E Mosca adesso si allea con Pechino

Putin firma l'intesa con Xi: a Gazprom un contratto trentennale di 400 miliardi per la fornitura di gas

Il leader cinese Xi Jinping e il leader russo Putin durante la cerimonia della firma

New York - Le trattative sono andate avanti fino alle quattro del mattino, tra notizie contrastanti di un fallimento, poi di un'intesa. Dopo dieci anni di negoziati, Russia e Cina hanno firmato ieri uno storico accordo energetico di 30 anni di cui non si conoscono le cifre ufficiali ma che secondo gli analisti raggiungerebbe i 400 miliardi di dollari. I due imponenti vicini, dalle relazioni non sempre rilassate, trovano nel compromesso una strada per far prevalere i propri interessi, anche in funzione di opposizione agli Stati Uniti, con cui sia Mosca sia Pechino hanno un rapporto più che nervoso in questi mesi.

La firma dell'accordo - il più robusto nella storia della compagnia petrolifera statale russa Gazprom, secondo il suo amministratore delegato Alexey Miller - è motivata e rafforzata da una parte dalla volontà russa di svincolarsi dalle sanzioni d'Europa e Stati Uniti dopo la crisi in Ucraina, di liberarsi dalla dipendenza al mercato energetico europeo. Dall'altra, la Cina cerca di diversificare le proprie forniture e garantirsi un'energia più pulita. Per ora l'America si limita a frenare sul legame con le sanzioni, come ha sottolineato il segretario di Stato John Kerry: «Erano in trattativa da dieci anni, l'Ucraina non c'entra».

L'accordo, confermato dalla compagnia statale petrolifera cinese Cnpc prevede che la Russia esporti verso la Cina fino a 38 miliardi di metri cubi di gas all'anno grazie a un gasdotto attraverso la Siberia. L'intesa raggiunta a Pechino tra Vladimir Putin e il leader cinese Xi Jinping è un successo politico per il presidente russo che, stretto in una crisi sui suoi confini occidentali, bloccato in un conflitto diplomatico con Washington e Bruxelles, ha deciso di muoversi aggressivamente vero l'Est, provando come le opzioni di Mosca davanti alle sanzioni occidentali siano vaste quando lo sconfinato mercato cinese. È centrale il «valore simbolico» dell'accordo ha detto alla Bbc Rain Newton Smith, della società di consulenze Oxford Economics: l'intesa infatti spiega come i due vicini siano pronti a collaborare sul piano economico - esistono un progetto per il primo ponte ferroviario sul lungo confine comune, la volontà di produrre automobili cinesi in Russia e di portare il commercio bilaterale da 90 a 200 miliardi di dollari l'anno entro il 2020 - e politicamente. La Cina è «un amico affidabile», ha detto il presidente Putin prima di partire per Pechino. Se le tensioni tra Russia e Stati Uniti ed Europa non si limitano all'Ucraina - basti ricordare le divisioni sulla guerra in Siria - tra Mosca e Pechino su alcuni dossier sembra esserci un'alleanza strategica accomunata da una simile opposizione diplomatica a Washington. Tuttavia, la relazione tra i due Paesi resta «una cooperazione selettiva», «una coalizione di convenienza, non un'alleanza», ha spiegato a Usa Today Shi Yinhong, esperto di relazioni internazionali all'università Renmin di Pechino. La trattativa di ieri non significa infatti che la Russia abbia chiuso definitivamente con l'Europa. Prima di tutto, benché il presidente russo abbia subito dichiarato che l'implementazione dell'intesa partirà «domani», Mosca inizierà a esportare gas alla Cina soltanto nel 2018, quando sarà pronto il gasdotto attraverso la Siberia. Fino ad allora, questa intesa avrà limitati effetti sulla crisi in corso in Ucraina. Anche se l'accordo prova la capacità del Cremlino di trovare alternative, l'Europa rimane un mercato cruciale. L'anno scorso Gazprom ha venduto alle nazioni europee e alla Turchia oltre 160 miliardi di metri cubi di gas - un volume molto maggiore rispetto ai valori dell'intesa cinese - e proprio ieri il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso ha scritto a Putin ricordandogli come sia «imperativo» che i negoziati sulla situazione ucraina continuino e che mentre sono in corso non si interrompano «i flussi di gas» verso l'Europa attraverso Kiev.

Commenti

Antares46

Gio, 22/05/2014 - 09:05

Un'allenaza per una futura superpotenza economica (2 miliardi di persone un terzo degli abitanti del pianeta) e non è finita. India altro miliardo di persone, Giappone, Corea.... America e Europa addio!!!!

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franco-a-trier_DE

Gio, 22/05/2014 - 09:07

bene alla faccia degli yankees.

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Laura16

Gio, 22/05/2014 - 09:45

L'accordo sul gas non è il più importante del pacchetto di accordi firmati tra Cina e Russia e Putin non ha chiuso la porta all'Europa, anche perché non può permettersi il lusso di rafforzare i cinesi che si espanderanno a prescindere, senza contare che Mosca deve diversificare la vendita degli idrocarburi. L'accordo più sostanzioso è tra la VTB e la Bank of China, l'interscambio sarà fatto in rubli e renminbi, infatti la banca russa VTB dichiara: "Con questo accordo, le banche si ripromettono di sviluppare un partenariato in molte aree commerciali, inclusa la cooperazione con pagamenti in rubli e in renminbi, negli investimenti bancari, nei prestiti inter-bancari, nella finanza commerciale e nelle transazioni sui mercati di capitali".

buri

Gio, 22/05/2014 - 10:32

@franco-a-trier - non fare lo gnorri, sarà probabilmente un fastidio per i yankees, ma potrebbe essere un disastro per l'europa inclusa la tua beneamata krukenland e la sua kaizerin, il guai è che lo sarebbe anche per noi

Nerone2

Gio, 22/05/2014 - 10:47

Laura16 vedo che sei sempre bene informata! LOL... e la lista di nazioni che scambiano le proprie valute senza utilizzare il dollaro si allunga.

Nerone2

Gio, 22/05/2014 - 11:25

franco-a-trier ... perche' "bene alla faccia degli yankees"??? Se ti riferisci al contratto per il gas Russia-Cina sei poco informato. Gazprom e' la piu' grande Societa' per Azioni Russa nel campo energetico di GAS (NGL), ed e' la societa' che rifornisce in gran parte GAS in Europa. - Con 500.000 azioni Gazpron e' suddivisa quanto segue: 50.002% Federazione Russa, 27% The Bank of New York Mellon Corporation e il restante 23% a multinazionali petrolifere e privati. The Bank of New York Mellon Corporation e' il risultato della fusione avvenuta nel 2007 tra Bank of New York, creata nel 1784 da Alexander Hamilton ... yeee colui che partecipo' alla We The People la Costituzione americana e Mellon Financial Corporation fondata nel 1869 by Thomas Mellon. - Sun Tzu Putin e' un osso duro. Sanzionare la Gazpron? Impossibile, e' come sanzionare una parte dei propri interessi. LOL LOL....

alberto_his

Gio, 22/05/2014 - 13:21

L'accordo è decisamente importante e molto significativo sia per i risvolti energetici che per quelli monetari, geopolitici e militari in prospettiva. Questo non toglie che l'Europa resti sempre il primo mercato per la Russia per quanto concerne le esportazioni di risorse energetiche in termini di volumi e redditività. Differenziare la clientela è sempre ottima pratica commerciale, soprattutto quando il nuovo cliente è un ottimo pagatore e quanto si riesce a coinvolgere anche una regione come la Siberia con piani di sviluppo in prospettiva. Se Putin riuscirà a consolidare l'asse Pechino-Mosca-Berlino (senza dimenticare Teheran e, cosa però più difficile, Nuova Dehli), allora il nuovo assetto Euroasiatico renderà gli USA una periferia, significativa ma non più assolutamente egemone. Questo rischio lo avevano previsto da tempo (in primis il polacco Brzezinski) a Washington; ultimamente sembra che i peggiori incubi degli USA si stiano avverando. La partita a medio e lungo termine è ovviamente ancora aperta, e il fronte ucraino è di importanza chiave. Resta da vedere chi avrà il sangue freddo e la coscienza per vincere la partita. Lo scorrere del tempo e gli ultimi avvenimenti (Siria, Ucraina, Iran) favoriscono la Russia, e proprio per questo c'è da temere una mossa della disperazione da parte dell'establishment kazaro-anglosassone.

Ritratto di Laura16

Laura16

Gio, 22/05/2014 - 14:24

@alberto_his Infatti...Le sembra possibile che ci ha spinto Mosca nelle braccia di Pechino non sapesse cosa sarebbe scaturito dall'asse sino-russo?

alberto_his

Gio, 22/05/2014 - 14:57

@Laura16: ritengo l'accordo sarebbe comunque stato siglato: da una parte c'era la necessità di differenziare la base clienti, dall'altra una fame di energia che portava a effettuare estrazioni a largo delle proprie coste con conseguenti rivendicazioni territoriali e problemi con i vicini. Semplicemente la situazione internazionale ha accelerato la mediazione e permesso a Pechino di spuntare un prezzo più favorevole e un'allargamento fattivo della collaborazione. L'accordo in RUB/CNY fornisce il buon esempio ai Brics, un pò sulla scorta di quanto fatto in precedenza dalla Repubblica Islamica con Rupie e oro e di quanto intendevano fare ancora prima Hussein e Gheddafi (e sappiamo che fine hanno fatto). L'obiettivo principale di chi ha favorito la rivoluzione degli oligarchi è di allontanare la saldatura tra Europa (o il suo motore industriale) e Asia, iniziativa ambiziosa che per ora ha avuto successo grazie all'impresentabile classe dirigente europea. Nel breve/medio termini la situazione potrebbe comunque cambiare.

Ritratto di Laura16

Laura16

Gio, 22/05/2014 - 16:52

@alberto_his Infatti...Grazie per la sua gentile risposta.