Bangladesh, 281 morti nel crollo di un palazzo: 200 vivi sotto macerie

304 le vittime causate dall'implosione di un edificio di otto piani a Dacca. I lavori proseguono: mancano all'appello decine di persone

Il bilancio del crollo di un edificio di otto piani a Dacca, capitale del Bangladesh, continua ad aggravarsi. L'ultimo dato diffuso parla di 304 vittime, numero in continuo aggiornamento.

A due giorni dalla tragedia si continuano a cercare i superstiti. Secondo il responsabile nazionale dei vigili del fuoco, Ahmed Alì, 54 persone sono state recuperate vive nella notte. Nell'edificio si trovavano circa tremila persone, impiegate in cinque aziende di abbigliamento per l'esportazione.

Le autorità non hanno perso del tutto speranze di ritrovare qualcuno ancora in vita. I lavori, che proseguono freneticamente, sono stati bloccati nella notte dal propagarsi di un incendio. Sotto le macerie del Rana Plaza, di cui si stava alzando un nono piano, rimangono però molti lavoratori. Secondo l'Ansa sarebbero tra le 300 e le 400 - intorno alle 11 - le persone ancora sotto i resti del palazzo.

A Gazipur, città a nord di Dacca, centinaia di persone sono scese in strada, chiedendo l'arresto e la messa a morte dei proprietari dei laboratori che si trovavano nell'edificio crollato. La polizia è ricorsa all'uso dei lacrimogeni e di proiettili in gomma. Le fabbriche sono state prese d'assalto, occupate le strade.

HRW: "Lavoratori non tutelati"

Human Rights Watch, occupazione che si occupa di diritti umani, ha chiesto alle autorità di trarre spunto da questa tragedia per intervenire velocemente sulla tutela dei lavoratori, che in Bangladesh viene spesso messa in secondo piano. In un comunicato comparso sul suo sito internet ha definito "prevedibili" tragedie con un numero così alto di vittime, data la situazione di uno Stato dove "l’industria paga i salari più bassi al mondo, ma non ha la decenza di assicurare la sicurezza di chi lavora per vestire mezzo mondo".

Un operaio - scrive Human Rights Watch - in Bangladesh riceve 28 euro al mese. I distretti industriali ospitano circa 100mila azienda, che spetto non rispettano le tutele per i lavoratori. I sindacati sono spesso ostacolati.