«Erdogan e la miss in un video» Il gossip fa tremare il premier

Dopo le voci su un filmato hard con la più bella del Paese, il presidente Gül lo attacca: «Riapriamo Twitter». Tra i due ormai è guerra per la successione

La modella Defne Samyeli in una foto tratta dal suo profilo Twitter

Due ex alleati (e amici) politici. La lunga corsa per non perdere il potere e finire nel dimenticatoio. Gli scandali legati a «cerchi magici» sul Bosforo conditi da un video hard che ritrarrebbe il premier con la bella ex miss Turchia Defne Samyeli. Ce n'è abbastanza nel mortaio turco per «pestare» e ragionare su uno scontro ormai aperto. Il giorno dopo la crociata di Erdogan contro Twitter, ecco che i riverberi personali fanno a sportellate con strategie future ed elezioni alle porte, con sullo sfondo l'immancabile pista sessuale.


Il primo ministro turco Erdogan e il presidente Gül sono stati a lungo sodali politici. Ma le proteste di piazza Taksim del giugno scorso hanno segnato un solco, che in aggiunta allo scandalo tangenti, alle notizie sul video hard e alla battaglia ideologica di Erdogan contro il web (ora vuol chiudere Youtube), potrebbe non solo definitivamente chiudere i rapporti tra i due, ma segnare la fine del partito Akp. Più di recente, però, i due hanno avuto difficoltà a nascondere la discordia. Secondo un dispaccio diplomatico del Dipartimento di Stato Usa pubblicato da Wikileaks nel 2010, Gül coglie ogni occasione per mettere Erdogan in cattiva luce. Addirittura si spinge anche a parlar male di Erdogan di fronte agli ospiti stranieri, soprattutto quando il primo ministro è in viaggio all'estero. E c'è chi dice che Gül così si starebbe assicurando il futuro, visto che se gli scandali dovessero continuare, Erdogan vedrebbe chiusa per sempre la porta della politica nazionale, senza dimenticare l'ombra di una crisi economica che, sotterranea, potrebbe allungarsi su Ankara, con la moneta che perde pezzi e progetti faraonici come il terzo aeroporto di Istanbul sempre a caccia di finanziatori.

I due provengono da storie diverse, ma in comune hanno sempre avuto non solo la fede in Allah bensì la brama di potere. Hanno collaborato fattivamente sin dal 1990 e la loro alleanza ha sostenuto l'Islam politico a raggiungere una posizione di vertice, anche dal punto di vita economico, così come tutti gli indici turchi dimostrano. Ma da qualche anno tra loro si sarebbe creata una frattura, certificata nelle condanne di Gul contro la repressione delle proteste giovanili di Gezi Park.
Erdogan ha lavorato duro per arrivare dove è oggi, partendo dall'esperienza come venditore ambulante di sesamo nel porto di Istanbul a Kasmpasa. Gül, invece, si presenta come diplomatico e moderato. A differenza di Erdogan, parla inglese.I genitori di Gül lo hanno fatto studiare a Londra economia, prima di iniziare a lavorare come manager per una banca islamica.

In un'intervista sul britannico Guardian, pochi mesi fa Gül lasciò intendere (e non per la prima volta) che sarebbe pronto a sfidare l'autoritario primo ministro del paese nelle elezioni presidenziali della prossima estate. Certamente non sottovaluta il fatto che durante i tre mandati di Erdogan l'economia turca sia stata letteralmente stravolta, consentendole, dopo una serie di riforme nei primi anni 2000, di crescere di oltre il 5% annuo. Il reddito pro capite è più che quadruplicato per tutto questo periodo, passando a 11 mila dollari l'anno (da 2500). Ma ecco l'imprevisto della politica a condizionare fatti e storie personali.
Nel prossimo agosto Erdogan cesserà il suo terzo mandato e non potrà ricandidarsi alla premiership, per cui vorrebbe prendere il posto di Gül in una sorta di staffetta sul modello Putin-Medveedev. Ma la rivalità tra i due ha preso il sopravvento. E c'è chi dice che Erdogan ormai è storia passata.