in miniatura esattamente le stesse tecniche della scala normale, anche con l'aiuto delle tecniche digitali. È quello che fa, per esempio, Gianni Pescatore: sfruttando le sue conoscenze di computer grafica e utilizzando la carta plastificata che ricorda il vetro e l'alluminio ed è più resistente, continua a costruire su commissione il World Trade Center, ovvero le due indimenticabili torri gemelle newyorchesi in formato 1 a 1000, che propone anche in versione kit per chi vuole ricostruire le torri nel soggiorno di casa, mentre Aristide Zeppettella preferisce i metodi tradizionali, ovvero microscopio, pinzette e ferri del mestiere in proporzione, per costruire pazientemente presepi sonori e strumenti musicali anche settecenteschi di legno e avorio o madreperla. C'è chi addirittura ha trasformato la sua passione in attività professionale: come Giovanni De Stasio che nel catalogo della sua Jolly Model ha 250 tipi di automobili storiche progettate in formato ridotto, prima con il computer, poi con gli stampi e riprodotte con la più assoluta fedeltà, o Pierluigi Frusconi che ha addirittura utilizzato i grandi macchinari industriali costruiti dalla sua azienda Omarc per produrre mattoncini, tegole, piastrelle lillipuziane che poi si trasformeranno in case o castelli, secondo la fantasia dell'architetto in miniatura.
Ma non si tratta sempre e soltanto di oggetti inanimati. Lo dimostra l'ultima tendenza formato ridotto che arriva da Hollywood: a Los Angeles l'ultimo grido, quasi un gadget modaiolo, è avere i teacup pup, cani (veri) miniaturizzati che molte signore, da Madonna a Paris Hilton, amano portare nella borsetta: si tratta di animali grandi - da qui il loro nome - come una tazza di tè a causa di difetti genetici o problemi di crescita, che, contro il parere dei veterinari, vengono allevati in serie e venduti a prezzi non proprio bonsai, da mille a cinquemila dollari.
Chi, comunque, fosse tentato di imparare a costruire il suo mondo in miniatura trova tutte le istruzioni per l'uso su internet. Collegandosi al sito www.reginasminiaturworld.com può, per esempio, risolvere i suoi eventuali dubbi per realizzare un «ombrellino da sole stile vittoriano che farà bella figura nei vostri ambienti in miniatura». Certo, un ombrello che non riparerebbe dal solleone nemmeno un neonato visto che ha per asta uno stuzzicadente, per manico una perlina e aperto riesce a raggiungere un diametro di 10 centimetri, nonostante l'impresa di fabbricazione sia davvero ardua. Provate voi (se proprio volete) a scartavetrare lo stuzzicadente per poi dipingerlo d'oro o d'argento, ad abbellire il centrino che farà da ombrello con la passamaneria e a fermarlo intorno all'asta con qualche millimetro di raso, per poterlo richiudere nelle giornate nuvolose. Chi, invece, cerca tutto l'occorrente per costruirsi il suo piccolo mondo dal peso piuma (ogni oggetto sulla bilancia segna circa 10 grammi) lo trova su www.faidate.it: non c'è che da sbizzarrirsi scegliendo nelle varie sottocategorie, tra le miniature scolastiche come la lavagna formato 45x32 millimetri e gli utensili da cucina, dal set padelline wok in rame 11 - 14 mm al grembiule cuoco più cappello e forchettone, oppure tra le miniature della serie amore di cui fanno parte gli abiti da sposa alti dieci centimetri, strascico compreso, a quelle della minifattoria che comprendono mucche e scoiattoli in poliresina alti in tutto 2 centimetri. Pezzi che contribuiscono a realizzare anche vere e proprie opere d'arte come quelle che ogni anno sono esposte nel salone dell'hobbistica «Il mondo creativo» alla fiera di Bologna: nell'ultima edizione che si è appena tenuta (dal 4 al 6 novembre) non sono mancati autentici capolavori dell'artigianato, piccoli soltanto nelle dimensioni, realizzati da artisti delle miniature. Oggetti infinitesimali di un mini mondo fantastico, ricco di incredibili particolari, che spesso sfuggono quando le dimensioni sono a grandezza naturale.
Ma ad istigare i maniaci della miniatura arrivano anche le dispense: mai come in questi mesi le edicole traboccano di fascicoli con mini oggetti incorporati che vanno dagli orologi a forma di Piccadilly bus o di maggiolone alle teiere bonsai, dai volumi stampati in corpo 1, alle porcellane inglesi settentesche, dagli elicotteri militari a tutto il materiale per realizzare una scuderia, in miniatura, ovviamente, dai taxi del mondo ai soldatini in armatura. Persino i rudi lettori di Tex oggi non ne sono immuni e ogni settimana possono arricchire la loro collezione con uno dei quaranta piccoli eroi del fumetto. Action figures si chiamano, sono di resina, in formato tridimensionale, alti fino a diciassette centimetri, tutti rigorosamente numerati, dipinti a mano e dotati di certificato di garanzia e spaziano da Tex Willer a Kit Carson, da Kit Willer a Tiger Jack.
Una passione talmente forte in Italia da aver dato origine all'Associazione Dollhouse e miniature italiane (Admi, www.admionline.it) che offre anche consulenza per chi alle prime armi non ha la pazienza o l'abilità ad incastrare tutti i pezzi e pezzetti, troppo piccoli, forse, per chi è abituato a pensare sempre e soltanto in scala 1:1.