armare i ribelli è una folliail commento 2

di Fiamma Nirenstein
Ancora non si sa con certezza se le vittime della esecuzione mostruosa cui ci tocca assistere su Youtube siano frati francescani oppure no. Di sicuro l'ipotesi che il video sia fatto per terrorizzare i cristiani non è peregrina: certo, di nuovo gente innocente macellata in nome di Allah, stavolta perché erano «al soldo del regime», nell'agenda di uno di loro compariva il numero di un militare dell'esercito siriano. I tre erano anche accusati, dice il comunicato, di avere fornito armi a Bashar Assad.
Per nove minuti abbiamo modo, guardando l'inguardabile, di prendere nota del fatto che il miliziano «ribelle», l'assassino, parla con accento ceceno. I ribelli fanno ormai parte di brigate internazionali, proprio come la parte avversa che conta iraniani e Hezbollah.
Di video mostruosi ne abbiamo visti già parecchi. Gli assassini sono di origini, dialetti, sfumature di credo diversi ma l'abisso sussiste fra sunniti e sciiti. Le imprese jihadiste che realizzano, le stragi sono fanatiche e crudeli, anche se Assad ha di gran lunga battuto il nemico facendo centomila morti. Ma tagliare le teste è una grande sciccheria jihadista anche sunnita, una specie di citazione dei testi sacri (stiamo parlando dell'interpretazione delle forze estreme naturalmente): Richard Pearl nel 2002 è forse il caso più famoso, con Nick Berg decapitato personalmente da Al Zarqawi, con il tunisino apostata del 2012, il polacco del 2009... e tanti altri, purtroppo. L'esecuzione jihadista è sempre legata all'identità primaria, vera o presunta. Pearl era ebreo, come Berg, altri sono infedeli, apostati, cristiani, o imperialisti. Cioè, un cuscinetto di innocenti disgraziati che per religione di religione o origine geografica si trovano sballottati fra le due larghe fazioni. In Siria e nel resto del Medio Oriente contaminato dalla sua guerra (prima di tutto il Libano, ormai straziato) lo si vede bene: sono i sunniti (maggiori in numero e in potere economico,in parte affascinati dalla sirena di Al Qaida) e gli sciiti (in parte molto poveri, miseri del mondo musulmano, guidati dall'Iran e armati dagli Hezbollah).
Ma la parte estrema della rivolta siriana è stata come offuscata, obliterata, dalla fantasia malrisolta di Obama e anche dell'Europa di porre fine alla crudeltà di Assad con le nostre armi. Chi può aiutare ragionevolmente dei tagliatori di teste?
Se si guarda all'appello del famoso sceicco sunnita Yussef al Qaradawi, si legge nelle sue parole un accanimento che fa da pendant a quello degli hezbollah dall'altra parte. Anche i sunniti vogliono il loro esercito internazionale.Ha detto al Qaradawi: ogni musulmano che sa combattere deve andare a sostenere i ribelli siriani. I leader del partito di Satana (stavolta l'Iran e gli hezbollah, non la solita America) sono in Siria percombattere i sunniti, ma li batteremo.
I preferiti di Qaradawi sono certamente il fronte Jabat al Nusra,il più estremo dei gruppi anti Assad, e chi viene a combattere con loro trova un tappeto rosso. Di sangue, ma rosso. Ogni giorno fazioni avverse in tutto il Medio Oriente, ci mostreranno spettacoli di crudeltà inaudita. Ma primi, vengono gli occidentali: cristiani, ebrei, imperialisti.. Niente armi dunque, perfavore. Piuttosto, fermiamoli. Tutti e due.

Commenti

mborrielli

Sab, 29/06/2013 - 21:31

Cito... anche se Assad ha di gran lunga battuto il nemico facendo centomila morti... Attenzione a quel che si dice: Assad combatte un nemico che si trova all'interno dei suoi confini, il quale non è certo fatto da angioletti. I 100 mila morti non possono essere addebitati solo ad Assad, se nessuno si fosse sognato di rovesciare il regime sull'onda delle "primavere" arabe, non ci sarebbe stata nessuna mattanza. Assad non fa altro che quello che farebbe qualsiasi capo di Stato che si trovasse attaccato dall'interno con una rivolta particolarmente armata e feroce.