Farsa a Buckingham Palace: fermato il principe

La polizia non lo riconosce mentre passeggia nel parco: "Faccia a terra". Il figlio di Elisabetta ha accettato le scuse

Non si può stare tranquilli nemmeno a casa del re, Anzi della regina. Ormai Buckingham Palace è un parco di divertimenti, gente che entra, gente che esce, gente che decolla in elicottero, come 007 Craig, ladruncoli, strani figuri che saltano la cancellata, usando una semplice scala in alluminio ma vengono fermati dal servizio di sicurezza, altri che si aggirano oscuri e ambigui al di là della cancellata medesima e raggiungono nelle galere il sodale ma nessuno poteva immaginare che qualche ora dopo sarebbe toccato anche a un componente della famiglia reale. Oh yes, il duca di York, Andrea, secondo genito di Elisabetta e Filippo, ex consorte della generosa Sarah Ferguson, ha avuto la disavventura di passeggiare prima del tramonto tra i giardini del Palazzo.

Nulla faceva presagire quello che gli sarebbe accaduto improvvisamente: un paio di agenti di Scotland Yard gli hanno intimato di fermarsi, in alto le mani, si presenti, nome, cognome, non faccia un passo altrimenti spariamo. Questa la versione del Sunday Express ridimensionata dal portavoce di Scotland Yard che ha escluso l'uso di armi. Ma non ha smentito il fatto che Andrea sarebbe stato costretto a inginocchiarsi, mentre ribadiva le proprie generalità. Debbo dire che in passato, era già accaduto che un tale, di anni trentasette, si fosse introdotto, sempre con uso di scala, alle 4 e 15 di un sabato mattina, nei giardini di Buckingham affermando di essere Andrew Windsor e di abitare nel castello di Windsor. Scotland Yard aveva provveduto ad accertare la vera identità del signore che venne poi processato e passato al gabbio durante le festività natalizie.

Non va dimenticato poi il caso clamoroso di mister Michael Fagan che, nelle prime ore del mattino del nove luglio dell'Ottantadue, superando tutti i sistemi di allarme, antifurto, cani poliziotto, badanti, camerieri, maggiordomi, corgies, facchini e giardinieri, grazie a una finestra aperta entrò a palazzo, raggiunse una delle cucine, sgranocchiò qualche cracker, mangiò un pezzo di formaggio cheddar, quindi passò nella stanza dove lady Diana si intratteneva con i figli, si scolò mezza bottiglia di vino bianco e fece scattare un allarme. L'alcool e il tremore gli fecero perdere l'equilibrio, cadendo ruppe il bicchiere che aveva in mano ferendosi a un dito. Proseguì la visita e si ritrovò nella stanza da letto della regina. Elisabetta dormiva del giusto e svegliandosi intravvide al bordo del giaciglio mister Fagan, non del tutto sobrio. La regina, abituata alla guerra e, soprattutto, alla propria famiglia, non si perse d'animo, si alzò dal letto, cambiò camera, fingendo un'urgenza idrica improvvisa e prevedibile, ma prese il telefono e chiamò la polizia. Una volta, niente. Due volte. Niente. Alla terza, Scotland Yard si mise sull'attenti. Fagan intanto chiese una sigaretta ma in quel momento fece il suo ingresso provvidenziale, in stanza da letto regale, Paul Whybrewq, un cameriere, il quale convinse mister Fagan a concludere il tour di Buckingham per passare ai locali di Scotland Yard.

Andrew, duca di York, se l'è cavata con una genuflessione e un po' di spavento. Ha raggiunto il commissariato di Piccadilly e ha illustrato i particolari della vicenda, ringraziando gli agenti per il duro lavoro che affrontano ogni giorno e accettando le loro scuse. Un suggerimento: la prossima volta si faccia accompagnare da Sarah Ferguson, anche se divorziata, lei è sempre riconoscibile, anche al tramonto.