Ermagora e Fortunato

Si tratta dei due santi protettori di Udine e Gorizia. Ermagora dovrebbe essere stato, intorno alla metà del III secolo, il primo vescovo di Aquileia. Fortunato sarebbe il suo diacono. Secondo la tradizione, l’evangelista s. Marco fu mandato da s. Pietro, che a quel tempo era a Roma, a predicare nella parte settentrionale della penisola. In Aquileia si ebbe l'incontro tra s. Marco e il pagano Ermagora, che l’evangelista convertì al cristianesimo e battezzò di sua mano. Poi, tutti e due si recarono a Roma, da s. Pietro. Questi consacrò Ermagora vescovo di Aquileia e lo rimandò in patria. Fu Ermagora a occuparsi dell’evangelizzazione della città e del territorio circostante. Quando l'imperatore Nerone scatenò la prima persecuzione, quella in cui trovarono il martirio s. Pietro e s. Paolo, anche il vescovo Ermagora e il suo diacono Fortunato finirono uccisi. Nella basilica di Aquileia la storia di questi due martiri è rappresentata in una ventina di raffigurazioni che mostrano anche i tormenti loro inflitti dal magistrato Sebaste, le conversioni provocate da Ermagora tra gli altri carcerati, il suo esorcismo su un giovane posseduto dal demonio e la guarigione di una vedova cieca. E poi la decapitazione finale. Le reliquie dei due martiri sono conservate nella cattedrale di Udine e vengono esposte il giorno della loro festa. Scrive Ireneo Bellotta nel suo «I santi patroni d’Italia» (Newton & Compton) che un tempo in onore di s. Ermagora venivano accesi dei falò e tenute alcune fiere. Il santo è invocato anche come intercessore contro gli incidenti di ogni genere.