Censurato giornale tedesco che sbeffeggiava il Papa

Dopo un esposto della Santa Sede il tribunale di Amburgo blocca la distribuzione del settimanale Titanic: "Violati i diritti della persona". Polemiche in rete

Il tribunale di Amburgo ha ordinato al settimanale satirico tedesco "Titanic" di bloccare la diffusione dell’ultimo numero. Qual è la ragione di questa decisione? Una copertina decisamente offensiva nei confronti di Benedetto XVI, mostrato, attraverso un fotomontaggio, con la sua veste bianca macchiata di giallo (urina?). Ora sul sito internet del giornale al posto della copertina c'è un rettangolo nero con la parola "Verboten!" (Vietato!). E' stato il Vaticano stesso, attraverso il sostituto della segreteria di Stato, monsignor Angelo Becciu, a chiedere alla procura di Amburgo di intervenire "contro la violazione dei diritti della persona" del Papa. Il tribunale ha stabilito che il giornale non può diffondere le copie del numero corrente e nemmeno pubblicare le foto su Internet. Se lo fa dovrà pagare 250.000 euro di sanzione. Nessun richiamo, però, per le copie delle riviste che abbiano già raggiunto le edicole.

Ma perché raffigurare con quella macchia l'abito del Santo Padre? Il giornale voleva fare riferimento alla vicenda della fuga di documenti vaticani, ribattezzata "Vatileaks". Così, sopra alla foto del Papa, la copertina mostrava la scritta "Die undichte Stelle ist gefunden" (Trovata la fonte della fuga). Il portavoce della conferenza episcopale tedesca, Matthias Kopp, ha sottolineato che la rivista "è andata
oltre i confini del tollerabile"
. Da qui la richiesta di ingiunzione e il blocco della distribuzione.

Non c’è nulla di "satirico" nelle immagini sul Papa pubbicata dalla rivista tedesca, sottolinea Domenico Delle Foglie, presidente del Copercom (Coordinamento delle associazioni per la comunicazione). "Dispiace dirlo ai colleghi (colleghi?) di Titanic, ma questa volta non possono appellarsi al più classico: 'È la satira bellezza!'. "La copertina e la controcopertina della fortunata rivista tedesca, di satirico non hanno proprio nulla. Anzi - prosegue -. È stato scelto il più vieto dei clichè, quello sadico anale, degli adulti rimasti bambini per sempre, per colpire un uomo vero. Un uomo coraggioso che porta il peso dello scandalo più ignominioso (vedi la pedofilia fra il clero) con la dignità di chi sa di aver fatto la propria parte per sanare ferite profondissime nel corpo vivo della Chiesa".

Il direttore del giornale, Leo Fischer, si difende: "La foto è stata fraintesa, mostra il Papa che festeggia la soluzione del caso (Vatileaks) e, nell’euforia, versa una bibita tonaca". E il giornale pubblica un'altra immagine che ritrae il Pontefice con le braccia allargate e in mano due bottiglie di aranciata. Insomma, tutta colpa della Fanta. Potrebbe concludersi tutto con una risata, ma non si dice nulla della macchia marrone. Quello che colpisce è che il giornale abbia voluto colpire più l'uomo che il Papa come istituzione. E pensare che il direttore auspica un colloquio chiarificatore con Ratzinger in persona.