Adesso il Pentagono spinge per un'azione militare in Mali

Conclusa nel sangue dopo quattro giorni la battaglia attorno al sito petrolifero attaccato da Al Qaeda. Pesante il bilancio. Usa pronti a intervenire in Mali

Ostaggi in festa dopo il blitz finale in Algeria

Non poteva che finire in un massacro. A terra si contano almeno 18 morti tra ostaggi e terroristi portando così il bilancio provvisorio delle vittime a 55. È l’ultimo atto del folle assalto compiuto da un manipolo di jihadisti al sito gasiero di In Amenas, nel sud-est dell’Algeria. Nel frattempo, il presidente americano Barack Obama ha scaricato tutta la responsabilità della tragedia sui terroristi che hanno compiuto l’attacco: "Adesso rimarrà in stretto contatto con il governo algerino per comprendere pienamente quanto è successo e lavorare assieme per impedire che cose del genere si ripetano". Ma l’onda d’urto della crisi degli ostaggi è rapidamente arrivata fino a Washington. E ha investito la strategia americana anti al Qaida in Mali, tra voci di dissensi tra la Casa Bianca (più attendista) e il Pentagono che, invece, vorrebbe un coinvolgimento maggiore degli Stati Uniti al fianco della Francia.

Dopo giorni da incubo, ieri mattina le unità speciali algerine hanno rotto gli indugi e sono passate all'attacco. Anche perché le speranze di evitare una carneficina sono state bruciate dall’intransigenza dei terroristi che, guidati dal lontano Mali dal loro emiro Moctar Belmoctar grazie ad un telefono satellitare, avevano cercato di guadagnare altro tempo. Ma gli algerini di tempo non ne hanno concesso ed è stato un inferno di colpi ed esplosioni. Quando le unità speciali dell’esercito, dopo che i loro colpi non ricevevano più risposta, hanno fatto irruzione nella casupola adibita ad alloggio e che i terroristi avevano scelto come ultimo baluardo, hanno trovato solo morti. Undici terroristi - che non avevano fatto in tempo o voluto lasciarsi esplodere con le cinture imbottite di Semtex che indossavano - e sette ostaggi, a prima vista uccisi con colpi sparati a bruciapelo alla testa, un’esecuzione in piena regola in una battaglia che di regole non ne ha avute. L’ultimo drammatico ritrovamento ha, ancora una volta, rimescolato i numeri, che rispetto a quelli ufficiali sembrano non tornare, sia per i terroristi che per gli ostaggi. Per il ministero dell’Interno, che parla comunque di un bilancio non ancora definitivo, l’impresa suicida dei terroristi ha provocato la morte di 32 di loro e di 23 ostaggi.

Quale che sia il criterio dei conteggi, rimangono sempre delle preoccupanti zone d’ombra, con alcune compagnie che non trovano tutti i loro dipendenti (come la BP); Paesi (come il Giappone e la Gran Bretagna) che sanno che dovranno piangere delle vittime; notizie spaventose che circolano da ore pur se non confermate ufficialmente, come la scoperta di 15 cadaveri carbonizzati, jihadisti o ostaggi che possano essere. L’amministrazione Obama sa che per stabilizzare il Mali è necessario un intervento militare multinazionale, che però deve essere guidato da Paesi africani. Uno sforzo che sembra avere scarsa possibilità di successo senza l’Algeria, le cui forze armate sono le più preparate della regione, così come i servizi di intelligence di Algeri sono i più informati sulla galassia jihadista in Maghreb e Nord Africa. Tuttavia, anche per motivi storici, Algeri è riluttante a schierarsi militarmente accanto alla Francia, così come da sempre crea problemi a Washington anche solo per consentire agli aerei militari o ai droni americani di sorvolare il suo territorio. E ora, il sanguinoso raid compiuto senza alcun preavviso alle capitali direttamente interessate dalle teste di cuoio algerine nell’impianto di gas in In Amenas ha affossato le già scarse speranze di un diretto coinvolgimento militare dell’Algeria.

La pressione sulla Casa Bianca aumenta per• anche sul fronte interno. I militanti islamici in Mali. "Se lasciati fare - ha ammonito in un’intervista il generale Carter Ham, comandante dell’Africa Command Usa - raggiungeranno la capacità di perseguire i loro obiettivi, che sono espandere il loro raggio di azione e controllo e attaccare gli interessi americani". Al Pentagono diversi funzionari e militari di alto rango spiegano che senza un’iniziativa americana più incisiva il Mali rischia di diventare un santuario per il terrorismo jihadista, come lo era l’Afghanistan prima dell’attacco dell’11 settembre 2001, nel cuore dell’America. E sulla scena sembra anche emergere una figura carismatica sul modello di Osama bin Laden: Moctar Belmoctar, chiamato dai suoi seguaci "il principe" e da chi gli dà la caccia "l’inafferrabile". È lui la "mente" del sequestro in Algeria, e anche di diverse altre azioni terroristiche.

Commenti
Ritratto di franco@Trier

franco@Trier

Dom, 20/01/2013 - 09:46

Contro il Mali o contro Alqaida?Quest'ultimo è in tutto il mondo.

Cristina Ulcigrai

Dom, 20/01/2013 - 10:23

Ritengo che sia condannabile ogni atto di violenza e terrorismo;credo nella pace dei popoli e nella libera e rispettosa convivenza.Un saluto Cristina.

angelomaria

Dom, 20/01/2013 - 10:23

e ci risiamo IO li'nelgli anni80 lavoravo su navi merci trasportavamo semola in algeria e cemento in libia e l'aris rea la stesssa di adesso il loro passatempo tagliare le gole agl'Italiano che lavoeano nello stesso campo petrolifero30anni niente e'cambiato spero che almeno si siano liberati della puzza di piscio che t'avvolgeva da skikida ashishell algeri

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miladicodro

Dom, 20/01/2013 - 10:43

Europa dal ventre molle! Con questi personaggi fanatici non debbono esistere mezze misure, invece siamo diventati tolleranti e complici poichè da un lato abbiamo necessità di cosa vi è nel sottosuolo di questi paesi, l'altro il ricchissimo commercio delle armi e della droga. Vedasi l'Afghanistan che, malgrado la massiccia presenza di militari stranieri i quali saltano regolarmente in aria, producono e spacciano l'ottanta per cento di droga. Roba da non credere. Quando ci decideremo a prendere provvedimenti drastici contro costoro sarà sempre tardi. E proprio vero : le religioni sono l'oppio dei popoli e questo ne è un esempio eclatante. Sarebbe ora che questa Europa unita solo sulla carta si desse una mossa ed iniziasse ,dopo il diametro dei piselli, a fare terra bruciata contro i finanziatori di questi sciacalli, il quanto non difficile da scoprire Iran in primis. Se salta Israele, siamo tutti con il culo perterra.

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stenos

Dom, 20/01/2013 - 10:58

Garantito che noi saremo i primi. Tempo zero e monti si allinea a Usa, visto che nostra politica estera e supportare la politica estera Usa e francese. Stiamo gia' affilando le baionette.

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PaoloDeG

Dom, 20/01/2013 - 11:17

Occorre che il terrorismo sia vinto, in Europa innanzitutto dove esiste il terrorismo mascherato in "difesa degli oppressi!" Multiculturalismo non significa accettare il terrorismo nascosto! Si avrebbe potuto prevenire ed impedire questa presa di ostaggi in Algeria, ma la lentezza e il disinteresse dell'Europa l'ha reso possibile! Per prevenire e combattere il terrorismo nel Sahel, bisogna avere nel deserto sul posto continuamente i soldati antiterrorismo dell'Europa! Occorre che l'Europa acquisti una parte del deserto al sud della Libia, Tunisia ed Algeria e costruire delle basi aeree dell'aeronautica militare, dell'esercito di terra ed una base navale, sulla costa mediterranea, alle frontiere tra la Libia e le Tunisia con una via veloce che porta al deserto dell'Europa! Nel deserto c'è molta energia rinnovabile! L'acqua la si trasporta con un acquedotto dal Mare Mediterraneo! Aiutare gli africani permettendo loro di venire a vivere in Europa non basta! Bisogna soprattutto andare ad aiutarli in Africa!

linoalo1

Dom, 20/01/2013 - 11:20

Quali sono i nostri interessi in Malì??Molti Italiani sono contrari al nostro intervento.Non possiamo rischiare nostre vite solo per gli interessi di Francia e Usa!Lino.

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Ausonio

Dom, 20/01/2013 - 11:53

E' ora che la Cina e la Russia abbandonino gli indugi e mettano i bastoni tra le ruote dell' impazzito mostro atlantico-sionista.

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Dom, 20/01/2013 - 11:54

ma quale terrorismo.... ma quale alqaeda (esiste?? o è una creazione CIA per avere perduranti pretesti per guerre di aggressione??)) Lì c'è URANIO. Altro che terroristi... non fateci ridere.

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robergug

Dom, 20/01/2013 - 12:54

@Cristina Ulcigrai Beata innocenza! Che Dio ti benedica, figliola!

Ritratto di franco@Trier

franco@Trier

Dom, 20/01/2013 - 14:02

D'accordo con ausonio.Cristina Ulcigrai e cosa credi anche nella invasioni dell'Occidente nei territori musulmani?nelle torture degli yankees quei maledetti da Dio?O credi solamente quello che interessa a te e che ti dice la propaganda dei gringos?Incomincia a scrivere che i governanti lacchè ritirano le truppe di giovani soldati italiani dall'estero, in Italia c'è da fare sviluppare la Nazione non in altri paesi.

Allen Ferrari

Dom, 20/01/2013 - 14:03

Credo che l'Algeria sia rimasto uno dei pochi stati, se non l'unico a combattere il terrorismo fanatico del loro Dio! Bravi...spiace per gli ostaggi, ma un'appecorata non sarebbe servita a niente.

Ritratto di miladicodro

miladicodro

Dom, 20/01/2013 - 14:10

#ausonio,breakfast difficile stamane? e dalle con sto impero atlantico-sionista,troppo semplice per scusare dei macellai di natura,vanno eliminati punto a capo.

Ritratto di miladicodro

miladicodro

Dom, 20/01/2013 - 14:20

#ausonio, breakfast difficile stamane? e dalle con sto impero atlantico-sionista, troppo semplice per scusare dei macellai di natura, vanno eliminati punto a capo.

Ritratto di Bartuldin

Bartuldin

Dom, 20/01/2013 - 15:31

Ausonio, ma quante intelligenti stro...zate sai dire !!! Bravo !!! Meriti l'oscar dell'imbecillitá. Oggi lo diamo a te.

maxaureli

Dom, 20/01/2013 - 15:36

La Germania ha chiesto alla Francia e agli USA la restituzione di 650 tonnellate di oro (pari a 200 miliardi di Dollari) in un arco di sette anni (circa 90 tonnellate annue). Qualcuno puo' dirmi quante tonnellate di oro vengono estratte annualmente nel Mali? ... (Hum i conti tornano)

blackindustry

Dom, 20/01/2013 - 16:02

Toh c'è il petrolio di mezzo... però lo chiamano un interventio contro l'0integralismo dell'islam. Premesso che a me l'islam fa SCHIFO in quanto non davvero religione ma partito politico di aggressione, sarerbbe bene che chizmassero le cose col loro nome, senza false cazzate. Intervento militare a difesa degli interessi petrolchimici della Francia e degli USA. E tutti coloro che si accodano (Italia in primis) sono dei codardi servili. Questa è l'italia resistenziale ed antifascista.

alberto_his

Dom, 20/01/2013 - 16:03

PaoloDeG, oh brillante stratega. Perchè mai Tunisia, Algeria e quel che rimane della Libia dovrebbero concedere il loro territorio a ingombranti colonialisti armati? Fa benissimo l'Algeria a non fidarsi dalla Francia viste le sue mai sopite mire neo-colonialiste. Con quali quattrini costruirebbe tutto questo? In quanto tempo? E' come lasciare bersagli sul territorio per i combattenti locali. @miladicodro: in Afghanistan la produzione d'oppio è tornata ai massimi dopo l'arrivo degli occupanti. Non esistono prove nè motivi di interesse per i quali l'Iran dovrebbe finanziare i taglia-gole di Al Qaeda; esistono invece prove che siano stati finanziati, addestrati e armati dalle potenze occidentali. Questo dall'Afghanistan degli anni '80 (l'inizio della storia del jihadismo combattente) alla Libia, conflitto alla base di quanto sta avvenendo oggi in Mali; alle armi e a quattrini degli occidentali per i mercenari si sono aggiunti soldi dalle casse e armamenti dagli arsenali dell'ex-regime. Mentre gli afghani combattenti non hanno interesse ad agire fuori dal loro paese, le cellule jihadiste del Nord Africa potrebbero legittimamente rendere la pariglia attaccando in Europa: ci si renderà conto di cosa è il terrore che vivono le popolazioni in guerra. Se salta Israele non finiamo con il culo per terra, stia tranquillo.

kolton jones

Dom, 20/01/2013 - 17:18

Guerre regionali sempre contro i terroristi? Se l'occidente avesse costruito per i futuri decenni centrali NUCLEARI non ci sarebbero stati nè i morti nè i terroristi......CHI VUOLE CAPIRE CAPISCA!!!!!!

Ritratto di franco@Trier

franco@Trier

Dom, 20/01/2013 - 19:19

Sarà un altro VietNam.Milasocodro sionista, OGNIUNO DEVE STARE A CASA PROPRIA INCOMINCIANDO DA ISRAELE IL LADRO DI TERRE.Sono già morti molti giovani soldati italiani per colpa di voi ebrei-sioninsti-guerrafondai, i giovani militari devono ritornare in Patria e lavorare per lei.

Ritratto di franco@Trier

franco@Trier

Dom, 20/01/2013 - 22:15

MAXAURELI SONO 700 TONNELLATE DI ORO TEDESCO PER L'ESATTEZZA.POI ALLA FRANCIA E INGHILTERRA NON USA QUELLO IN USA NON ANCORA RICHIESTO.

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Lun, 21/01/2013 - 00:59

Le dichiarazioni e le manifestazioni di pacifismo sono il modo più ipocrita di nascondere la testa sotto la sabbia come struzzi. DA ALCUNI ANNI AL QAIDA COMBATTE UNA GUERRA CONTRO L'OCCIDENTE. CONTRO DI NOI. Cosa dovremmo fare? Farci macellare come pecore per una pace che altri non rispettano?

gpl_srl@yahoo.it

Lun, 21/01/2013 - 08:59

la guerra se la facciano da soli:L' italia aveva seguito negli ultimi anni una politica stabilizzatrice soprattutto nei rapporti con la Libia che in una maniera o nell' altra riusciva a non consentire politiche di destabilizzazione: l' Intervento Francese tendente a consentire alla francia diritti sulle riserve di petrolio e di uranio libiche, con l' uccisione di Ghedaffi, ha in effetti instaurato una nuova inquietante situazione in tutta la zona del Sahel creando una base di instabilità politica ed economica in tutto il Nord Africa: Quanto succede ora fa parte quindi delle inevitabili conseguenze di una dissennata politica estera Francese che ora deve assumersi tutte le responsabilità di quanto sta avvenendo per colpa sempre di decisioni unilaterali

maxaureli

Lun, 21/01/2013 - 13:05

franco@Trier informati. - auf Wiedersehen http://www.forbes.com/sites/afontevecchia/2013/01/16/germany-repatriating-gold-from-ny-paris-in-case-of-a-currency-crisis/ http://www.bundesbank.de/Redaktion/EN/Pressemitteilungen/BBK/2013/2013_01_16_storage_plan_gold_reserve.html