Grecia, trionfa Tsipras ma è exploit neonazi

Svolta rossa per la Grecia. A Syriza va il 26% delle preferenze, ma è boom per Alba Dorata

La Grecia mette la parola fine a quell'Unione europea che ha fatto carne da macello del suo stato sociale. Syriza, il partito di sinistra radicale, trionfa alle europee con oltre il 26% dei voti superando così di più di tre punti percentuali Nea Dimokratia del premier Antonis Samaras che governa in coalizione con il socialista Pasok del vice premier Evangelos Venizelos. A sorpresa si è anche registrato un balzo in avanti del partito filo-nazista Alba Dorata nonostante i recenti scandali giudiziari che hanno portato in carcere una decina dei suoi 18 deputati con l’accusa di costituzione di banda criminale.

Col risultato di oggi Syriza si è aggiudicato sei seggi all’europarlamento, contro i cinque di Nea Dimokratia e i tre di Alba Dorata. Ad Elia-Pasok, To Potami (il Fiume) e Partito Comunista (Kke) due seggi ciascuno e uno a Greci Indipendenti. "Si tratta di un risultato di portata storica che accelererà gli sviluppi politici nel Paese - ha detto Panos Skourletis, portavoce di Syriza, a scrutinio non ancora ultimato - per la prima volta Syriza, un partito di sinistra, diventa il primo partito della Grecia". Tuttavia, come ha tenuto subito a precisare alla stazione Tv Ant-1 il portavoce del governo, Simos Kedikoglou, "dalle urne non è uscita la domanda di cambiamento che Syriza desiderava". In questo modo, viene esclusa la possibilità che si possa andare a elezioni anticipate. "Non esiste nessun motivo per non esaurire l’attuale legislatura", ha concluso Kedikoglou. Da parte sua, parlando con giornalisti, il primo ministro Samaras si è limitato ad affermare laconicamente: "Prendiamo atto del risultato e del messaggio popolare che esso rappresenta. Il governo provvederà ad accelerare le riforme. La coalizione governativa ha retto e Syriza non ha raggiunto il suo obiettivo". Nei giorni scorsi il premier aveva più volte accusato Alexis Tsipras, il leader di Syriza, di voler destabilizzare il Paese.

Al terzo posto, e con notevole preoccupazione di vari osservatori politici, si è piazzato Alba Dorata con oltre il 9% delle preferenze che gli hanno regalato tre deputati all’europarlamento sui 21 eletti dalla Grecia. Alle politiche del 2012 il partito neonazista aveva ottenuto il 6.9%, una percentuale equivalente a 18 parlamentari oltre metà dei quali sono però in carcere o inquisiti sulla scia di un’inchiesta della magistratura per costituzione di organizzazione criminale dopo l’omicidio di un giovane musicista ateniese ad opera di un iscritto a Chrisy Avgì reo confesso.

Un’altra sorpresa di queste elezioni è stata la "ripresa" del partito socialista Pasok che, dopo aver toccato dei minimi storici, oggi in lista insieme con la formazione Elia (l’Ulivo, ispirato dall’alleanza politica italiana guidata da Romano prodi) ha raccolto oltre l’8% dei voti. Alle politiche del giugno 2012 il partito socialista greco, già in discesa, aveva ottenuto poco più del 12%. Il partito Sinistra Democratica (DiMar) di Fotis Kouvelis, che inizialmente faceva parte della coalizione di governo insieme a Nea Dimokratia e al Pasok, esce di scena in quanto ha preso poco più dell’1% e non ha superato la soglia minima del 3%.