Arriva la Lady Oscar con il burqa

Si chiama Jiya e indossa il tradizionale velo integrale islamico. È la protagonista del nuovo cartone animato pachistano, dove l'eroina è un'insegnante e i cattivi da combattere sono i talebani che si oppongono all'istruzione delle ragazze

Ogni generazione ha avuto il suo super eroe e il suo cartone animato cult. E anche ogni continente. Da noi, al femminile, anni fa spopolavano paladine della giustizia come Lady Oscar e il Tulipano Nero. Belle e senza paura, difendevano i deboli dai soprusi. Non è da meno il mondo islamico, dove la beniamina dei più piccoli si chiama "Burka Avenger". È un'eroina come quelle occidentali, ma porta il burqa.
La vendicatrice con il velo integrale è la protagonista del primo cartone animato prodotto in Pakistan, in onda a partire da agosto su Geo Tv. Ma Jiya, spiega il sito di Sky News, non è un'implacabile guerriera armata di spada, bensì un'insegnante pachistana che indossa il controverso abito tradizionale solo quando deve sfidare i suoi nemici: un gruppo di cattivi che vogliono impedire alle bambine di andare a scuola e che somigliano molto ai talebani.
Il programma è un'esplicita condanna dei guerriglieri islamici, che da tempo con attentati e attacchi mirati si oppongono all'istruzione in Pakistan. Le "armi" della vendicatrice sono i libri e le penne, che scaglia contro i suoi antagonisti. Dietro lo show, realizzato nella locale lingua urdu, c'è la popstar britannico-pachistana Haroon Rashid. "L'uso del burqa non è un segno di oppressione - ha detto il cantante -. La protagonista lo usa per coprire la sua identità come fanno gli altri supereroi". Il velo sarebbe stato scelto più che altro per farla somigliare a una guerriera ninja. E il cartoon non può non ricordare la storia di Malala Yousafzai, la ragazza pachistana sopravvissuta a un attacco dei talebani nell'ottobre 2012 e diventata simbolo della lotta per garantire un'istruzione alle ragazze del suo Paese.

Commenti

giuliana

Dom, 28/07/2013 - 10:39

Il drappo nero imposto alle donne dai feroci maschilisti islamici è simile ai drappi neri che una volta venivano usati durante i funerali per coprire i catafalchi. Per fortuna l'eroina di questo cartone assomiglia a Occhi di Gatto. Le donne islamiche dovrebbero riappropriarsi della propria dignità e libertà a suon di manganellate. Quelle che hanno invaso i nostri territori dovrebbero dare l'esempio approfittando delle nostre leggi, invece ci stanno dimostrando quasi quotidianamente che l'unico loro scopo è quello dei talebani: toglierci la nostra libertà e imporre a noi le loro leggi discriminatorie.

Luigi Farinelli

Dom, 28/07/2013 - 21:55

Cara Giuliana, le consiglierei, per prima cosa, di leggere un po' di storia sugli antichi popoli del deserto e sul micidiale elemento naturale entro cui dovettero sopravvivere, senza eguali sul nostro pianeta e di come la sopravvivenza delle donne fosse legata esclusivamente alla possibilità dei loro uomini di non commettere sbagli comportanti l'estinzione delle loro esistenze e di quelle delle tribù. La stessa poligamia fra quelle popolazioni nacque per impedire che le vedove rimaste sole morissero senza alcuna possibilità di sopravivenza in quell'ambiente così estremo. Avendo vissuto dieci anni in Arabia e molti in altri deserti, mi creda, so quello che dico. Non faccia quindi un solo fascio di tutta l'erba. In quanto alle nostre leggi che lei porta d'esempio, ricordo una cosa di cui si parla poco poiché non politicamente corretta: usando truffe come quella del cosiddetto "femminicidio" , basato su cifre taroccate sulla violenza alle donne (cifre VERE alla mano) e sul lavaggio del cervello, in tutto l'Occidente la giurisprudenza divorzista nei divorzifici di Stato sta buttando sul lastrico migliaia di uomini per il solo fatto che sono uomini, DISCRIMINANDOLI sia in materia di affido condiviso che sulle sentenze: privandoli di casa, magari acquistata con sacrificio, proprio lavorando nei deserti o in ambiti rischiosi (il 97% dei morti sul lavoro è "privilegio" maschile e questo è maschicidio vero, non truffaldino), privati dei figli e della sussistenza: ci sono migliaia di suicidi fra i cosiddetti barboni, provocati dalle leggi femministe a senso unico che lei considera una conquista della giurisprudenza: migliaia di casi di cui i telegiornali non parlano mai: troppo impegnati a propalare la bufala del "femminicidio" e delle donne sempre oppresse, vittime , stuprate da mani a sera dall'uomo sempre e solo brutto, sporco e cattivo! E poi mi viene a parlare dal suo pulpito delle loro leggi discriminatorie?

Luigi Farinelli

Dom, 28/07/2013 - 22:07

Il lavaggio del cervello operato attraverso i mezzi mediatici occidentali sta per corrompere pure i Paesi non occidentali nel tentativo di disgregarli ed accelerare il processo di globalizzazione mercantilista. Già il fatto che debbano per forza essere sempre tacciati di maschilismo (non tutti questi Paesi sono come l'Afghanistan) fa capire dove vogliano andare a parare i messaggi propalati dai nostri media e quelli per far scoppiare le "primavere". Sarebbe meglio rivolgere l'attenzione sui criminali tentativi laicisti che elites multimiliardarie stanno promuovendo (ONU e EU casse di risonanza) per imporle come leggi di stato e imporre così l'aborto, l'eutanasia, le mostruosità della bio-ingegneria antiumana, la soppressione della famiglia naturale e favore di quelle promiscue e sterili, l'abbattimento dell'obiezione di coscienza in materia di principi non negoziabili, l'antinatalità come "handicap della natura contro le donne che così non possono fare carriera". Se le leggi talebane sono orrende, quelle imposte dalla "civilissima" Comunità Europea sono aberranti e antiumane.