Lettera al veleno per Obama: "Non denunci l'ingiustizia"

Come dopo l'11 settembre 2001, partono missive ai politici con sostanze tossiche e una raggiunge la Casa Bianca. Svolta nelle indagini: un sospetto individuato

Una lettera contenente veleno al presidente Obama, altre quattro indirizzate a senatori che si erano distinti per determinazione nella campagna politica per la limitazione delle armi in America. Uno strano personaggio, poi definito dalla polizia uno squilibrato, fermato a Washington vicino al Congresso con lettere sospette in uno zainetto. Una parte dell'edificio del Senato evacuata dopo la scoperta di due pacchi sospetti, poi rivelatisi innocui. Settantasette falsi allarmi a New York in 24 ore. Un allarme-bomba con evacuazione della Corte federale del Massachusetts. Il dopo-Boston vira verso la psicosi e il caos, anche se nelle stesse ore il lavoro degli investigatori ha prodotto «importanti passi avanti» nelle indagini sull'attentato di lunedì alla maratona: un sospetto è già stato identificato e forse arrestato.
È confermato che la missiva indirizzata a Barack Obama conteneva tracce di ricina, il micidiale veleno di origine vegetale storicamente utilizzato dal Kgb sovietico (che nel 1978 lo usò a Londra per uccidere un dissidente bulgaro) e da vari gruppi terroristici anche islamici. La stessa sostanza che è stata rinvenuta nella lettera spedita, come quella a Obama, da una località vicino a Memphis, nel Tennessee, a un senatore, il repubblicano Roger Wicker, conosciuto soprattutto per aver disatteso le indicazioni del suo partito e votato contro l'ostruzionismo deciso per ostacolare la riforma anti-armi voluta dalla Casa Bianca. Gli altri tre senatori destinatario di lettere sospette sono il democratico Carl Levin, presidente della Commissione Difesa, Richard Shelby e Jeff Flake.
L'Fbi tende a escludere un collegamento diretto tra i fatti di Boston e le lettere alla ricina, anche se un nesso logico potrebbe in effetti sussistere. Viene ritenuto più plausibile un effetto emulazione, che avrebbe spinto persone eccitabili a svolgere un ruolo «da terrorista in prima pagina». Lo confermerebbe il contenuto delle due lettere a Obama e Wicker, che tra l'altro è identico: una singola frase che dice «vedere un'ingiustizia e non denunciarla è come diventare un complice silente che ne consente il ripetersi», firmata con un «sono KC e approvo questo messaggio», frase che fa il verso agli interventi dei candidati negli spot elettorali. Le missive al veleno inviate dopo l'attentato a Boston ricordano molto quelle all'antrace accertate dopo gli attentati dell'11 settembre 2001. Più volte, dopo gli attacchi alle Torri Gemelle e al Pentagono, furono utilizzate endospore negli attacchi batteriologici. Lettere con antrace furono recapitate a parlamentari, giornalisti e ad altre persone. Cinque persone morirono e 17 si ammalarono. L'unico responsabile degli attacchi fu considerato allora l'esperto di bioterrorismo Bruce Edwards Ivins, che si suicidò nel 2009.
Quanto alle indagini, l'Fbi sottolinea l'importanza del riserbo ma fonti vicine alla polizia fanno trapelare che un sospetto sarebbe stato individuato: si tratterebbe di un uomo (di pelle scura o chiara, secondo due diverse fonti) ripreso con un borsone nero dalle telecamere di un negozio nei pressi del punto dell'attentato poco prima dell'esplosione del secondo ordigno, dopo aver deposto quello che sembra un pacco.