Iran, alta affluenza per le elezioni presidenziali: nessun favorito

Si sceglie per il dopo Ahmadinejad. Jalili e Ghalibaf i favoriti per un ballottaggio

Dall'apertura delle operazioni di voto, lunghe code si sono assiepate davanti ai seggi. 50 milioni di cittadini dell'Iran sono chiamati oggi a scegliere un nome che prenderà il posto dell'attuale presidente Mahmoud Ahmedinejad, riconfermato nel suo ruolo quattro anni fa.

Una tornata elettorale finora caratterizzata da una affluenza piuttosto alta deciderà del futuro del paese. Al momento non sembrano esserci chiari favoriti. Lo scenario più probabile è quello di un ballottaggio, a cui potrebbero arrivare due candidati. Il primo è Said Jalili: segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, che si occupa anche di formulare la politica nucleare del paese, è il più giovane tra gli sfidanti. Il secondo è Mohammad Bagher Ghalibaf, attuale sindaco di Teheran. In lizza con loro Mohsen Rezaei, Ali Akbar Velayati, Mohammad Gharazi e Hassan Rowhani, volto dei riformatori.

Le operazioni di voto sono proseguite fino alle 20.30 italiane, qualche ora dopo la prevista chiusura. L'orario di apertura dei seggi è stato prolungato per l'alta affluenza. L'ayatollah Khamenei ha esortato i cittadini a recarsi alle urne, cogliendo anche l'occasione per attaccare gli Stati Uniti: "Esistono complotto nemici - ha detto - per dissuadere la naziona dal partecipare".

Commenti
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Dragon_Lord

Ven, 14/06/2013 - 16:05

HA HA HA votano he he he che pagliacciate, una religione che condanna a morte ha ha ha poveri ignoranti schiavizzati

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Ven, 14/06/2013 - 16:26

Allah ed i guardiani della rivoluzione hanno già provveduto...i nemici di Maometto saranno sconfitti.

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stenos

Ven, 14/06/2013 - 16:44

Ma c'e' un candidato solo o piu' candidati dello stesso partito?

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marforio

Ven, 14/06/2013 - 17:27

Tutti i candidati hanno lo stesso programma.Show per far vedere che in iran cé democrazia .Il programma e sempre lo stesso e lo dirige CHAMANEI.La distruzione di israele, l armamento nucleare, e la scharia . Niente di nuovo in oriente .

Raoul Pontalti

Ven, 14/06/2013 - 20:18

Ma che roba o confratello mio Menabellenius! Il faro dei "moderati", quello che dovrebbe opporsi all'attuale "conservatorismo" della dirigenza iraniana e quel hojjatoleslam Hassan Ruhani che fu un attivo discepolo del Grande Ayatollah Khomeini e stretto collaboratore dell'ayatollah Rafsanjani, ex presidente della Repubblica islamica dell'Iran e massimo esponente dell'Associazione dei Chierici Militanti. I moderati si appoggiano dunque al clero mentre i clericali? quelli si appoggiano ai laici...l'associazione degli insegnanti di teologia di Qom (la città santa che sforna praticamente i migliori teologi sciiti)si è invece espressa a stragrande maggioranza per Velayati di cui auspica l'elezione (siamo in presenza di gelosie pretesche?). Una bella confusione davvero quella iraniana che confonde anche gli occidentali che dopo aver propugnato l'astensionismo per sputtanare il regime iraniano ora si sono convertiti al voto in massa per...fare eleggere un religioso e ciò dopo aver visto i sondaggi che davano gli elettori iraniani pronti ad andare a votare compatti. Estemporaneamente confratello mio, ma hai notato quella scostumata della foto? Mostra impudicamente l'epidermide di oltre la metà degli avambracci! E se guardi bene sotto al foulard che le avvolge il collo non c'è nulla! con il rischio di altra generosa e maliziosa esposizione dell'epidermide del décolleté in casi di inchino. E il mullah che le è accanto (è quello con il turbante) guarda preoccupato...o tempora o mores, persino in Iran non c'è più religione...

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volentionolenti

Ven, 14/06/2013 - 20:56

Quanto avete paura!!!

Edith Frolla

Sab, 15/06/2013 - 10:26

Nonostante l'asfissiante campagna di calunnie orchestrata dai sionisti queste elezioni dimostrano, ancora una volta,che l'Iran è un Grande Paese democratico. Con una intensità e partecipazione al voto sconosciute in occidente. Basta con le sanzioni al pacifico Iran, sviluppiamo piuttosto più intensi rapporti commerciali, la nostra zoppicante economia non potrà che giovarsene.