Gb, Cherie Blair attacca le sexy mamme sfaccendate

L'ex first lady se la prende con le donne che sposano milionari, smettono di lavorare e pensano solo a crescere i figli. Ma l'affondo le si ritorce contro

Altro che Victoria Beckham o Beyoncé. Dall'alto della sua supercarriera da avvocato e dal pulpito di madre con quattro figli allevati senza mai fare un passo indietro sul lavoro, Cherie Booth Blair - come ama essere chiamata l'ex first lady di Gran Bretagna per smarcarsi dal limitante ruolo di "moglie di" - spara a zero sulle "yummy mummy" - le mamme "bone", si direbbe da noi con una traduzione fedele ma un po' volgare e allora meglio "sexy" - quelle donne che, come l'ex Spice girl, sposano un uomo ricco, decidono di fare le mamme a tempo pieno (ora la Beckham però è una stilista di successo) e tornano in forma subito dopo aver partorito per non perdere il loro status di compagne attraenti, ammirate e invidiate.
"Una delle cose che mi preoccupa di più - dice Mrs Blair - è sentire giovani donne che dicono 'Guardo ai sacrifici fatti dalle donne in passato e penso che non ce ne fosse davvero bisogno. Perché non limitarsi a sposare un ricco e smettere di lavorare?'. Allora - continua l'ex first lady - rifletti su come davvero possano credere che la realizzazione consista in questo e quanto è preoccupante", commenta durante un evento organizzato dal magazine Fortune. Poi un po' perfida come molti la accusano di essere: "Qualunque uomo per bene può avere un incidente e morire. E lasciarti sola a pensare al tuo bambino".
Un urlo neo-femminista quello di Mrs Blair, che pure ha sposato un uomo di fascino - diventato poi anche uomo di grande potere, il leader laburista di maggior successo nella storia britannica - ed è stata spesso accusata di usare la sua posizione di privilegio per trarne vantaggi personali. In realtà l'ex first lady da sempre vuole marcare il suo ruolo di donna affermata e in carriera, indipendente da quello del marito. Ma i risultati non sono stati sempre edificanti. Se sul lavoro Cherie Blair si è affermata come uno dei migliori difensori del Paese, specializzata nei diritti umani, come first lady è stata spesso azzannata dalla stampa inglese per aver accettato di buon grado gli onori, a volte anche i privilegi (rinunciabili) del suo ruolo, dai viaggi ospite dei leader mondiali alle spese esagerate (celebre la denuncia del Times che ha svelato un conto da 11mila euro - 400 euro al giorno - tutti a carico del partito laburista, per il parrucchiere della signora durante la campagna elettorale del marito nel 2005). "Da quale pulpito...", potrebbero insomma ribattere le yummy mummy.
Ma Mrs Blair non teme confronti e incalza. "Sento queste mamme a tempo pieno dire di essere le migliori madri possibili perché mettono tutto il loro impegno solo nei figli...Anch'io voglio essere la miglior madre possibile ma so che il mio mestiere di madre comporta crescere i miei figli in modo che possano vivere senza di me". Un inno all'indipendenza propria e dei figli. Offuscato, però, dai commenti feroci sul web: "Qual è il termine denigratorio per donne che sposano criminali di guerra?", scrive qualcuno in riferimento all'appoggio di Blair al conflitto in Irak. E ancora: "Non sposate un milionario. Sposate un avvocato ambizioso che diventa un'odiosa incarnazione di un diavolo guerrafondaio ed evasore fiscale", insiste qualcun altro. Questione di punti di vista, insomma.

Commenti

Luigi Farinelli

Gio, 21/06/2012 - 00:57

Le mamme che, potendolo, si dedicano alla cura dei figli e della famiglia senza pensare alla carriera fanno benissimo: alla faccia del radical-femminismo che la famiglia l'ha distrutta attraverso un'azione progettata a tavolino (nelle università americane, poi alleandosi col "politicamente corretto" dei Paesi Nord Europei e col progressismo sinistroide ultralaicista e massone) con l'appoggio del Comitato CEDAW dell'ONU e per la contentezza di chi incoraggia la società del consumismo senza limiti: lavorare di più per produrre di più, per guadagnare di più, per consumare di più, per lavorare di più, per produrre di più, per ...... Dopo trent'anni all'estero, quando torno in Italia mi sembra di vivere in un triste Paese senza più bambini: Nel 2050 avremo 6 milioni di persone in meno (ISTAT) con crisi irreversibile del sistema Italia: manderemo il conto agli ultralaicisti abortisti e antifamiglia e a quelli che stanno distruggendo le famiglie pur di avere la forza lavoro delle donne

Ritratto di sydneysider

sydneysider

Gio, 21/06/2012 - 03:17

la Blair e' la tipica rappresentante dell'arroganza e dell'ipocrisia inglese. Io poi non la sopporto da quando si rifiuto' di farsi fotografare vicino al Berlusca, neanche fosse un appestato. Perche' dedicarle un articolo?

andrea24

Gio, 21/06/2012 - 11:27

Ankara,al contrario,specie con le nuove leggi antiabortiste,punterebbe al raggiungimento di ottantacinque milioni di abitanti in pochi anni,favorendo d'altra parte,anche lo sviluppo.