"Guerra" anche per i voli: a Roma in 700 restano a terra

La doppia faccia della mattanza egiziana: da un lato gli spari tra la folla e il numero sempre crescente di morti con l'aggressione ad una giornalista italiana e ben quarantanove chiese cristiane assaltate; dall'altro la «ritirata» dai resort sul Mar Rosso dove si trovano i ventimila turisti italiani. Dopo il venerdì della rabbia, quello di ieri è stato un sabato di scontri e sangue nelle piazze del Cairo. Una giornalista di Mediaset, Gabriella Simoni, è stata aggredita dai Fratelli Musulmani e poi salvata dai militari. Mentre la moschea, assediata, è l'obiettivo dell'esercito che ha aperto il fuoco indiscriminatamente. Di contro, nonostante nessun indizio di pericolo, sono stati sospesi i voli dall'Italia al Mar Rosso, con la gran parte degli operatori turistici che ha preso in mano la situazione e ha immediatamente bloccato tutte le partenze per il Paese: il danno stimato è di 40 milioni, conferma Nardo Filippetti, numero uno di Astoi Confindustria Viaggi, l'Associazione che riunisce i maggiori tour operator italiani, settore in cui negli ultimi dieci hanno chiuso i battenti ben cinquanta attività a causa della crisi economica e anche a causa di tsunami o episodi di guerra come quella in corso in Egitto.

Da Alitalia invece nessuno stop. All'indomani della nota della Farnesina con cui si «sconsigliano viaggi in tutto il Paese» non si segnalano incidenti per i circa ventimila italiani presenti. Nelle prossime ore circa la metà rientrerà in patria, annuncia il presidente della Fiavet (Federazione delle agenzie di viaggi e tour operator), Fortunato Giovannoni. Alcuni tour operator hanno deciso di proporre ai clienti di rimandare la partenza fino a martedì in attesa che la situazione si chiarisca, altri hanno riferito che molte persone volevano partire comunque, «ma io ho consigliato di bloccare i voli» ha aggiunto Giovannoni. Oltre 700 sono stati i passeggeri all'aeroporto di Fiumicino che dovevano recarsi nelle località turistiche nel Mar Rosso e che sono stati costretti a rinunciare. Nella giornata di ieri cinque erano i collegamenti previsti per Sharm El Sheikh, Marsa Alam, El Alamein, Marsa Matrouh, due dei quali già partiti vuoti. Sui quattro voli in partenza ieri da Malpensa diretti a Sharm el Sheikh, solo 60 passeggeri si sono presentati all'aeroporto e gli addetti hanno loro mostrato il documento della Farnesina che «invitava» gli italiani a non recarsi in Egitto. A tutti i clienti è stata offerto un'alternativa di viaggio o il rimborso. Invece Alitalia non ha sospeso alcun volo per l'Egitto. «Tutto l'operativo su Il Cairo è regolare», fanno sapere dalla compagnia aerea, sottolineando che ovviamente i voli sono più pieni al ritorno in Italia ma ci sono passeggeri anche nei voli in partenza per l'Egitto e anche Meridiana sta garantendo tutti i voli schedulati da e per l'Egitto. «Non è stato cancellato nessun operativo - spiegano dalla compagnia aerea - e stiamo garantendo tutti i voli da e per Marsa Alam, Sharm el Sheik e qualche volo spot anche da Il Cairo». Ieri erano in programma 5 voli di andata e ritorno su Marsa Alam, due su Verona, due su Bergamo e uno su Malpensa. Diversa la situazione all'aeroporto Marconi di Bologna, dove i voli diretti in Egitto partono vuoti: sia quello partito ieri mattina per Marsa Alam, sia i quattro in programma nel pomeriggio. Dal gruppo torinese Settemari, invece, fanno sapere che oltre il 10% dei viaggiatori ha deciso di andare ugualmente nella destinazione di Marsa Alam.