Gb, aumentano le classi sociali e arriva il proletariato precario

Non più le tradizionali upper, middle e working class. Una inchiesta ha rivisto le classi sociali identificandone sette

In Gran Bretagna non ci sono più le classi di una volta. Non parliamo di scuola, bensì di società. Perché i risultati della più imponente inchiesta mai realizzata nel paese (vi hanno partecipato oltre 161mila persone), condotta dalla London School of Economics, dall’University of Manchester in collaborazione con la Bbc e i cui risultati sono stati pubblicati dalla rivista britannica Sociology Journal sono rivoluzionari.

Non sono più tre le classi sociali britannniche (working class, middle class e upper class: classe operaia, media e alta). Il modello tradizionale è vetusto, obsoleto e "troppo semplicistico". Al contrario, la società attuale del Regno Unito va divisa in sette classi sociali.

Secondo gli autori della ricerca, le tre tradizionali divisioni - definite da tipo di lavoro, censo e livello di scolarizzazione - non sono più adeguate e devono essere arricchite da altri dati quali reddito, risparmio, valore della casa e capitale sociale.

Ma quali sono le nuove classi? Ai due estremi ci sono le elitè - il gruppo più privilegiato del Paese, lontano dal resto delle classi per la sua ricchezza - e il "proletario precario", il più svantaggiato e che rappresenta il 15% della popolazione.

Gli altri cinque gruppi sono la cosiddetta "classe media stabilizzata"; la "classe media tecnica", un gruppo nuovo, ridotto, che è prospero ma si caratterizza per il suo isolamento sociale e la sua apatia culturale; poi ci sono i "nuovi lavoratori benestanti", una classe giovane, socialmente e culturalmente attiva e con livelli misti di capitale economico; il gruppo successivo è la "classe lavoratrice tradizionale"; infine, i "lavoratori emergenti", una classe nuova, giovane e urbana relativamente povera ma che ha un alto capitale sociale e culturale.

Commenti
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Zagovian

Mer, 03/04/2013 - 14:10

Il risultato di questa indagine,è la conferma,che la "società",da "dopo-guerra",si è trasformata,notevolmente,con tipologie,esigenze,mentalità "trasversali",ed "elaborate",da rendere IMPOSSIBILE,accorpamenti "tradizionali",all'interno di sistemi partitici,altrettanto TRADIZIONALI.Il disagio,l'immobilismo legislativo attuale(evidentissimo in Italia,ma altrettanto sentito in tutto il Mondo Occidentale),sta nel fatto che questa evoluzione,non è seguita(non pretendo anticipata),dai SISTEMI PARTITICI,che sono ancorati a VECCHIE COSTITUZIONI,a schemi elettivi,di rappresentanza,NON ADEGUATI

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Zagovian

Mer, 03/04/2013 - 14:16

Mi è "sfuggito" un commento....

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Zagovian

Mer, 03/04/2013 - 14:28

...Segue il mio precedente commento "sfuggito":...NON ADEGUATI alle nuove circostanze.Lo schema di rappresentanza "Democrazia delle Affinità"(ovviamente non capito/osteggiato da tutti i partiti),tiene in conto tutte queste variabili,aggiungendone altre,per cui la "rappresentanza"(e le leggi) è costantemente "aggiornata","attualizzata",intonata con la SOCIETA',non come oggi,dove tutto è ingessato dai privilegi,da una magistratura,sganciata dal senso comune,da una "politica",ancorata alle poltrone,a personaggi obsoleti,"nuovi",che spuntano con aggressività dai "social net works"!....Dove sta la vera "rappresentanza"?

cgf

Mer, 03/04/2013 - 23:18

mancano i mantenuti, spesso nullafacenti e bamboccioni e poi ancora mancano coloro che non solo non cercano un vero lavoro, ma sfuttano e conoscono ogni piega dello stato sociale per vivere, veri parassiti della società.