I marò: "Siamo fiduciosi". Ma il governo implora il rimpatrio temporaneo

Latorre assicura: "Le istituzioni ci stanno accanto". Ma il governo italiano si aggrappa alla speranza che la giustizia indiana conceda il rimpatrio temporaneo

Massimiliano Latorre, uno dei due marò ingiustamente trattenuti da quasi dieci mesi in India, si dice "fiducioso del costante e continuo interessamento del governo e delle istituzioni italiani". Tuttavia, alla vergognoso atto di forza del tribunale indiano, si aggiunge l'impotenza del governo italiano che non è ancora riuscito a riportare a casa i due militari italiani. Oggi il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola a Kochi, nello Stato indiano del Kerala, per provare ad aggrapparsi alla flebile speranza che martedì la giustizia indiama decida il rimpatrio temporaneo dei marò.

"I marò sono personale militare italiano ancora in missione", ha dichiarato Di Paola congedandosi da Massimiliano Latorre e Salvatore Girone che ha incontrato due volte, ieri sera e questa mattina. Il titolare della Difesa si è detto "fiducioso che questa vicenda sarà risolta" presto. Prima di lasciare l’India per rientrare in Italia in serata, Di Paola ha ricordato di aver incontrato anche il contingente militare in missione in Afghanistan. "Come i nostri marò, stanno ancora svolgendo la loro missione qui", ha continuato il ministro sottolineando di avere grande rispetto per la Corte suprema indiana, che deve pubblicare una sentenza su ricorsi italiani, e di essere fiducioso che questo caso sarà risolto in sintonia con le leggi indiane ed il diritto internazionale. Per quanto riguarda poi la possibilità che Latorre e Girone possano trascorrere due settimane in Italia per le vacanze natalizie, al cui riguardo è stata presentata una richiesta formale di licenza all’Alta corte di Kochi, il titolare della Difesa ha spiegato che "nessuno meglio degli indiani può comprendere l’importanza di certe festività". "Per noi il Natale è 'la' festa - ha concluso - per cui si può capire l’importanza per loro di poterla trascorrere con le famiglie in Italia. Io sono convinto che gli indiani lo capiranno".

Commenti
Ritratto di CaptainHaddock

CaptainHaddock

Dom, 16/12/2012 - 11:51

Cominciate a mettere insieme un po' di indiani sparpagliati sul sacro suolo italico, diciamo diecimila più o meno, e dopo aver congelato tutti i beni rispedirli al mittente. Poi vediamo se di là fanno gli indiani!

Ritratto di Manieri

Manieri

Dom, 16/12/2012 - 11:55

Se l'Italia fosse attaccata da una potenza straniera non si difenderebbe ma implorerebbe pietà all'invasore, "mostrando la gola" come fanno certi animali in segno di sottomissione.

Ritratto di kinowa

kinowa

Dom, 16/12/2012 - 12:50

Una richiesta al governo. Se non siete capaci di difenderli, fate tornare in patria tutti i militari italiani sparsi nel mondo. Qui dovranno soltanto difendersi dagli insulti della sinistra estrema, ma questa non gli fà nè caldo nè freddo. Comunque impariamo dagli stranieri, trattiamoli allo stesso modo stiamo diventando ridicoli alla faccia della tanto sbandierata stima che questo governo dovrebbe avere nel mondo. E' da un pò di tempo che non credo a babbo natale.

paolodb

Dom, 16/12/2012 - 13:13

Se anche le canaglie indiane ce li ridessero per Natale - cosa che non faranno perché hanno capito perfettamente con che razza di pagliacci smidollati hanno a che fare - sono convinto che poi glieli daremmo indietro.

amedori

Dom, 16/12/2012 - 13:15

Signor Terzi lei è di una intelligenza che mette paura, vuole riportare i due militari in Italia incarichi il Berlusca per la bisogna, il quale chiederà l'aiuto di Putin ed il grande gioco sarà fatto. Non a caso un paio d'anni fa la Russia vendette all'INDIA un bel sottomarino nucleare, facia attento Terzi a quello che succede in giro per il mondo, oppure vada ad insegnare in libia come ho fatto io PER 10 ANNI e qualche cosa imparerà!

plaunad

Dom, 16/12/2012 - 13:54

DIMISSIONI SUBITO per questi indegni Ministri della Difesa e degli Esteri.

Ritratto di paolocolombati

paolocolombati

Dom, 16/12/2012 - 14:16

La vita dei due marò mi è preziosa come quella di mio figlio, ma l'onore del mio Paese in me prevale su qualsiasi altra considerazione. Mi chiedo se chi ci governa, ed ha deciso di continuare a tenere "il profilo basso", condivida la medesima scala dei valori. Ai nostri Ministri ricordo che Cossiga, allora a capo del Dicastero dell'Interno, quando Moro venne assassinato, assunse sulla sua persona la responsabilità del fallimento delle indagini e si dimise. Ricordo anche che a Sigonella, un grande Presidente sfidò la più grande potenza atomica mondiale, contrapponendo ai marines i nostri carabinieri, per non tradire la parola data, anche se a dei banditi. Allora non tenemmo il "profilo basso" e la nostra fermezza non mise in pericolo la pace mondiale, ma permise alla diplomazia di imporre rispetto per il nostro Paese e il suo Governo, anche a potenze come gli USA degli anni '80. Oggi, a fronte dell'oltraggio ricevuto da uno Stato appartenente all'Unione Indiana che ha osato, in tempo di pace, catturare con l'inganno due nostri militari in missione antipirateria, privandoli della libertà per quasi un anno, tutto quello che sappiamo fare è di piagnucolare una licenza natalizia! Paolo Colombati paolocolombati@yahoo.it

Ritratto di pischello

pischello

Dom, 16/12/2012 - 14:23

qualcuno potrebbe spiegarmi ( con ragioni convincenti e non con i soliti luoghi comuni) per quale motivo dovrebbero spedirli in italia prima di avere ricevuto un giusto( e possibilmente rapido) processo?. saluti

innocentium

Dom, 16/12/2012 - 14:28

insisto (anche a costo dell'ulteriore censura...): finchè ad occuparsene sarà staffan otterremo solo fuffa

Ritratto di pischello

pischello

Dom, 16/12/2012 - 14:32

per paolocolombati: non le sfiora il dubbio che i marò potrebbero essere colpevoli dei crimini di cui sono accusati? se così fosse, non è giusto che vengano giudicati per questo? cos'è che la fà essere sicuro che il " crimine" sia stato commesso in acque internazionali e non in territorio indiano? se due militari stranieri fossero accusati di avere assassinato due cittadini italiani in suolo italiano, non pretenderebbe forse che venissero giudicati in italia per tale crimine? saluti

Ritratto di CaptainHaddock

CaptainHaddock

Dom, 16/12/2012 - 15:19

Sì sì, se qualche militare straniero commette un crimine non sfugge alla giustizia italiana. Come nel caso della funivia del Cermis...

Antonio43

Dom, 16/12/2012 - 15:24

C'è da dire, ma come mai dopo un anno di detenzione più o meno dura, il tribunale di questo paese non ha ancora celebrato il processo? Possibile che ci voglia tutto questo tempo per trovare le prove del loro presunto reato? Le armi le hanno sequestrate, i corpi li avevano, i proiettili pure, la barca colpita ce l'hanno, come mai non si decidono? La nostra giustizia è sui giornali tutti i giorni qui da noi e non sempre per come brilla, in quel paese come è amministrata? Non vorrei essere nei panni dei nostri due marò! Ma stare ad elemosinare una licenza per passare il Natale a casa non la vorrei e poi dovrei tornare da loro? Ma dai ministro della difesa, questi sono o non sono militari? Ma lei, signor ministro che militare è mai stato? Incapace, ma non senza palle! Specie se, come dite, non fossero colpevoli!

innocentium

Dom, 16/12/2012 - 15:45

@paolo colombati:il suo amor patrio è condivisibile (salvo da parte dei soliti pischelli antipatriottici aprioristicamente), ma le dimissioni di Cossiga (prodotte da un profondo travaglio interiore che emerse ogni volta che si ricordava quel tragico evento) erano, in qualche modo, dovute: al Ministro dell'Interno faceva (e fa) capo la responsabilità della sicurezza interna messa alla prova dalle BR. In quanto a Craxi e Sigonella ci riempimmo d'orgoglio al pensiero dei Carabinieri che circondavano i Marine, ma la "potenza" americana la fece pagare (con gli interessi) al Cinghialone (e agli Italiani) con tangentopoli (ricorda i viaggi di di pietro negli states? non crederà che andasse a visitare il lincoln memorial?). Nel caso dei due fucilieri di marina (non marò, sono due sottufficiali, non mozzi qualsiasi ...) le dimissioni le avrebbero dovute dare Frattini e LaRussa (ma erano già impegnati a cercare di recuperare le poltrone appena perse...) perchè loro responsabili della superficiale, inadeguata ed assurda cornice all'interno della quale si muovevano i nostri (tranne che di pischello) militari. Se poi vuole conoscere i dettagli le potrei parlare del memorandum Difesa-Coarmit (verosimilmente caldeggiato della Farnesina) che lasciava i militari "sotto il comando" dello Schettino di turno (magari con fantomatiche linee di dipendenza attraverso Comandi operanti a Gibuti et similia).

bosco43

Dom, 16/12/2012 - 15:47

Poveri illusi!!! Chiaro che non leggono i giornali e quindi non sanno del governo di m...a che c'è qui!

niklaus

Dom, 16/12/2012 - 15:53

13:13 da Paolodb "Se anche le canaglie indiane ce li ridessero per Natale ... sono convinto che poi glieli daremmo indietro". __________________________________________ Sono invece convinto che sarebbero i due maro' a mantenere la parola data. Questi due ragazzi stanno riscattando la cialtronesca immagine dell'Italia a cui siamo ormai abituati. Viva il san Marco!

Ritratto di Baliano

Baliano

Dom, 16/12/2012 - 15:57

Pischello ---H 14.32----- Se due militari stranieri sparassero su due cittadini italiani in atteggiamento sospetto, ad esempio, vicino ad una base NATO, o anche semplicemente nei pressi di un obbiettivo sensibile ( quella nave lo era), diremmo semplicemente che se la sono andata a cercare. E' così! A meno che non si voglia affermare che i due "marò" sono i soliti "rambo", irresponsabili, guerrafondai allo sbaraglio, magari impasticcati e in vena di "tiro al piccione". Noo? --- Salvo poi affermare che se invece cadono uomini delle Istituzioni, anche in divisa, in missione per salvare certi cagasotto de noantri, rapiti dal nemico, quelli hanno fatto semplicemente il loro dovere. Guai parlare di eroismo, guai! Lo conosciamo ( te spero non c'entri ) certo pensiero "pacifista" e certi "pacifisti", con la molotov nello zaino.

innocentium

Dom, 16/12/2012 - 16:04

@pischello: la sua posizione è sufficientemente chiara, peccato che sia altrettanto evidentemente preconcetta (antimilitarista, antipatriottico o lei è un indiano infiltrato?): lei quali elementi ha per dire che non si fosse in acque internazionali? quali per ritenere che 11 mesi non siano stati sufficienti per un processo "rapido" (ma conosce la lingua italiana?). Nessuno (a parte i prevenuti come lei) ha mai sostenuto che debbano essere assolti "a priori", ma un militare incaricato di una missione è sempre soggetto alla giurisdizione del suo Paese (qui il problema, semmai, consiste nel chiarire se si fossero conclusi, al riguardo, accordi con gli altri Paesi interessati e temo che questo aspetto sia stato trattato con superficialità, ma non dai due militari). Se hanno agito al di fuori delle consegne (oggi va di moda chiamarle "regole d'ingaggio") debbono renderne conto, ma a chi gliele ha poste. Inoltre, giusto per fornirle un po' di informazione (così da far lavorare meglio i neuroni) l'intera materia rientra in annosa casistica dibattuta anche alle Nazioni Unite, "disciplinata" (o almeno temptative) da accordi internazionali, in parte accettati anche dall'India (ecco, forse, il perchè di tali tempistiche). La saluto e se ha problemi con le Forze Armate Italiane se la prenda con i suoi Vertici (Ministro in primis).

Ritratto di DueUnoDue

DueUnoDue

Dom, 16/12/2012 - 16:04

Gentile Signor o Signora Pischello, non le viene il ragionevole dubbio, basato sui continui ed immotivati rinvii e sulla mancanza di prove che questo sia un processo farsa? Se i tribunali indiani non sono in grado di provare la colpevolezza dei nostri maro' perche' non li lasciano liberi? Forse perche' siamo di fronte ad un processo politico e forse perche' gli amiconi Indiani vogliono ottenere qualche cosa che l'Italia non e' disposta a concedere loro? Io non difendo il Ministro Terzi, pero' lei non presuma di sapere tutto quello che sa il nostro Ministero e che ovviamente non puo' dire pubblicamente.

Ritratto di robertoguli

robertoguli

Dom, 16/12/2012 - 16:16

Condivido il commento del lettore "paolocolombati" che delinea in maniera chiara una scelta comportamentale insipida da parte degli addetti ai lavori, atteggiamento purtroppo facilmente riscontrabile nella storia diplomatica del nostro paese ad eccezione dei fatti di Sigonella (Craxi). Distinti saluti. Roby

Ritratto di Gigliese

Gigliese

Dom, 16/12/2012 - 16:20

Il Signor Ministro della Difesa (Di Paola) e il Ministro degli Esteri (Terzi): Nomen omen = E la realtà dei fatti -> CHIACCHERE DA BAR

Ritratto di pischello

pischello

Dom, 16/12/2012 - 16:31

per baliano: quindi devo dedurre che, secondo lei, i due pescatori indiani" se la sono andati a cercare" che costituivano un pericolo reale e che i marò avevano scambiato gli atrezzi da pesca con un pericoloso arsenale di armi di distruzione di massa. quello che non riesco a capire, è perchè siate così sicuri della verità a priori e non avete il minimo dubbio che anche dei militari possono sbagliare ( non sarebbe la prima volta del resto che solo per il fatto di avere una divisa addosso qualcuno possa sentirsi rambo o il giustiziere della notte). ribadisco quello che tutte le persone oneste intellettualmente e senza pregiudizi preconcetti penserebbe: lasciamo che si svolga un sereno e giusto processo ( possibilmente breve) e poi vediamo quale sarà la sentenza; non credo che sia un concetto antitaliano ( come detto da innocentium) , e nemmeno di un pericoloso e sovversivo bolscevico. saluti

niklaus

Dom, 16/12/2012 - 16:47

A Pischello: Direi che affermare che i due militari possano aver commesso un crimine e non un errore e' come ammettere che andassero in giro per gli oceani esercitandosi al tiro al bersaglio. Una vergogna il solo pensarlo.

Ritratto di Baliano

Baliano

Dom, 16/12/2012 - 17:00

Pischello --- H16.31 "...i marò avevano scambiato gli atrezzi da pesca con un pericoloso arsenale di armi di distruzione di massa... " By pischello -------------------------------------- Questo sei te ad affermarlo: Non il sottoscritto. Congratulazioni per la tua "obbiettività", serenità di giudizio. --- Saluti

Ritratto di Uchianghier

Uchianghier

Dom, 16/12/2012 - 17:00

Questa è l'ultima figura da peracottaro del governo Italiano.

innocentium

Dom, 16/12/2012 - 17:12

@pischello: è evidente che lei non ha la più pallida idea di come si svolgano attività operative armate (ovviamente secondo lei i militari armati erano stati messi li senza motivo e l'ipotesi d'impego delle stesse per lei faceva parte di iniqità che l'Italia si trascina dietro dall'incidente di Ualla-Ualla). Ma, come dicono a Roma ai pischelli: "che t'o dico a fa'?".

Raoul Pontalti

Dom, 16/12/2012 - 17:29

Per pischello: dalle contrastanti versioni fornite dagli Indiani e dagli Italiani sulla vicenda emergono due questioni in merito alle quali, come realtà di fatto acquisite, nessuno più pone dubbi: a) i marò spararono (in acqua presso imbarcazione diversa da quella dei pescatori uccisi secondo i marò, contro l'imbarcazione dei pescatori uccidendoli secondo gli Indiani); b) la sparatoria avvenne in acque internazionali (a fornire l'esatta posizione furono gli Indiani stessi, avendo gli Italiani cancellato la registrazione della scatola nera della Enrica Lexie). In virtù di quanto assodato al punto b) gli Italiani rivendicano con ragione la giurisdizione sulla base della convenzione di Montego Bay, mentre gli Indiani eccepiscono che la convenzione non menziona casi come quello della Enrica Lexie, nave civile con militari a bordo che sparano secondo protocolli militari e quindi comportandosi come una sorta di nave corsara, bensì considera solo navi civili da un lato e navi militari dall'altro, non navi ibride. Eccepiscono altresì gli Indiani il principio del diritto anglosassone del male captus bene contentus, ossia ancorché l'arresto possa essere stato illegale (in realtà la nave entrò spontaneamente nel porto di Kochi pur attrattavi con l'inganno), la detenzione è legittima. Gli Indiani considerano momento consumativo del delitto la morte dei pescatori avvenuta in territorio indiano (per fictio iuris tale è considerata l'imbarcazione indiana) e non l'esplosione dei colpi avvenuta in territorio italiano (la Enrica Lexie sempre per fictio iuris) e su questa base rivendicano pertanto la giurisdizione. Quanto esposto è sommariamente la situazione quoad ius. Quoad substantiam: allo stato delle cose possono sostenersi con qualche fondamento logico entrambe le versioni: i marò spararono per difendere la nave e contro imbarcazione diversa, o anche spararono criminalmente contro poveri pescatori. Per la prima ipotesi varrebbe, oltre alle parole dei marò e del vicecomandante della Enrica Lexie, anche il comportamento bona fide di chi entrò spontaneamente nel porto di Kochi. Per la seconda (in attesa di dimostrazione conclusiva che riconduca gli esiti della perizia balistica alle risultanze autoptiche) oltre alle testimonianze dei pescatori, il comportamento invero non cristallino dei marò che si sono rifiutati di rispondere ai giudici, la mancata esibizione di foto e filmati, la evanescente descrizione dell'imbarcazione incrociata, la cancellazione della registrazione della scatola nera che legittimamente fanno sospettare un tentativo di occultamento e distruzione di prove. A mio sommesso avviso, al di là delle risultanze materiali, i marò sbagliarono semplicemente per il fatto di aver comunque sparato, in acqua, ai gabbiani, all'imbarcazione per errore, non ha rilevanza: NON DOVEVANO SPARARE! Chi fa la guardia a nave civile spara solo in casi di legittima difesa e quindi in caso di attacco manifesto, non può comportarsi da poliziotto abusivo e soprattutto non può farlo in faccia alla quarta potenza militare del mondo che oltretutto è suscettibile e permalosa. A monte però vi è una legge imbecille che consente di trasformare soldati in cani da guardia di navi private: speriamo che sia modificata altrimenti i guai potrebbero moltiplicarsi, a ognuno il suo mestiere: ai soldati spetta di fare la guerra non di improvvisarsi poliziotti essendo ridotti al ruolo di cani da guardia. Che la legge vada cambiata alla luce di questa vicenda ora lo sostengono anche gli esperti che a suo tempo la caldeggiarono,

vince50

Dom, 16/12/2012 - 17:33

Mi chiedo se sia possibile cadere più in basso di così.E' deprimente assistere a tutto questo,non ci rispetta più nessuno c'è da vergognarsi.

Palladino

Dom, 16/12/2012 - 17:37

...elemosiniamo da questi trogloditi la concessione delle vacanze natalizie per i nostri soldati.Ritiriamo subito i nostri contingenti in missione nel mondo e chiudiamo immediatamente la nostra ambasciata e cacciamo a calci in culo il loro ambasciatore.Prima degli affari sia data importanza alla nostra dignità di Nazione Sovrana e dei suoi soldati.E...poi alla faccia del ritrovato prestigio internazionale del governo Monti.

emmea

Dom, 16/12/2012 - 17:44

A distanza di quasi in anno nessuno sa, almeno apparentemente, e nessuno dice che cosa sia veramente accaduto in quella circostanza al largo delle coste indiane e che cosa sia realmente successo a quei pescatori o presunti tali uccisi. E quel che è peggio, a meno che a me non sia sfuggito, nessuno dice come sia stato possibile al comandante della nave mercantile italiana che navigava in acque internazionali con a bordo soldati italiani in servizio armato antipirateria, invertire la rotta, entrare in acque territoriali indiane e consegnare soldati e armi alle autorità di quel paese. La versione ufficiale dice che sono stati abboccati con l’inganno. Ma io vorrei sapere, se mai sono stati interrogati il comandante ed il resto dell’equipaggio civile e militare, che cosa hanno testimoniato in merito all’accaduto. E sarei curioso di sapere come mai in televisione impazzano i Misseri, i Parolisi e gli Schettino a tribunali ancora aperti e non sia venuto in mente a nessuno di intervistare non solo il comandante di quella nave o magari chiamarlo in qualche trasmissione di approfondimento per chiarimenti sull’accaduto, ma neanche nessuno dell’equipaggio. Tutti zitti. Sarò pessimista, ma credo che quei soldati, se mai torneranno in Italia, sarà solo per dopo le elezioni, e sempre se tutto va bene. Andreotti ripeteva sempre che “a pansar male si fa peccato ma si indovina sempre”. Nel frattempo il nostro governo sta “sostenendo molto” le famiglie dei due militari e loro, ovviamente, ringraziano. Buone feste a tutti.

Mario-64

Dom, 16/12/2012 - 18:43

Raoul Pontalti ,lasciamo stare per un momento le leggi ,il diritto ecc. ecc. Proviamo ad analizzare la cosa sulla base del semplice buon senso(dato che comunque nessuno di noi era la'). Le sembra possibile che un peschereccio venga scambiato per un barchino di pirati? Anche solo la velocita' dovrebbe essere molto diversa. L'Enrica Lexie stazza circa 60.000 tonnellate ,mi spiega cosa ci va' a fare un peschereccio fin sotto le fiancate di una nave del genere? E poi ,ce li vede due ragazzi del sud ,padri di famiglia ,mettersi a sparare cosi' ,per divertimento, e uccidere due persone? E sopratutto ,dopo aver ucciso due persone la nave si va' ad infilare spontaneamente in un porto indiano? A me sembra inverosimile ,se poi aggiungiamo che il capitano del peschereccio ha cambiato versione varie volte, che ai nostri periti non e' stato fatto vedere quasi niente ,l'affondamento successivo del peschereccio...ce n'e' abbastanza per pensare male, diciamo ad una gigantesca montatura.

Gianmario

Dom, 16/12/2012 - 19:07

Una bella dichiarazione di guerra con espulsione di tutti gli indiani presenti in Italia dopo 6 ore dal proclamo...

maurizio50

Dom, 16/12/2012 - 19:08

In tutta la vicenda dei due marò emerge un fatto allucinante: che i sig. Terzi e Di Paola, emeriti incapaci, siano ancora in giro a fregiarsi della qualifica di Ministri dello Stato: gente così andrebbe allontanata dal posto dalla sera alla mattina: certo in un paese che abbia ancora dignità ed orgoglio nei suoi rappresentanti. Ma noi abbiamo un governo di elettricisti o di tecnici, non di gente che possiede amor proprio e senso dello stato.

Kawasaki48

Dom, 16/12/2012 - 19:31

x PISCHELLO........tu sei la conferma conclamata che la mamma dei cretini è sempre incinta

Raoul Pontalti

Dom, 16/12/2012 - 19:33

emmea: le Tue sono proprio le considerazioni che i bananas di questi forum non si pongono. Perché il comandante e soprattutto il vicecomandante della Enrica Lexie (che disse di essere stato in plancia ad osservare gli eventi in quei fatidici momenti) non vengono chiamati a dire pubblicamente come andarono esattamente le cose? Perché non si sa nulla di ciò che videro i due esperti balistici dell'Arma dei carabinieri che assistettero alle prove balistiche sulle armi dei marò in India? Perché nessun membro dell'equipaggio della Enrica Lexie rilascia interviste? Perché è stata data la consegna del silenzio ai quattro marò rimpatriati? A questi interrogativi quali risposte sono possibili? I bananas vedono tutto e il contrario di tutto, anche mancate autopsie (salvo poi contestare gli esisti dell'autopsia,,,), cremazioni di pescatori (che invece furono inumati in quanto cristiani, ma per i bananas tutti gli Indiani sono di religione indù), falsificazioni di reperti autoptici e di perizie balistiche, sottrazione di prove da parte indiana o almeno mancata esibizione di prove, etc. Se invece sine ira ac studio si considerano le notizie così come pervenute anche su questo Giornale possono sorgere altri dubbi su quella disgraziata vicenda trattata in modo maldestro dal punto di vista comunicativo da parte delle autorità militari competenti. Per l'aspetto comunicativo ad esempio come non rimarcare la differenza con il comportamento delle autorità militari USA che a seguito dell'incidente della Rappahannock (la nave cisterna militare che sparò contro un peschereccio indiano nel Golfo persico lo scorso mese di luglio uccidendo un pescatore e ferendone altri) informarono immediatamente il mondo di ciò che era successo, ammisero l'errore (i pescatori furono scambiati per pasdaran, errore imbecille ovviamente, ma molto meno grave di quello commesso da chi afferma di aver visto pirati somali davanti a Kochi, dal momento che i pasdaran "infestano" effettivamente il Golfo persico, mentre i pirati somali a Kochi non si sono mai visti) diedero informazione completa sullo svolgimento degli eventi fornendo anche indicazioni sul tipo e numero delle armi impiegate e anche il numero di proiettili sparati. Informarono anche di aver prestato immediatamente soccorso all'imbarcazione colpita, salvando così dalla morte i superstiti. Taluno potrebbe sostenere che un riservatezza così stringente (posta in essere peraltro da una Nazione i cui segreti sono di Pulcinella...) è dettata dalla necessità di non compromettere la situazione dei marò detenuti, magari fornendo all'accusa indiana elementi per demolire le pur buone prove della difesa. Io non sono esperto di diritto processuale ma ritengo a lume di naso che non esibire alcuna prova a difesa (dove sono foto e filmati?) e per contro trincerarsi sulla competenza di giurisdizione (peraltro con un certo qual fondamento) e sulla immunità funzionale dei militari in missione (tesi questa che fa acqua da tutte le parti e infatti assolutamente non accolta dagli Indiani) non deponga per una sicura innocenza...Non è detto peraltro che qualora risultasse che i marò effettivamente spararono proprio a quel peschereccio si sia in presenza di atto criminale, potendo anche essersi trattato di un errore, ancorché tragico, e quindi di omicidio plurimo colposo. Rimane comunque strano un certo comportamento dei marò: dissero di aver avvistato da lontano (oltre i 5km) l'imbarcazione sospetta, di averla monitorata fino ad assumere la decisione di sparare in tre serie di raffiche previa segnalazione luminosa, di aver constatato la presenza di uomini armati a bordo dell'imbarcazione e dopo tutto questo la lasciarono andare, non peritandosi nemmeno di tentare di identificarla, tantomeno di bloccarla. Ma se si afferma che vi erano uomini armati a bordo e che comunque l'imbarcazione aveva comportamento minaccioso, tanto è vero che si decise di sparare, perché poi, in violazione delle norme di procedura penale, non si è provveduto all'acquisizione delle prove da un lato e a fermare l'imbarcazione presuntamente pirata dall'altro? Chi è investito di poteri di polizia giudiziaria, tanto da poter decidere legittimamente di costringere anche mediante fuoco intimidatorio e segnalazioni luminose di avvertimento un'imbarcazione civile ad ottemperare all'ordine di cambiare rotta, perché poi si spoglia di quegli stessi poteri e non tenta di fermare i rei o almeno di identificare l'imbarcazione? chiamando ad esempio la vicinissima India che dispone di Guardia costiera con mezzi navali e anche elicotteri? Interrogativi questi cui si potrà avere risposta quando si svolgerà il processo penale in Italia, mentre appare chiaro sin dal febbraio scorso che comunque diverse cappelle furono compiute in quel frangente da coloro i quali erano imbarcati sulla Enrica Lexie, non tutte di rilevanza penale ovviamente.

Raoul Pontalti

Dom, 16/12/2012 - 20:25

Mario-64. La realtà Tu mi insegni superare spesso la fantasia anche più sfrenata e persino turpe. Il buon senso in questa vicenda andò a farsi friggere ancor prima che essa avesse luogo, con la disgraziatissima legge 130/2011 istitutiva tra l'altro dei nuclei militari armati sulle navi civili per la DIFESA (non la LOTTA!) dalla pirateria. Scambiare pescatori con pirati su barchini veloci: ci sono riusciti gli Yankees nel Golfo persico, anche se meno stupidamente scambiarono i pescatori per i pasdaran che almeno nel Golfo perico si ritrovano mentre i pirati somali no, come non se ne rinvengono a Kochi (i bananas sono pregati di consultare un atlante e constatare la distanza tra Kochi e le coste somale e considerare che sulle coste africane dal Corno d'Africa a Zanzibar e nel Mar arabico da Aden al Golfo dell'Oman non ci sono Stati rivieraschi con Guardie costiere efficienti, sulle coste del subcontinente indiano vigila invece la Guardia costiera indiana che non va tanto per il sottile anche con i contrabbandieri e i pescatori di frodo). Osservo anche che tecnicamente si deve distinguere la pirateria propriamente detta dal banditismo (il caso occorso alla nave greca Olympic Flair pressoché contemporaneamente all'episodio in oggetto è tecnicamente un atto di banditismo essendo avvenuto entro le acque territoriali indiane e aggiungo che se la Enrica Lexie si fosse trovata entro le acque territoriali indiane anziché in acque internazionali il suo comportamento sarebbe stato sanzionabile senza discussioni) per evitare fraintendimenti da cui possono originare errori comportamentali anche tragici. L'India non è indenne da banditismo, nemmeno a Kochi, ma dalla pirateria invece sì con l'eccezione delle acque contigue a quelle del Bangla Desh. In altro commento ho già espresso riserve sul comportamento fattuale dei marò pur dedotto dalle loro stesse dichiarazioni (in particolare il rapporto inviato al Comando della Marina immediatamente dopo l'avvenuta sparatoria), qui non posso che ribadirle e se si parla di buon senso io francamente non riesco a rinvenirlo nel comportamento dei marò e degli ufficiali della Enrica Lexie. Una trappola indiana Tu ipotizzi, e perché mai? Sicuramente fu una trappola artatamente tesa quella del richiamo a Kochi della nave italiana ma motivata dalla ricerca dei colpevoli dell'uccisione de due pescatori. Una volta si fosse appurata l'innocenza dei marò perché insistere? Le bugie hanno le gambe corte e anche gli Indiani lo sanno, In sede processuale eventuali falsificazioni di prove emergerebbero senza scampo, tenuto conto che i marò sono assistiti dalle autorità italiane e dispongono dei migliori avvocati dei fori indiani, non sono quindi dei poveretti senza assistenza legale adeguata su cui un'autorità di polizia poco ortodossa e un'autorità giudiziaria compiacente possono impunemente infierire. Hai teso una trappola e vi è caduta la preda sbagliata? In questo caso si ha una scappatoia facile: il riconoscimento della giurisdizione italiana tra l'altro espressamente richiesta dall'Italia. In questo modo gli Indiani non perderebbero la faccia davanti al mondo e nemmeno dianzi alla propria pubblica opinione. E probabile quindi che gli Indiani ritengano di avere buoni elementi per incastrare i marò, senza dover costruire carte false: le testimonianze dei pescatori superstiti, la reticenza dei marò stessi che si rifiutano di rispondere, la mancanza di prove scagionanti (foto e filmati) e l'eventuale silenzio probatorio della perizia balistica (che potrebbe limitarsi a non escludere la compatibilità dei proiettili) sarebbero sufficienti. Saranno forse terzomondiali gli Indiani ma non per questo dobbiamo ritenere che siano dei deficienti (nel caso di specie si sono mostrati deficienti in ogni accezione i nostri compatrioti,,,) e pertanto non avendo loro alcun interesse a fare figure barbine da un lato e a inimicarsi una Nazione con cui fanno buoni affari dall'altro, se si accorgeranno dell'effettiva inconsistenza delle accuse o assolveranno i marò o, più elegantemente, se ne libereranno con il riconoscimento della giurisdizione italiana.

Ritratto di drazen

drazen

Dom, 16/12/2012 - 20:34

Pontalti: scriva meno e ragoni meglio!

Ritratto di pischello

pischello

Dom, 16/12/2012 - 20:34

a differenza di tanti" cervelloni" che hanno la verità in tasca, io non dico certamente che i marò sono colpevoli, ma non posso dire nemmeno il contrario per il solo fatto che sono italiani o che indossano una divisa ( anche quelli della uno bianca erano militari vero?) ho lavorato 35 anni in un ambiente militare e, accanto a bravissimi ragazzi e professionisti encomiabili, ho conosciuto anche tante persone che, solo per il semplice fatto di indossare una divisa, si sentivano dei novelli rambo o dei giustizieri della notte versione italiana. ho solo affermato che, a differenza di tanti soloni che affollano queso forum, nessuno di noi conosce esattamente come sono andati i fatti e quindi, prima di prendere posizioni così nette, sarebbe doveroso aspettare l'esito di un processo, cercare di fare accelerare i tempi magari, ed evitare di dichiarare guerra ad una nazione come sento e leggo. P.S. per kavasaky48: sono d'accordo con te, infatti tu esisti! saluti

Mario-64

Dom, 16/12/2012 - 21:03

Raoul Pontalti ,grazie della risposta, per quanto riguarda i motivi di una possibile "trappola" degli indiani, stando anche ai commenti che si leggono sui loro giornali,l'unica cosa che mi viene in mente e' un collegamento col fatto che Sonja Gandhi e' italiana ,e pare che abbia molti nemici in patria. Ma qui mi rendo conto che siamo alla fantapolitica. Altra cosa e' il fatto ,non trascurabile ,che di pescatori uccisi in quel modo pare che ce ne siano stati tanti ,ma proprio tanti ,e sui pescherecci vi sono spesso e volentieri armi automatiche.

Ritratto di fritz1996

fritz1996

Dom, 16/12/2012 - 21:14

Terzi è stato messo lì da Giangiuda Finito... e si vede!

Truth

Dom, 16/12/2012 - 23:28

Un po' di chiarezza: il ritardo è dovuto per motivi politici: le elezioni sono vicine e non vogliono 'rovinare' la loro immagine scarcerando i marò.. Non insultate inutilmente persone che manco conoscete.. Alla fine la colpa è sempre dei politici ;)

mbotawy'

Dom, 16/12/2012 - 23:32

Come andra' a finire? Una volta ottenuto il "permesso" e rientrati in Italia...non si muoveranno piu'. Incomincera' la trafila dei tribunali....bla' bla' bla', e cosi si chiude "equivoco, e disputa". Certo un altro governo italiano avrebbe minacciato la rimozioni di tutti gli indiani e bangladesh e paria,dal territorio, ma questo governo forte non c'e'.

billyjane

Lun, 17/12/2012 - 00:24

Pontalli, ha ragione il signore poco sopra.E' spaventoso quanto scrive, occupi 5 o 6 righe, che bastano per esprimere il suo pensiero. CI PROVI

gicchio38

Lun, 17/12/2012 - 07:11

POVERI RAGAZZI. MA CREDETE VERAMENTE CHE QUALCUNO,NEL GOVERNO, SI STIA RICORDANDO DI VOI? SONO TUTTI IMPEGNATI IN BEGHE ED INTRIGHI PERSONALI IN VISTA DELLE PROSSIME ELEZIONI E VOI SPERATE ANCORA A LORO CHE NON LI CAGA NESSUNO. SONO ZERO ANCHE PER "GLI INDIANI".

sale.nero

Lun, 17/12/2012 - 08:11

Portiamoli a casa e diamogli come ostaggio un pacchetto di politici. Abbiamo fatto due cose utili.

killkoms

Lun, 17/12/2012 - 09:15

@pisichello,quelli della uno bianca erano poliziotti,ovvero civili dal 1981!pensa tu,come si sentono da noi quelli che indossano la toga,e che quindi nemmeno rispondono dei loro errori!un centimetro(dicasi uno)sotto al Padreterno!i fatti non li coniscoe nessunio,ma sappiamo che le gli indù li hanno alterati!appena entrati in porto con le vittime,li poveri pescatori superstiti hanno asserito"di non avere idea"da dove siano partiti i colpi,poichè"le sole vittime erano in cabina di pilotaggio"e gli altri sottocoperta a doprmire!e la posizione di una delle vittime è stata pure cambiata successivamente!altra anomalia,la posizione della lexie!gli indù hanno sempre sostenuto la tesi"dell'incidente"in loro acque territoriali, salvo poi ricredersi,ma chissà perchè nessun indù ha mai pensato di"interrogare"il gps di cui,solo"dopo",si è saputo era dotato il paschereccio!chissà perchè non l'hanno fatto!

Ritratto di febbraio23

febbraio23

Lun, 17/12/2012 - 09:22

E quasi un anno che le ns.istituzioni si dichiarano "fiduciose", ma di che cosa ancora non lo ha capito nessuno.E comunque, conoscendo bene gli indiani, non mi stupitrei affatto se gli concedesero il rimpatrio temporaneo.

plaunad

Lun, 17/12/2012 - 09:40

Ieri sera ho sentito le balbettanti parole di De Mistura e mi sono vergognato di essere italiano

plaunad

Lun, 17/12/2012 - 09:42

Pischello, non hai capito niente. Qui non si tratta di innocenza o colpevolezza. Si tratta di un arresto illegale, contrario alle leggi internazionali.

Mario-64

Lun, 17/12/2012 - 10:24

E' singolare che noi ci lamentiamo del poco aiuto avuto dai nostri soldati da parte dei politici. Sapete cosa dicono in India? L'opposto, sono ammirati proprio del fatto che per due soldati si siano mossi ministri e ambasciatori. Loro dicono che per due soldati indiani in prigione all'estero non si scomoderebbe nessuno...

Ritratto di cangrande17

cangrande17

Lun, 17/12/2012 - 10:27

Ho già scritto della vicenda tempo fa e mi ripeto. I due militari, a giudicare dagli elementi pervenuti in Italia, hanno fatto la cappellata e devono essere giustamente puniti. Se risultassero invece innocenti, si tratterebbe effettivamente di una figura di m. planetaria da parte di questo tristo governo. Umanamente può dispiacere che non riescano a passare le feste con i propri cari, ma sottolineo che nel caso fossere colpevoli dovrebbero comunque passarle in galera. Dal mio punto di vista è giusto che scontino la pena in Italia (in carcere però, non a fare le star in TV) però non mi intendo di diritto penale militare internazionale e non escludo che sia corretto che scontino la pena laddove hanno commesso il reato. Per quanto riguarda la lentezza di tribunali indiani, noi come italiani non siamo certo nella condizione di poterli criticare... Comunque sia, se ci fosse stato Silvio al governo i due sarebbero in Italia quantomento da giugno 2012.

onurb

Lun, 17/12/2012 - 11:14

pischello. La convivenza tra stati è basata su accordi che essi firmano per dirimere a monte le questioni che dovessero sorgere. Se gli accordi prevedono che in una situazione come quella capitata ai due marò, che per il momento devono essere considerati innocenti anche se a lei non piace, è il loro stato di appartnenza che li deve giudicare, quegli accordi vanno rispettati. Chi non li rispetta se ne assume tutte le responsabilità, compresa quella delle conseguenze che si potrebbero innescare se avessimo come nazione una tempra molto differente da quella ignava e pavida che, invece, abbiamo grazie agli stupidi cme lei.

buri

Lun, 17/12/2012 - 11:43

purtroppo siamo governati da un branco d'incapaci sotto la guida del proconsole di Berlino a Roma, e sappiamo benissimo che a Berlino importa soprattutto ridurci alla fame per meglio dominarci e dei due marò non importa un fico secco

Rizzi

Lun, 17/12/2012 - 11:54

Ho scritto al ministro Terzi e come sempre, perché altro non sanno fare, in monte di chiacchiere!!! Comunque dovrebbe dimettersi sig terzi perché da qui di vede che non è il suo lavoro, provi a fare le televendite, li si che basta solo chiacchierare e lei come vedo è un maestro!!! Che vergogna avere un ministro che non è capace di fare il ministro ma soltanto il lecchino dell'India! Complimenti e dimettiti!!!!!

mgarte

Lun, 17/12/2012 - 12:50

Cermis? Vi ricordate quando un aereo USA nel corso di una esercitazione sconsiderata tranciò il cavo di una funivia e causò la morte di decine di persone? Il governo USA impose l'applicazione di una norma che tolse la giurisdizione all'Italia e la passò agli Usa. Eppure il caso e le colpe erano ben più pesanti! Il problema nostro è che il nostro governo non ha gli attributi, fra poco chiederemo scusa all'India per averli disturbati. Il ministro Terzi sembra quasi una controfigura comica, così signorile ed educato. Qui servono persone decise e di maggiore durezza, forse Bersani e anche Berlusconi a quest'ora avrebbero già minacciato fuoco e fiamme e ottenuto il rimpatrio, ma si sa i tecnici sono algidi, per loro conta solo lisciare il pelo alla Merkel.

onurb

Lun, 17/12/2012 - 15:07

mgarte. Bersani probabilmente avrebbe incontrato il primo ministro indiano e sicuramente avrebbe detto: Eccellenza, non siamo mica qui a pettinare le bambole o a mettere lo smalto ai criceti. Non sono mica qui a smacchiare i giaguari o a pettinare i bruchi. No sono qui ad asciugare gli scogli.

onurb

Lun, 17/12/2012 - 18:04

Raoul Pontalti. Il silenzio di tutte le persone che lei ha elencato potrebbe dipendere da motivi meno complicati da comprendere di quanto possa apparire. In Italia siamo oramai abituati a vedere i processi fatti in TV con interviste a testimoni, avvocati ed esperti, tanto che riteniamo che questi siano il comportamento e la procedura da seguire in ogni occasione. Invece è verò l'esatto contrario: si deve stare zitti e parlare solo quando è il momento opportuno, ossia durante il processo quando si viene chiamati a testimoniare. E questo, ne sono convinto, è l'atteggiamento che è stato giustamente imposto a coloro che in questa vicenda avevano posizioni "istituzionali", quali gli altri marò, il comandante della nave, ecc.

sandro macchia

Lun, 17/12/2012 - 23:34

Al Il comandante delle forze armate Presidente della repubblica Italiana. Eccellenza, la invito come cittadino ed ex militare a prendere una iniziativa definitiva contro il sopruso e abuso della scarna applicazione delle leggi internazionali. Ma soprattutto la invito a dare un forte segnale al presidente del Kerala stato federato dell’India. La invito a fare leva il suo potere come capo Supremo delle forze armate, Presidente, lei oltre alle attività politiche interne E’ il comandante delle due figure militari ma cittadini Italiani, Salvatore e Massimiliano, sono una parte di stato, hanno giurato fedeltà alla Repubblica Italiana, nonché al suo Presidente. Siamo certi che lei ha un sano e forte interesse alla risoluzione politica del sopruso a danno dei due militari del San Marco, io in particolare sono certo solo di una cosa, il caso di accusa di omicidio non sussiste. Quindi non vi sono termini legali di ulteriore trattenimento dei militari. Sono semplicemente un cittadino italiano, sono semplicemente un militare in congedo volontario, ma sono superbo al rispetto della costituzione e del tricolore. Loro come migliaia di militari dislocati oltre confini sono una parte dello stato Italiano, hanno giurato fedeltà a lei, e alla costituzione, non faccia sentire TUTTI abbandonati e possibili vittime, loro le sono cosi fedeli che si fanno sparare addosso per un ordine, o per un incarico militare anche senza un ordine. Presidente, Lei ne è il capo supremo, lei è il loro leader, viste le centinaia di azioni fatte dai dicasteri di competenza, risultate vane dalle azioni ambigue e poco esaustive delle autorità Indiane, lei presidente deve spezzare questa barriera di omertà indiana, non lasci che la saggia e dovuta diplomazia Italiana sia presa come debolezza dalle autorità locali. Massimiliano e Salvatore, SONO STATO ITALIANO. Il capo supremo E’ LEI. Ne è responsabile come un buon padre di famiglia. Con osservanza Sandro Macchia Serg. M. (r) Inc Par. Col M 9° Reg.