Londra, culla dei Paperoni. Ma sono quasi tutti stranieri

La metropoli è la capitale mondiale dei super-ricchi: ne ha 72 contro i 48 di Mosca e i 43 di New York. Tra i miliardari svettano russi e indiani

Londra - Londra eletta patria preferita dei miliardari. Secondo la classifica pubblicata ieri dal Sunday Times, la capitale britannica non ha mai avuto così tanti super ricchi tutti in una volta. Sono 72 per l'esattezza, contro i 48 di Mosca, i 43 di New York, i 42 di San Francisco, i 38 di Los Angeles e i 34 di Honk Kong. Un record assoluto che va letto insieme a un altro record e cioè al fatto che in Gran Bretagna vivono 104 miliardari, vale a dire che questo Paese ha più super ricchi pro-capite che ogni altro luogo della Terra. In soldoni una ricchezza che equivale a 301.133 miliardi, cifre da capogiro e per giunta in crescita se si pensa che solo un anno fa i miliardari erano 88 e i miliardi totali 245.664 e che nel 2004 i Paperoni in Gran Bretagna erano appena trenta. A far di conto viene il mal di testa, ma i risultati mostrano che la recessione nel Regno Unito è ormai un ricordo - come hanno peraltro fatto riscontrare nei giorni scorsi le statistiche ufficiali - anzi la ricchezza totale ha superato perfino i livelli degli anni precedenti alla crisi.

Tra i primi classificati poche sorprese, a farla da padroni sono indiani e oligarchi russi. A guidare la classifica, proprio due londinesi, i fratelli di origine indiana Sri e Gopi Hindujia, titolari di un patrimonio di 11.9 miliardi, oltre un miliardo in più rispetto lo scorso anno. I due gestiscono l'azienda di famiglia Hinduja Group che ha interessi in petrolio, case automobilistiche, istituti bancari, società immobiliari e nei media. La coppia ha rubato la scena all'oligarca Alisher Usmanov, sceso al secondo posto. Cittadino russo nato in Uzbekistan, ha visto la sua fortuna diminuire di un paio di miliardi a causa della crisi tra Russia e Ucraina. Ancora un indiano al terzo posto, si tratta di Lakshmi Mittal, imprenditore con residenza a Londra che vanta un patrimonio di una decina di miliardi in crescita costante. È invece nato a Odessa il quinto miliardario, Len Blavatnik, imprenditore americano di origini ucraine che ha scelto Londra come residenza. E sorpresa, al quinto posto c'è un italiano, Ernesto Bertarelli che insieme alla moglie Kirsty può contare su una fortuna di 9.75 miliardi. Nato a Roma nel 1965, è imprenditore italiano naturalizzato svizzero, già presente nelle autorevoli liste dei più ricchi del mondo. Noto al grande pubblico più per il Team Alinghi e la sua passione per la vela che per essere il presidente della Bertarelli Biotech Company, Bertarelli ha sposato nel 2000 la cantante ed ex Miss Regno Unito Kirsty con cui ha avuto tre figli.
Al nono posto troviamo il solito Roman Abramovich, l'oligarca russo patron del Chelsea il cui patrimonio eguaglia quello del detentore del decimo posto, il Duca di Westminster, potentissimo costruttore britannico e fondatore del Grosvenor Group nonché uno dei maggiori proprietari terrieri del Paese. Soltanto al ventiquattresimo posto, ma ancora in ottima salute finanziaria, Sir Richard Branson e famiglia, il biondo imprenditore britannico fondatore del Virgin Group. Tra le nuove entrate si fanno notare Sir Cameron Mackintosh, produttore teatrale che nell'ultimo anno ha visto crescere il patrimonio personale di 175 milioni di sterline, il fondatore della catena di outlet The Range, Chris Dawson e John Hunt, fondatore del gruppo immobiliare Foxtons.

Tra i fattori che hanno determinato l'ascesa dei super-ricchi c'è l'impennata del valore degli immobili di lusso, ma la pubblicazione della lista dei nomi non ha mancato di riportare a galla vecchie discussioni come quella legata all'aumento delle tasse da imporre a questi residenti. Una misura che è stata presa e criticata poiché si temeva che molti investitori avrebbero abbandonato il Paese, cosa che -fa notare il corrispondente finanziario della Bbc, Andrew Verity- a leggere la lista del Sunday Times, non si è verificata. Ci sono infatti molti fattori ad attrarre i ricchi, come racconta Philip Beresford, che ha redatto l'elenco: «Una certa cultura, l'ancora ottimo regime fiscale, gli eccellenti servizi finanziari, la certezza di una buona educazione per i figli».

Commenti

glasnost

Lun, 12/05/2014 - 19:31

Bene! i ricchi vanno a Londra ed è giusto proprio per i motivi c he dice Beresford ed ai quali aggiungerei anche la civiltà dell'ambiente umano. Ed è altrettanto evidente che l' Italia sarà il paese giusto per gli extracomunitari, i sinistri, i poveretti tassati a dismisura e la Chiesa Cattolica.

Ritratto di thunder

thunder

Ven, 06/02/2015 - 10:55

Noi siamo ancora agli inciuci e alle coop.Congratulations italiotens.