«Israele ci attaccherà e lo annienteremo»

Teheran La guerra di Israele contro l'Iran «finirà per arrivare»: lo ha dichiarato il generale Mohammed Ali Jafari, comandante dei Guardiani della Rivoluzione, aggiungendo che il suo Paese è pronto a questo scontro e sarà capace di distruggere lo Stato ebraico. «La guerra finirà per arrivare ma non è certo quando e dove avrà luogo», ha commentato l'alto ufficiale iraniano. È la prima volta che un alto responsabile iraniano riconosce la possibilità di un conflitto armato con Israele, suo nemico giurato. «Questo tumore canceroso qual è Israele sta cercando di lanciare una guerra contro di noi. Ma non sa cosa produrrà. Gli israeliani considerano ormai la guerra come il solo modo di affrontarci», ha aggiunto il generale Jafari. Il leader dei Pasdaran, in ogni caso, si è detto certo che se Israele comincerà un conflitto contro l'Iran, questo «li porterà alla distruzione». «Tutto il mondo sa che gli israeliani non saranno in grado di far fronte alla potenza della Repubblica islamica», ha concluso in tono di sfida Jafari.

Commenti

alberto_his

Dom, 23/09/2012 - 11:14

I venti di guerra soffiano sempre più forti nell'instabile area mediorientale. L'aggressione israeliana al pacifico Iran inizia a essere più che una delle infinite possibilità dell'universo quantistico. Nelle dichiarazion di MAJ c'è sicuramente molta propaganda ma, come già scritto in un precedente commento, se l'Iran possedesse realmente sistemi di difesa basati sulla tecnologia Keshe sarebbe in grado di annullare gli attacchi esterni. Il conflitto non sarà presumibilmente basato su armi convenzionali e rischia di coinvolgere, oltre che le superpotenze globali in una guerra tecnologica e climatica senza precedenti, anche gli stati confinanti del Medio Oriente e quelli del Nord Africa. Israele non ne uscirebbe certo indenne, e spero che questa valutazione venga tenuta nel dovuto conto a Tel Aviv.

Raoul Pontalti

Dom, 23/09/2012 - 15:30

Molta propaganda naturalmente nelle dichiarazioni di Jafari: l'Iran non è certo in grado di produrre seri danni all'apparato militare israeliano e sarà bravo se riuscirà ad abbattere qualche aereo, ma se l'attacco israeliano sarà esclusivamente o prevalente mente missilistico non ci sarà nulla da fare. La risposta iraniana potrà solo fare vittime civili su obiettivi "facili" da raggiungere con i missili come le città. Più consistente invece la possibilità dell'Iran di chiudere lo stretto di Hormuz con tutto quel che ne consegue (intervento USA, etc.). Il fatto che si scambino frasi bellicose gli antagonisti farebbe deporre per la validità del proverbio "can che abbaia non morde" ma ricordiamoci del detto "tanto tuonò che piovve"...

Ritratto di stock47

stock47

Dom, 23/09/2012 - 18:10

L'attacco ad Israele l'Iran l'ha già compiuto, annunciando numerose volte minacce di distruzione di tale nazione. Ora, non si fanno simili minacce ad una nazione che si fa gli affari suoi a casa sua, senza infastidire minimamente l'Iran, oltre che le nazioni sue confinanti. Nessuna nazione si permette di farlo ad un'altra nazione in maniera così aperta. Aggiungendo alle minacce anche l'aiuto militare in armi che passano di nascosto alle nazioni e organizzazioni nemiche di Israele, oltre al suo programma nucleare uscito dall'ambito dei puri usi civili a cui era destinato, mentendo per questo al Mondo e all'organizzazione mondiale che controlla l'attività nucleare delle nazioni aderenti, cioè l'AIEA, risulta evidente l'aggressione IN ATTO dell'Iran ad Israele. Sono fortunati, gli iraniani, che alla presidenza USA ci sia un islamico come Obama altrimenti sarebbero stati gli stessi USA a colpire le loro centrali nucleari fuori norma internazionale. Israele farebbe solo che bene se le colpisse contro gli stessi desiderata USA. Non si può attendere che il "mostro" sia pronto, meglio colpirlo prima, sarebbe una pura azione di difesa e non di aggressione. In quanto alle minacce iraniane, se desiderano diventare dei martiri si facciano pure avanti, l'occidente non starà a guardare inerte la distruzione d'Israele, ammesso che Israele glie lo permetta, cosa di cui dubito fortemente. Questa volta non ci saranno più guanti di velluto, in una reazione occidentale o israeliana.

giovannibid

Dom, 23/09/2012 - 18:31

io se fossi questo pseudo generale sarei più cauto nell'esprimere giudizi su una guerra, Forse lui non ne ha passata una vera se non assassinare i giovani inermi nelle piazze. Israele sta calmo solo perché la comunità internazionale preme sulla sua diplomazia. Ma se li lasciano liberi di fare gli ebrei non temono nessuno tanto meno quattro cenciosi che non sanno neanche marciare.

Raoul Pontalti

Dom, 23/09/2012 - 20:01

bastone del morto che parla (Stock 47) Non so quanti anni Tu abbia ma non credo che Tu sia così giovane da non poter ricordare che ben prima dell'ascesa al potere di Ahmadinejad Israele minacciava l'Iran, Io conservo tuttora una copia della guida turistica dell'Iran edita nel 2003 per le edizioni Lonely Planet (australiana) che riportava il consiglio di visitare un sito archeologico vicino a Busher prima che gli Israeliani lo distruggessero a motivo della vicina costruenda (allora) centrale nucleare (oggi regolarmente in funzione).. Io seguii il consiglio e vidi Busher, il sito archeologico e la centrale nucleare in fase di ultimazione. Al tempo dell'edizione della guida citata non governava Ahmadinejad ma il mite Khatami (un ayatollah filosofo che sedette accanto al presidente israeliano Moshe Katsav ai funerali di papa Wojtyla e gli strinse le mani e parlò a lungo come lo stesso Katsav, di origine persiana, riferì in seguito). Ciò dimostra che Israele non sopporta semplicemente che le nazioni mediorientali posseggano l'energia nucleare: a riprova basti citare gli attacchi distruttivi alle centrali nucleari irakena di Osirak (costruita dai Francesi nel 1972) nel 1981 e siriana di al Kibar nel 2007 (che in realtà aveva forse solo un reattore nucleare nord-coreano non entrato in funzione). Sul mentire all'AIEA: l'Iran è membro dell'AIEA (a differenza di Israele che conseguentemente non consente controlli della stessa sulle proprie installazioni nucleari) e ha sempre consentito le ispezioni, ultimamente anche a carico di un sito militare su richiesta USA che voleva solo ficcanasare ben sapendo che proprio lì non c'era nulla di nucleare. Di più gòi iraniani, provocatoriamente in qualche caso, continuano ad annunciare nuove installazioni di centrifughe per l'arricchimento dell'uranio anche al 40% (che non serve per le centrali termoelettriche nucleari ma per altri scopi civili come la ricerca medica) e molte le hanno anche mostrate al mondo. La verità è che taluno pretenderebbe di dire cosa l'Iran può o non può fare e ha anche unilateralmente (gli USA) stabilito che l'Iran, a differenza di qualsiasi altro paese, non può né produrre né soprattutto acquistare uranio arricchito al 40%.. Infine non dovrebbe essere troppo difficile rilevare come Israele continui a minacciare di attaccare l'Iran, mentre l'Iran si limita a dire che darebbe risposta adeguata all'attacco israeliano (cosa di cui c'è da dubitare per ragioni tecnico-pratiche) e non ha mai minacciato di attaccare per primo.

Raoul Pontalti

Lun, 24/09/2012 - 02:00

giovannibid Tu come molti commentatori anti iraniani condizionati dalla propaganda yankee parli senza cognizione di causa di un paese di cui a stento sai trovare la localizzazione sulla carta geografica. Proprio i Pasdaran salvarono l'Iran nella guerra scatenata da Saddam nel settembre del 1980 e che si protrasse fino all'agosto del 1988. Fu una guerra che costò all'Iran quasi un milione di morti e combattuta prevalentemente dai volontari dei Pasdaran, molti dei quali giovanissimi, a motivo del fatto che l'esercito regolare, i cui ufficiali erano in gran parte legati allo Sha deposto solo un anno prima dello scoppio del conflitto, era stato decapitato nei quadri e stentava a reagire in modo adeguato all'aggressione. I ragazzi dei Pasdaran giunsero a sacrificarsi marciando in file compatte sui campi minati predisposti dagli irakeni per aprire la via ai propri fratelli maggiori che così poterono riconquistare il terreno perduto. Molti Pasdraan morirono asfissiati dai gas che Saddam impiegò contro di loro senza che alcuno in Occidente avesse levato voce di dissenso. Gli Iraniani combattevano in netta inferiorità di armamento: non ricevevano da anni ricambi per i loro aerei e per i loro mezzi corazzati e per i missili, mentre Saddam era finanziato dai ricchi paesi arabi del petrolio e rifornito di armi moderne dagli USA, dall'Europa, dall'URSS e dall'allora ancora esistente Patto di Varsavia. L'Iran fu salvato dalla sconfitta e dal collasso della neonata rivoluzione khomeinista proprio dal valore dei Pasdaran che mostrarono la loro vocazione al martirio nel più puro stile della religione sciita. Certamente il loro indiscusso valore in combattimento non varrebbe nulla in un conflitto con Israele perché tale conflitto si svolgerebbe senza contatto delle truppe terrestri, ma solo mediante missili e aerei. Gli Iraniani non possiedono alcun aereo intercettore moderno, ma solo alcuni aerei, di propria produzione, per l'attacco al suolo. Di questi aerei, dalle prestazioni assolute molto modeste per quanto se ne sa (ma la loro caratteristica è la capacita stealth che sarebbe elevata e l'impiego previsto sarebbe oltre che per l'attacco al suolo anche per l'appoggio alle unità navali per la chiusura dello stretto di Hormuz e il controllo del Golfo Persico) e dalla scarsa autonomia non è ovviamente previsto un utilizzo a lungo raggio verso Israele e nemmeno l'impiego come intercettori. I Pasdaran posseggono però missili che potrebbero essere impiegati contro Israele in significato di rappresaglia, mentre contro l'attacco aereo o missilistico che sia attuato da Israele l'Iran non ha praticamente difesa. Concludendo: i Pasdaran ultracinquantenni hanno tutti combattuto e con onore contro l'Iraq e quindi è disonesto irriderli ed è anche stupido, gli USA stessi li temono e si guardano bene dall'avviare conflitti che potrebbero portare allo scontro diretto con essi (ad es. nel confinante Afghanistan...).