Incubo strage su Londra olimpica

«Ricordiamo Monaco», ha detto ieri il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak. Nel 1972, ai Giochi Olimpici in Germania, un attentato di un gruppo terrorista palestinese uccise undici atleti israeliani.
Oggi, a pochi giorni dall'apertura delle Olimpiadi di Londra, cresce il timore di attacchi contro la delegazione israeliana, soprattutto dopo l'esplosione di mercoledì in Bulgaria. Un attentatore suicida si è fatto saltare in aria a Burgas, sul Mar Nero, uccidendo cinque turisti israeliani e l'autista bulgaro dell'autobus su cui viaggiavano. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha accusato Hezbollah, le milizie sciite libanesi sostenute e finanziate dall'Iran, d'essere all'origine dell'attacco. Abbiamo prove «consolidate» del coinvolgimento del Partito di Dio, ha detto in un'intervista all'emittente americana Cbs, spiegando come Israele sia «vigile sulla possibilità che loro (Iran e i suoi alleati) possano attaccare altrove, ma non posso dare altri dettagli». Il premier non ha voluto confermare le informazioni sull'allerta ai Giochi Olimpici ma i suoi più stretti collaboratori hanno comunicato che negli ultimi due anni Iran e Hezbollah hanno organizzato attentati in oltre 20 paesi.
Il giorno dopo l'attacco sul Mar Nero, hanno scritto i giornali israeliani, i vertici di Mossad e Shin Bet, servizi segreti esterni e interni, si sono riuniti per discutere su come rafforzare la sicurezza degli israeliani all'estero. Nuove misure sono state imposte negli aeroporti, ai banchi dell'El Al, compagnia di bandiera israeliana, vicino alle ambasciate e ai consolati, già obiettivo di tentativi di attacco nei mesi passati.
E mentre i mass media bulgari scrivono che la polizia nazionale sta cercando altri due uomini sospettati di aver aiutato l'attentatore suicida, secondo il britannico Sunday Times, uno degli due sospettati, che viaggerebbe con un passaporto americano falso, a nome di David Jefferson, potrebbe tentare un attacco contro obiettivi israeliani. Proprio a causa del timore di attacchi ai Giochi, scrive il domenicale britannico, il Mossad avrebbero sparpagliato in Europa una dozzina di agenti con il compito di intercettare il sospettato e un gruppo di europei convertiti all'islam che sarebbero stati reclutati da Hezbollah e dalla Forza Al Quds, l'unità per operazioni all'estero delle Guardie della Rivoluzione iraniane.
Le autorità israeliane hanno smentito le informazioni del Sunday Times. Certo, ha spiegato il ministro della Difesa Barak, Israele ricorda la strage di Monaco e lavora con l'intelligence britannico e i servizi segreti di altre nazioni per prevenire qualsiasi attacco. I Giochi Olimpici «sono un obiettivo naturale» per i terroristi, non soltanto gli atleti israeliani, ha spiegato: «Siamo vigilanti in termini di intelligence e operatività». Ai giornali israeliani Epfraim Zinger, capo del villaggio olimpico in cui vivono i 38 atleti nazionali, ha confermato che la delegazione è oggetto di rafforzate misure di sicurezza. Anche un alto funzionario del ministero della Difesa israeliano, Amos Gilad, ha smentito le indiscrezioni del Sunday Times: «L'intelligence non funziona così - ha spiegato il generale alla radio -, non si mandano dozzine di agenti a caccia di fantasmi». Ha però detto di credere che Iran e Hezbollah stiano cercando di colpire obiettivi israeliani all'estero.
Sul quotidiano israeliano Haaretz, l'esperto militare Anshel Pfeffer spiega come a Londra 2012 il pericolo possa venire più da un terrorista solitario che da una rete o un gruppo strutturati, come Hezbollah. È d'accordo Eli Karmon, esperto di terrorismo internazionale al centro interdisciplinare di Herzeliya, che al Giornale spiega perché dubita che Iran e i suoi alleati possano agire contro Israele proprio a Londra. C'è allerta generale attorno ai Giochi Olimpici e la Gran Bretagna - come Grecia e Cina prima - ha speso milioni in sicurezza, rendendo la città che ospita i giochi un obiettivo blindato. Nei mesi scorsi, i terroristi hanno colpito o cercato di colpire cittadini israeliani in quelli che Karmon definisce «soft countries», nazioni deboli su intelligence e risposta: Kenya, India, Thailandia, Cipro, Bulgaria.
Twitter: @rollascolari

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