Condannata a morte violentata dai soldati: ordine del presidente

In Gambia la pena di morte non fa notizia, essendo il presidente di questo piccolo Paese africano, Jahya Jammeh, un suo convintissimo assertore. Eppure dovrebbe, se si considera che per paradosso Banjul, la capitale gambiana, è sede della Commissione africana dei diritti dell'uomo e dei popoli. Da ieri dovrebbe ancora di più: è stata infatti diffusa la notizia delle circostanze medievali in cui è stata messa a morte Tabara Samba, una donna locale che aveva - a sua volta in modo medievale - ucciso il marito versandogli addosso olio bollente mentre dormiva. Sembra che gli appelli per salvare la vita della condannata, tra cui quelli firmati dalla Federazione africana dei giornalisti e dall'Unione panafricana degli avvocati, abbiano particolarmente irritato il presidente Jammeh, il quale per ritorsione avrebbe esortato i soldati chiamati a presenziare alle esecuzioni (con Tabara Samba sono state uccise altre otto persone) a usarle violenza. Cosa che secondo il sito investigativo gambiano «Freedomnewspaper» sarebbe accaduta «davanti a funzionari di polizia, a un magistrato e ad alcuni medici, forse cubani». Dopo le percosse e lo stupro, la donna è stata uccisa con un'iniezione letale. Ma l'orrore non è finito qui: i soldati hanno fatto a pezzi il suo corpo, per poi gettarne i resti in una fossa comune negando ai familiari la possibilità di seppellirla in un cimitero. Il ministro dell'Interno gambiano, Lamine Jobareth, non ha avuto parole di critica per tanto scempio. «Persone come Tabara Samba - ha commentato - non meritano di vivere un giorno di più. Quale Paese potrebbe accettare ciò che aveva fatto?».

Commenti

sorciverdi

Ven, 07/09/2012 - 11:48

L'iniezione letale ad una assassina non mi pare sia una cosa sulla quale discutere perché se quella è la legge di quel paese, nulla possiamo dire. Invece lo stupro comandato e avvenuto in presenza di testimoni nonchè lo smembramento successivo all'esecuzione sono cose che dovrebbero far alzare in piedi il mondo intero. Invece tutti zitti: né Pannella si priva del cappuccino con brioche né le femministe insorgono. Insomma tutti zitti e il silenzio di soloni e buonisti full time è il peggiore: bravi, continuate così coi vostri due pesi e due misure mentre la barbarie avanza, buffoni! E perché questo? Ovviamente perché non si può dare del barbaro a qualcuno con la pelle di colore diverso altrimenti si è subito tacciati di razzismo. E poi, come avete scritto, in Gambia ha sede la Commissione Africana dei Diritti dell'Uomo e dei Popoli, no?!

silviob2

Ven, 07/09/2012 - 13:15

Quale Paese potrebbe accettare ciò che aveva fatto? Nessuno! Quale Paese potrebbe accettare ciò che è stato fatto a questa donna? Nessuno che possa dirsi civile.

silviob2

Ven, 07/09/2012 - 13:24

Questa inutile prodigalità di supplicii, che non ha mai resi migliori gli uomini, mi ha spinto ad esaminare se la morte sia veramente utile e giusta in un governo bene organizzato. Qual può essere il diritto che si attribuiscono gli uomini di trucidare i loro simili? Non certamente quello da cui risulta la sovranità e le leggi. Esse non sono che una somma di minime porzioni della privata libertà di ciascuno; esse rappresentano la volontà generale, che è l'aggregato delle particolari. Chi è mai colui che abbia voluto lasciare ad altri uomini l'arbitrio di ucciderlo? Come mai nel minimo sacrificio della libertà di ciascuno vi può essere quello del massimo tra tutti i beni, la vita? E se ciò fu fatto, come si accorda un tal principio coll'altro, che l'uomo non è padrone di uccidersi, e doveva esserlo se ha potuto dare altrui questo diritto o alla società intera? Non è dunque la pena di morte un diritto, mentre ho dimostrato che tale essere non può, ma è una guerra della nazione con un cittadino, perché giudica necessaria o utile la distruzione del suo essere. Ma se dimostrerò non essere la morte né utile né necessaria, avrò vinto la causa dell'umanità. Cesare Beccaria

giuseppe.galiano

Ven, 07/09/2012 - 16:51

Se non ci fosse quella povera disgraziata di mezzo ci sarebbe da ridere, paese dei diritti dell'uomo...non delle donne.

Ritratto di marforio

marforio

Sab, 08/09/2012 - 20:15

Mi meraviglio dei medici cubani ? Cosa racconteranno a Castro .magari si saranno anche divertiti.Inutile commentare quando certi tibunali mondiali guardano solo orbati a sinistra.

roberto.morici

Dom, 09/09/2012 - 14:17

@sorciverdi.Suvvia, amico, non sia tanto ingenuo. Non esageriamo. Le nostre brave femministe, le incazzatissime Valchirie, quelle che "siamo tutte rosybindi" sono appena rientrate dalle ferie...e poi, immagina lo sconcerto? Il Gambia...il Gambia...ma andò sta sto cazzo Paese?