La fabbrica della vera pace che infastidisce chi odia Israele

Alla Soda Stream, nei Territori occupati, ebrei e palestinesi lavorano fianco a fianco senza attriti

Gerusalemme - Sabbia e pietre, una fila di palme al vento e là nel mezzo la domanda (i territori occupati) e la risposta (il rispetto e l'amicizia fra israeliani e palestinesi) che insieme si presentano sotto forma di una fabbrica di macchinette per l'acqua gassata, arricchita di sapori da bambini: fragola, arancia, mela. Ma la storia non è per bambini: nasce infatti da «un'ossessione antisraeliana», come ha detto il ministro canadese Jason Kenney, che è venuta in piena luce perché l'attrice Scarlett Johansson ha rifiutato di cedere all'aggressione al vetriolo per aver fatto la reclame a questa fabbrica, Soda Stream, nei Territori occupati. Scarlett ha spiegato che in quella fabbrica si fanno passi verso una vera pace perché vi lavorano alla pari, nel rispetto, palestinesi e israeliani. Un gran coraggio che l'ha portata alle dimissioni da Oxfam, l'organizzazione «per i diritti umani» che ora si dimostra un centro di boicottaggio antisraeliano, di cui per otto anni è stata ambasciatrice.
L'attacco a Soda Stream ci insegna molte cose sul boicottaggio contro Israele, sul suo cinismo. Il suo nemico non sembra essere l'occupazione quanto il buon rapporto fra palestinesi e israeliani, il suo obiettivo non la pace ma l'incitamento, e se ci vanno di mezzo i lavoratori palestinesi, che importa. In fabbrica a Mishor Adumim l'ambiente è vasto e pulito, popolato di operai in tuta che avvitano, spostano, caricano. A un certo punto li trovi tutti a un tavolone a montare pezzi, il brusio è fitto, in arabo, in ebraico. Il miracolo della fabbrica del demonio: là, nei territori, l'uno a due centimetri dall'altro, ebrei e palestinesi si passano i pezzi da controllare e chiacchierano contenti. Stesso guadagno, stessa mensa, la mattina tutti in pulmino, tutti con l'assicurazione e la pensione. Il rifiuto di Scarlett Johansson di attenersi alla versione codina e conformista della campagna di boicottaggio, ha fatto emergere una realtà insopportabile per chi punta tutto sulla malvagità dell'occupazione: al di là della diplomazia, dell'aggressione politica, dell'incitamento palestinese, quando i lavoratori sono rispettati, pagati, assicurati, accuditi fanno una cosa incredibile: la pace.

In questa fabbrica (ne ha 8 in Israele) Soda Stream ha 1200 lavoratori di cui 500 arabi israeliani, 450 palestinesi, 150 vari, 300 israeliani. Parlano animatamente l'uno con l'altro, fanno un po' di scena per la stampa e per la delegazione di parlamentari italiani in visita? Può darsi, ma esistono molte situazioni analoghe, per esempio nella zona industriale di Barkan. Ventimila palestinesi lavorano nei Territori e se a causa del boicottaggio anche solo Soda Stream chiudesse, a patire la fame sarebbero 5000 persone. Nel '67 (quando questa zona era giordana) qui c'era una vecchia fabbrica di armi. «Soda Stream» che è una compagnia quotata al Nasdaq e che esiste da 107 anni, mentre costruiva altri 8 siti, mise in piedi la struttura secondo una visione logica e invisa a chi odia Israele: siamo fra palestinesi e israeliani, lavoriamo insieme. Qui non ci sono minacce né violenza, dicono i capireparto che sono sia arabi che israeliani. «La politica resta fuori - dice Ahmad Nasser, 28 anni, 2 bambini - questo è un ponte di pace. Lavorando qui mantengo al mio villaggio, Jabaar, 8 persone, molti miei colleghi ne mantengono 10. Quante ne vuole mettere per la strada Oxfam?».

Durante il pranzo alla mensa quando il direttore Daniel Birnbaum ha ricordato che Scarlett ha preferito dimettersi da Oxfam piuttosto che abbandonare Soda Stream, fra gli operai è scoppiato un grande applauso. Gli Ahmad e i Muhammad qui guadagnano fra tre e quattro volte di più dei loro compatrioti, cioè fra i 2200 e i 1200 dollari. «E da noi c'è il 30 per cento di disoccupazione». Ahmad spiega che gli ebrei sono suoi amici, che sono venuti al suo matrimonio, che il quarantenne dirigente è arabo, un mondo nuovo. Ma la battaglia per la vita contro le campagne di boicottaggio è continua: avvocati, ricorsi, perdite di tempo, anche se la stazza internazionale di Soda Stream (ha succursali in tutto il mondo) la protegge. Ma c'è voluta santa Scarlett per spalancare la grande domanda: i gruppi di boicottaggio sono contro o a favore dei palestinesi?

Commenti

wall333

Mar, 04/02/2014 - 09:35

Ma quale vera pace....Ma chi accetta che il suo Paese sia occupato da un altro Stato? Quei pochi palestinesi contati sulle dita di una mano che lavorano nelle colonie israeliane e' perche' costretti a farlo per la mancanza di alternativa di lavoro in un Paese da anni anni sotto assedio e occupazione.

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Mar, 04/02/2014 - 09:35

Il vantaggio di pochi,che spingono per la conflittualità permanente,si scontra con la volontà dei più, che vorrebbero la vera pace,nei fatti.

Paul Vara

Mar, 04/02/2014 - 09:41

Territori occupati sono e territori occupati restano, rigiri pure la frittata come vuole cara signora Nirenstein...

habanero63

Mar, 04/02/2014 - 09:52

questa odiatrice del genere umano continua a scrivere su questo giornale ?

gneo58

Mar, 04/02/2014 - 09:54

si guarda sempre lontano ma, prima o poi, con l'invasione clandestino/islamica che abbiamo si formera' nel paese una grossa "sacca" di codesti individui ed allora ci sara' la lotta di pochi Italiani contro gli invasori voluti come sempre da qualcuno per i propri interessi - non ci credete ?, pensate che sia un pazzo visionario ?, fantascienza ? - io all'epoca non ci saro' piu' ma questo e' quello che succedera' se non ci sara' una inversione di rotta immediata o quasi

Ritratto di robergug

robergug

Mar, 04/02/2014 - 10:01

Brava. Ben scritto. E non preoccuparti dei vermi che hai fatto uscire dalla tana...

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Dragon_Lord

Mar, 04/02/2014 - 10:25

QUANDO UNA RELIGIONE è SATANICA DIVIDE I POPOLI E LI PORTA ALL'OMICIDIO RECIPROCO. GLI ESSERI VIVENTI TENDONO AL BENE ED ALLA PACE NATURALMENTE.

Ritratto di curbin

curbin

Mar, 04/02/2014 - 10:49

Grande Dragon Lord. L'essenza del senso della vita e l'essenza del genere umano. Bravo.

Ritratto di Dobermann

Dobermann

Mar, 04/02/2014 - 10:50

Un oasi di pace? Credo di si, i problemi restano e grandi anche. Certo, l'esempio di questa fabbrica dovrebbe essere preso in considerazione, uno stato civile dovrebbe essere così. Sono convinto che la stragrande maggioranza degli israeliani e palestinesi desiderino la pace definitiva. Non ho mai compreso perchè due popoli non possano vivere fianco a fianco, con un unico sistema universitario, un unico esercito, un'unica costituzione. Il problema sono i governanti che propagandando politiche fasulle e millantando imminenti scontri, pericoli nucleari non cercano una soluzione. Perchè la patata bollente, volenti o nolenti, l'ha in mano Israele. E l'aveva capito bene Ariel Sharon, che non era certamente Bibì, il quale comprese che la situazione doveva cambiare, per il bene d'Israele stesso. L'ottusità non paga e rinchiudersi in una dimensione machiavellica ha un beneficio a breve termine, ma a lungo termine non ha più senso. La pace, senza retorica, è l'unica soluzione. Non ce ne sono altre. Se la pace non la si vuole ognuno si prenderà le proprie responsabilità, davanti agli israeliani, davanti ai palestinesi, davanti alla storia e davanti a Dio (per chi ci crede). E, come scrisse Vittorio Messori, Dio ha dei piani che noi non possiamo comprendere: se Egli ha voluto che la 'sua terra' andasse alla mezza luna e che i crociati la perdessero avrà avuto i suoi motivi!

Roberto Casnati

Mar, 04/02/2014 - 12:03

E no! La fabbrica della pace infastidisce soprattutto gli ebrei ed il giudaismo internazionale che, con la pace, vedrebbe sfumare la pluriennale fonte di lauti guadagni per banche e produttori di armi!

alberto_his

Mar, 04/02/2014 - 12:31

Fiamma tocca un tema assai importante, quello del boicottaggio messo in atto e/o minacciato verso aziende israeliane, un tema che tocca molto da vicino gli imprenditori israeliani che hanno avuto recentemente di che lamentarsi con Bibi al fine di ottenere un cambio nella politica verso la Palestina. Ovviamente Fiamma, capziosamente, cita l'unico esempio che probabilmente non è legato alle conseguenze dell'occupazione. In linea generale il boicottaggio è un'arma assai efficace e potente, unendo tante piccole voci che parlano l'unico linguaggio compreso da aziende piccole e grosse, quello del profitto. Decidere cosa comprare e cosa non comprare e da chi vale ben più di un voto nell'urna.

Ritratto di bassfox

bassfox

Mar, 04/02/2014 - 12:45

oltre ad essere il solito articolo scadente, cara Fiamma, ma si è accorta che i suoi lettori sono "leggermente" anti-semiti? io ce l'ho con lo stato di Israele e le sue false lingue, come lei, ma qui è diverso e fa finta di non vedere...

Marco Lando

Mar, 04/02/2014 - 17:07

I palestinesi non sono nelle condizioni di decidere alcunchè, ma l'onestà intellettuale non è parte del vocabolario della signora Nierenstein e di molti suoi colleghi. Si tratta di occupazione militare, che Israele ha fatto passare per legittima difesa dalla minaccia del fondamentalismo/terrorismo islamico; una balla pazzesca. Il fondamentalismo islamico Israele ha contribuito a farlo nascere.

maricap

Mer, 05/02/2014 - 01:02

Il mio intervento su questo articolo, riguarda i soliti coglioni che, pur non sapendo alcunché di storia, pontificano, e manco a farlo apposta, stando sempre dalla parte sbagliata.(Prerogativa dei minus habens) 1948 ONU sancisce la ripartizione del territorio, che va sotto il nome di Palestina, tra residenti arabi ed ebrei, che rappresentano le etnie maggioritarie in loco. La decisione dell'ONU non viene accettata dagli arabi, che con eserciti di ben cinque nazioni Egitto, Siria, Transgiordania Irak e Libano) attaccano subito il neonato stato d'Israele. Guerra 1948/1949. Risultato eserciti arabi messi in fuga e inseguiti occupando territorio, Come d'altronde successe anche nelle guerre successive, intentate dagli arabi, nella speranza di vincere e spazzar via con le armi lo stato D'Israele.1956 – 1967 – 1973. Gli arabi di Palestina fuggiti da quel territorio, furono rinchiusi dai loro “ Fratelli” nei campi profughi,malamente attrezzati - e da allora si sono sempre disinteressati della normalizzazione della vita dei palestinesi lì rifugiati - il più delle volte in grado di sopravvivere solo grazie alle razioni alimentari elargite dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNRRWA). Ora dovrebbe essere saputo da tutti, che chi perde la guerra, oltre a risarcire i danni, perde anche territorio. - 1919, l'Austria dovette cedere all'Italia territorio fino al Brennero, mentre nel secondo conflitto mondiale, la Germania lo dovette cedere alla Francia e all'URSS, e l'Italia, tutta L'Istria alla Jugoslavia Pertanto, non credo, che Israele, dopo aver vinto ben quattro guerre impostigli, debba cedere i territori che ha occupato. Poi sicuramente tratta meglio gli arabo palestinesi dei loro fratelli, che li hanno presi a cannonate in Giordania nel 1970 (Settembre nero), quando tentarono da profughi, di rovesciare re Hussein, o massacrati dai libanesi a Sabra e Shatila‎ nel 1982, perché anche qui avevano creato uno stato nello stato. Gli arabo-palestinesi cerchino di fare, con il territorio che gli resta, un qualcosa confederato con i vicini arabi, ammesso che li accettino.

mborrielli

Mer, 05/02/2014 - 11:25

Gesù che commenti al vetriolo contro la Nirenstein. Wall333 cosa vorrebbe, che la SodaStream chiudesse ? Così potranno continuare a lamentarsi di Israele invece che dignitosamente accudire la propria famiglia. Fatevene una ragione, la Cisgiordania, benché a pieno titolo gestite dai Palestinesi, resterà per sempre un deserto scalcinato a meno che non ci mettano mano gli Israeliani. Oltretutto, si faccia un po di cultura storica, veda da dove arrivano i Filistei e dove erano installati http://it.wikipedia.org/wiki/Filistei. Si renderà conto che i veri invasori di terre sono proprio loro, i Palestinesi.

DonatoDS

Mer, 05/02/2014 - 16:09

Ben detto e meglio descritto! Brava Fiamma un ottimo pezzo inutilmente disturbato dagli inutili peti dei detrattori ad ogni costo. Dobbiamo capirli Fiamma e poi, dobbiamo comprenderli. In fondo parliamo di bollicine e le bollicine producono gas, da quì...i peti...cosa credevi? che fosse ignoranza?