Chicago, metro deraglia: 32 feriti

Incidente al capolinea della metropolitana, al Chicago O'Hare International Airport: 32 feriti, nessuno grave

Momenti di paura stanotte a Chicago, dove intorno alle 2:50 un treno della metropolitana blu si è schiantato sulla banchina dell'ultima fermata, deragliando fino ad arrivare in cima alla scala mobile. Sfiorata la tragedia, data la grande velocità a cui il treno viaggiava e i danni riportati alla struttura. Il commissiario dei vigili del fuoco Jose Santiago ha specificato che sei persone hanno riportato ferite lievi, mentre le altre 26 contusioni di lieve entità: tutti i 32 feriti sono stati comunque trasportati in quattro ospedali per accertamenti.

Stando alle ricostruzioni e ai filmati delle telecamere, pare che la metro stesse viaggiando ad una velocità di molto superiore alla media quando improvvisamente ha deragliato. La velocità elevata ha fatto perdere al treno la presa sulle rotaie al momento della frenata: la fisica ha fatto il resto. Pur sapendo di essere in prossimità del capolinea, l'O'Hare International Airport, il guidatore non ha rallentato, e a nulla sono serviti i bumping posts - gli ammortizzatori alla fine del binario - che sono stati distrutti durante la folle corsa. Christopher Bushell, capo dell'azienda ferroviaria Cta, ha dichiarato che ci vorrano dalle 12 alle 24 ore per permettere alla metro di essere di nuovo operativa, provocando di fatto non pochi disagi ai viaggiatori diretti all'aeroporto. Intanto i tecnici sono al lavoro per sistemare la scala mobile: nell'incidente, è stata completamente distrutta. Un vero e proprio "colpo di fortuna", perché - mediamente - nelle ore trafficate dalla metro di Chicago passano diverse centinaia di persone. Settimanalmente, quasi 10mila persone usufruiscono della Cta. In un momento differente, più che 32 feriti si sarebbe parlato di 32 vittime.

Commenti
Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mar, 25/03/2014 - 16:23

Meglio la metropolitana "magica", capolavoro lilla di Letizia Moratti, emerito sindaco di Milano, che è senza manovratore, cui si "prega di non parlare, perché non deve essere distratto dalla manovra".