Londra, un giudice vieta il velo islamico in aula

Secondo il magistrato è "cruciale" per la giuria vedere in faccia l'imputato. Ma è polemica

L'ultima scintilla la fa esplodere il giudice di una corte londinese, con un ordine perentorio, che costituisce precedente, a una cittadina britannica convertita all'islam: Rebekah Dawson, 22 anni, avvolta in un niqab nero che le copre completamente viso e corpo, lasciandole scoperti solo gli occhi, dovrà togliere il velo integrale quando le toccherà testimoniare nel corso di un processo dove è imputata per intimidazione.
Sembrava impensabile nella Gran Bretagna multicult, madre di un'immigrazione basata sull'integrazione più che sull'assimilazione, sul rispetto e la difesa delle differenze etniche e religiose piuttosto che sulla determinazione a far abbracciare agli immigrati valori e tradizioni locali. Eppure sta accadendo anche qui, a Londra, come già avvenuto nella vicina Parigi, che con una legge fermamente voluta da Nicolas Sarkozy mise al bando nei luoghi pubblici - era il 2011 - i simboli religiosi, come burqa e niqab, che nascondono l'identità delle persone. Il velo islamico entra nel dibattito nazionale, la discussione sulla sua possibile messa al bando nelle scuole, nei tribunali o nei luoghi pubblici non suona più come una bestemmia nella patria del politically correct, nel Paese la cui politica delle «porte aperte» ha contribuito a regalare al Labour una storica tripletta elettorale prima dell'avvento della coalizione Tory-LibDem.
Da ieri Rebekah Dawson è il simbolo di un braccio di ferro che da giorni infiamma il Regno Unito, casa di quasi tre milioni di musulmani, più numerosi qui che in Libano (come ricorda uno studio Pew Research), terza comunità in Europa dopo quella tedesca e francese. «Il processo accusatorio richiede apertura e comunicazione e sono fermamente convinto che il niqab intralci entrambe», ha dichiarato in aula, dal tribunale londinese di Blackfriars, il giudice Peter Murphy. È «cruciale» per la giuria poter vedere il viso dell'imputata mentre sta testimoniando, ha aggiunto il giudice dopo aver ottenuto il riconoscimento della giovane grazie all'intercessione di una poliziotta che ne aveva visto il volto al momento dell'arresto. Il magistrato, dopo aver concesso alla ragazza di indossare il velo integrale durante il resto del processo, deposizioni a parte, ha auspicato che «il Parlamento o una corte più alta possano fornire al più presto una risposta definitiva» sul tema.
Sull'argomento, in realtà, lo scontro si è appena aperto. A scatenarlo era stato un altro caso, quello di una scuola superiore di Birmingham, città del nord dell'Inghilterra a fortissima immigrazione islamica, dove la scorsa settimana era stato vietato alle studentesse di indossare il velo per motivi di sicurezza, per ottenere cioè il riconoscimento degli studenti, che nel Regno Unito subiscono stretti controlli prima dell'ingresso in aula. Una petizione on-line, a cui hanno aderito quasi novemila persone in circa 48 ore, ha costretto poi l'istituto a fare marcia indietro, per evitare l'accusa conclamata di «islamofobia». La cosa non è stata gradita dalla parlamentare conservatrice Sarah Wollaston, che ha chiesto invece di estendere il divieto a tutte le scuole britanniche, perché «il velo integrale rende le donne invisibili». Il caso di Birmingham e l'uscita della deputata Tory hanno tirato per la giacchetta il premier e il suo vice, costringendoli a intervenire sull'argomento, mentre anche il sottosegretario agli Interni Jeremy Browne, liberaldemocratico, chiamava i colleghi all'apertura di un dibattito nazionale.
Con destrezza David Cameron, che aveva da subito difeso il divieto al velo imposto a Birmingham, ha fatto sapere, dopo la marcia indietro dell'istituto, che «supporta il diritto delle scuole» di decidere sui regolamenti interni e sulle uniformi da far indossare ai propri studenti ma che non sarebbe contrario a un divieto, se volesse la scuola e se fosse anche la scuola dei suoi figli. La battaglia sul velo è appena cominciata.

Commenti

lamwolf

Mar, 17/09/2013 - 09:23

Se lo impone la regola ha fatto bene. Chi viene in occidente deve adeguarsi ai paesi ospitanti altrimenti può restare dove era punto

umberto nordio

Mar, 17/09/2013 - 09:24

Decisione sacrosanta! Sono gli stranieri a doversi adeguare alle leggi del paese che li ospita. Ogni deviazione è segno di sudditanza servile.

Ritratto di ilvillacastellano

ilvillacastellano

Mar, 17/09/2013 - 09:25

Inventate ad hoc da chi sappiamo per limitare la libertà di giudizio ed anche quella personale, quindi antidemocratiche, restano pur sempre delle parole ridicole quelle come "privacy", "omofobia" ed altre. Oggi se ne aggiunge un'altra, come "islamofobia", fors'ancora più ridicola.

Ritratto di marforio

marforio

Mar, 17/09/2013 - 09:46

Quando le leggi o le regole di un paese non sono rispettate , rimandate al paesello sta massa di cultura.Bastano e avanzano gli ignoranti locali.

Ritratto di rapax

rapax

Mar, 17/09/2013 - 10:03

gli imbecilli occidentali prima li hanno fatti entrare in massa, milioni e milioni, creando vere e proprie enclavi islamiche se non "paesi" all'interno dei propri confini, adesso che si cerca di far rispettare la legge questa massa enorme di islamici farà valere la propria voce anche con la violenza, e l'occidente governato da idioti lobotomizzati..continua a farne entrare...

Ritratto di afrikakorps

afrikakorps

Mar, 17/09/2013 - 10:24

Premesso che a me il velo sula faccia non è simpatico, il considerare il velo un problema vale tanto quanto cosiderare un seno al vento come un oltraggio al pudore: è un fattore puramente culturale

Hannes

Mar, 17/09/2013 - 10:37

Se non altro in Inghilterra qualcuno ha gli attributi per far rispettare le regole... in Italia il giudice avrebbe costretto tutte le donne presenti a mettersi il niqab per non urtare la sensibilità dell'imputata.

occhiotv

Mar, 17/09/2013 - 10:57

Ma è giustissimo. Speriamo che possa avvenire anche in Italia, altrimenti perchè noi abbiamo l'obbligo di essere sempre ben ricono scibili e questi no? Lo facciano tranquillamente nel loro paese, qua si devono adeguare alle nostre leggi.Vorrei vedere cosa accadrebbe in casa loro se due turisti italiani gay, si baciassero per strada, li impiccherebbero.

Ritratto di ohm

ohm

Mar, 17/09/2013 - 11:01

Pensate cosa accadrebbe se una religione obbliga ad andare in giro e anche in tribunale a seno nudo! Il giudice l'avrebbe vietato ? E' ovvio che se io parlo con una persona e, a maggior ragione essendo un testimone, devo poterlo guardare in faccia perchè devo assicurarmi che è la persona preposta oltre ad una questione di educazione reciproca!

Ritratto di marco piccardi

marco piccardi

Mar, 17/09/2013 - 11:17

questi sono problem degli inglesi. pensiamo piuttosto a casa nostra.

Ritratto di ASPIDE 007

ASPIDE 007

Mar, 17/09/2013 - 11:19

...I governanti occidentali hanno mente e vista più corti del naso. Oggi fanno a gara a chi più si manifesta benevole nei confronti degli extracomunitari in genere ma, quando capiranno sarà troppo tardi, non solo per loro, ma per tutti, purtroppo.

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Mar, 17/09/2013 - 11:22

L'occidente si è arreso al fanatismo ed ha abdicato al buon senso. Prima ancora che al rispetto delle proprie leggi.

linoalo1

Mar, 17/09/2013 - 11:29

Speriamo che tutti i Paesi Occidentali si adeguino!Deve essere una legge per tutti gli immigrati:adeguarsi alle leggi ed agli usi e costumi di chi ti ospita!Non solo!Imparare la lingua del posto!Altrimenti se ne stiano a casa loro!Lino.

moshe

Mar, 17/09/2013 - 11:32

Se l'Europa non si risolleva dal lassismo nei confronti dell'invasione extracomunitaria, sarà ridotta ad un paese indecente, invivibile e sotto il dominio islamico. Naturalmente, l'Italia in primis.

Roberto Casnati

Mar, 17/09/2013 - 11:53

Meno male che, in qualche paese, i magistrati hanno ancora le palle!

chicca2212

Mar, 17/09/2013 - 11:53

Personalmente credo che imporre alla donna in questione di togliersi il velo non sia corretto per due ragioni : prima di tutto perché si "calpesta" un suo diritto in quanto la libertà religiosa è un valore che va rispettato, in secondo luogo perché il mezzo di prova riconducibile alla testimonianza si basa sul verbo "audire" (audizione dei testimoni) e non credo che sia rilevante osservare la mimica facciale del testimone quando è sufficiente ascoltarlo.

maurizio50

Mar, 17/09/2013 - 12:04

Questa è la differenza tra un paese civile, che fa rispettare a chiunque le proprie leggi, ed un paese di cacasotto quale purtroppo siamo noi! Un nostro giudice si sarebbe inventato chissà quale motivazione di ordine morale-civile-religioso per consentire alla talebana di mantenere il velo anche in Tribunale. E continuiamo a farci pigliare per il c... da tutti i talebani, anche daq quelli Italiani!!!

gneo58

Mar, 17/09/2013 - 12:15

a me, in un ufficio postale in attesa di fare un'operazione, hanno imposto di togliermi il casco "jet" (quindi il viso si vedeva - poi esco e vedo anche gente col burqa - per chi non ci crede che giri gente cosi' venite a farvi un giro nei vicoli di Genova.

paolodb

Mar, 17/09/2013 - 12:29

@afrikakorps: no, perché qui parliamo di legge, non di morale.

a.zoin

Mar, 17/09/2013 - 12:43

Questo VETO, dovrebbe essere per tutta l`Unione Europea. Non è che da domani si comincia VIETARE TUTTI I CIBI BASATI SU CARNE DI MAIALE !!! In Europa ci sono ,leggi e regole ,che VALGONO PER TUTTI. CHI VIENE IN EUROPA, CHE SI ADDEGUI , oppure resti al suo paese.

liibalaaba

Mar, 17/09/2013 - 12:47

A me quello che fa incazzare, è il fatto che quando le nostre donne vanno nei loro paesi fetenti e luridi,devono indossare obbligatoriamente il velo;noi non possiamo vietare alle loro donne di indossarlo. A questo punto si deve agire di forza,visto che abbiamo a che fare con fanatici,ignoranti e schizzati religiosi. Si fa una legge "catenaccio" che recita: "O ti adegui alle nostre regole,in quanto sei nostro ospite,o te ne vai affanculo. E se manco così ti va bene ti sbatto dentro e butto via la chiave,punto e basta".

Ritratto di venividi

venividi

Mar, 17/09/2013 - 13:09

La vogliamo capire che il velo (niqab o altri simili) non risale alla nascita dell'islam, ma è un'usanza vecchia di millenni che gli arabi, noti misogini, hanno fatto propria, la scusa religiosa è falsa. FALSA. FALSA.

berserker2

Mar, 17/09/2013 - 13:52

@chicca..... ma te sei seria mentre scrivi queste ovvietà buoniste e ridicole, o sotto sotto il velo (che tuo marito islamico ti ha imposto pena essere corcata, e che sposti appena appena solo per omaggiarlo con un pompino....) un sorrisetto increspa il tuo labbruccio appena appena scurito dai peletti che non riesci a eradicare del tutto (ma tanto a tuo marito sottanato piacciono tanto, donna baffuta sempre piaciuta....) Ciao chicchè.

Raoul Pontalti

Mar, 17/09/2013 - 14:05

"chi viene in occidente deve adeguarsi ai paesi ospitanti altrimenti può restare dove era"; "O ti adegui alle nostre regole,in quanto sei nostro ospite,o te ne vai affanculo": commenti di bananas in carattere allo stesso tempo di comportamento stereotipato e di riflesso pavloviano. Velo (non importa quale, potrebbe anche essere quello di una suora...) significa islam e islam significa arabi (anche se in realtà si tratti di turchi, di persiani, di indonesiani o persino di europei)e gli arabi sono brutti, sporchi e cattivi... Scatta quindi inesorabile in certi cervelli infantili il riflesso pavloviano che si prolunga nei gesti stereotipati. Il riflesso pavloviano non è pre-potente come quello in risposta al dolore, ma se c'è di mezzo l'islam il riflesso dei bananas corrisponde alla definizione di Sherrington per il riflesso del dolore. Tale riflesso prevale su tutti gli altri e porta ad automatismi incoercibili. Non si accorgono pertanto i bananas che la signorina di cui all'articolo non è araba, non viene dall'oriente, non è comunque entrata in occidente per cui, non rispettando le angliche leggi, se ne dovrebbe tornare là da dove non è mai venuta. La signorina de qua porta anglicissimo nome di evidente origine cristiana ed è suddita di sua maestà britannica per nascita e non per naturalizzazione, solo che si è convertita all'islam e allora la si potrebbe dire apostata. Sul velo che la predetta indossa in tribunale: se è quello della foto è un niqab o equivalente CHE NON E' ISLAMICO, NON COSTITUENDO ELEMENTO DELL'ABBIGLIAMENTO HEJAB CONFORME ALLA RELIGIONE ISLAMICA. Il niqab, coma il burqa, non è imposto dalla religione islamica e la maggior parte dei teologi islamici lo considera illegittimo. Nell'ordinanza di divieto di indossare quel velo il giudice britannico non compie alcuna compressione dei diritti religiosi e ripristina il rispetto di una norma che vige anche nei paesi islamici e che impone che il testimone sia riconoscibile. Per quello che parla del velo delle suore: tale velo corrisponde al velo hejab non al burqa o al niqab.

paolonardi

Mar, 17/09/2013 - 14:13

@chicca2212. Non ha importanza vedere le espressioni del volto di chi testimonia, l'importante e' essere sicuri che il testimone sia chi dovrebbe essere e non un'altra per evitare testimonianze addomesticate. Non visito paesi con teocrazie islamiche per non sottoporre mia moglie all'onta di dover indossare veli più o meno integrali; dov'è la sua libertà? Perché a questi cenciosi deve essere concesso tutto mentre a noi, nei loro paesi, non e' concesso alcunché?

Ritratto di marforio

marforio

Mar, 17/09/2013 - 14:19

Liibalaaba-E no , io non ci sto , buttare la chiave significa spreco die nostri contributi.Io come alternativa li butterei a mare. Se sanno nuotare non cé piu problema.

herbavoliox

Mar, 17/09/2013 - 14:22

Come aveva ragione Oriana Fallaci. Si sta verificando tutto quanto ha scritto. E noi restiamo a guardare senza muovere un dito.

angelomaria

Mar, 17/09/2013 - 14:30

non scordiamo che gli attentatori ha kingcross scapparono dsll'inghilterra vestiti da donne e con la faccia coperta poi la scusa di cultura oh meno non esiste che non si possano identificare un tempo c'era una legge antiterrorismo che no permetteva ha nessuno arabo omeno di andare in giro con faccie coperte diavolo ha loro viva la trasparenza e se non vogliono capire che gli venga imposto vari paesi eu l'hanno gia passata come leggge belgio francia credo anche dsnimarca e svezia sarebbe ora che anche in ITALIA si prendessero decisioni ha proposito ma c'e qualcuno che no ha le scusate palle per farlo

guidode.zolt

Mar, 17/09/2013 - 14:52

Sequestrate le "h" ad Angelomaria in nome dell'Italica favella!

guidode.zolt

Mar, 17/09/2013 - 14:54

Dev'essere un sistema per farsi condannare in contumacia pur presenziando all'udienza!

Ritratto di bobirons

bobirons

Mar, 17/09/2013 - 15:20

Quando una coppia di nostri carissimi amici, stranieri ed islamici, c'invitò ad andare a trovarli nella loro Patria, la Signora informò mia moglie che, quando la, avrebbe dovuto coprirsi i capelli con il velo, portare pantaloni ed una gonna o soprabito lungo fino alle caviglie, così come imponevano le regole locali. Quindi quando noi andiamo la dobbiamo adeguarci alle loro regole, e fin qui niente di strano, ma quando loro sono qui dobbiamo sopportare le loro regole anche se in contrasto con le nostre. Mi sembra una "par condizio" alla scalfaro, roba da prepotenti.

Raoul Pontalti

Mar, 17/09/2013 - 15:35

A quelli che l'Oriana aveva ragione. Non solo non aveva ragione ma non fu nemmeno originale sulle tesi che tanto piacciono ai bananas. La scemenza autentica dell'Eurabia non l'ha inventata l'Oriana, che si limitò a importarla per i beoti italiani, ma la scrittrice ebreo-egiziana poi naturalizzata britannica Gisele Littman nota con lo pseudonimo di Bat Ye'or la quale strologò anche sulla dhimmitudine (concetto evanescente preso in prestito e distorto da un'affermazione retorica e polemica relativa al contesto libanese e risalente agli anni 80) e sul jihad di cui non aveva capito nulla. Che l'Eurabia sia una scemenza appare ictu oculi evidente se solo si guardi al di là dell'orto italiano e si consideri l'Europa (cosa che dovrebbe essere ovvia posto che si parla di Eurabia e non di Itarabia) dove gli islamici sono in maggioranza appartenenti ad etnie diverse da quelle arabe (invero rare queste) e arabizzate (maghrebini), come i Turchi, i Pakistani, gli Indonesiani, cui aggiungere Indiani musulmani, Bengali, Somali, Persiani, Turcomanni, etc, etc. etc. ed infine gli europei islamici, siano essi Albanesi, Bosniaci, etc. o Italiani, Francesi, Britannici, etc. convertiti. Una boiata pazzesca dunque l'Eurabia direbbe il Fantozzi e con piena ragione.

epesce098

Mar, 17/09/2013 - 15:57

guidode.zolt-angelomaria - Oltre a sequestrargli le "H" bisogna informarlo che nella lingua Italiana esistono anche i segni di punteggiatura.

Ritratto di Dreamer_66

Dreamer_66

Mar, 17/09/2013 - 16:01

Concordo con il magistrato londinese... l'imputato deve sempre essere riconoscibile! Pensate un po' se "il pregiudicato" si presentasse in tribunale col burqa! A finire in galera sarebbe probabilmente il povero Bondi camuffato, disposto a sacrificarsi per il suo idolo!!!

cgf

Mar, 17/09/2013 - 16:30

Considerato che per la giurisprudenza anglosassone le testimonianze e le prove DEBBONO essere riproste in tribunale proprio perché la Corte possa giudicarle valide, l'espressione del viso di chi testimonia è determinante, quindi dovrà togliere il velo integrale quando le toccherà testimoniare nel corso di un processo, in effetti per il prima/dopo il giudice non ha per nulla fatto obiezioni. Ma poi scusate... come si fa a riconoscere qualcuno in tribunale se questi ha il velo adosso? Per la serie mando mia sorella a fare l'esame della patente al posto mio?

maurizio50

Mar, 17/09/2013 - 16:39

A quelli che come tale Raoul Pontalti si ostinano in uno sfoggio demenziale di pseudo cultura sulle differenze tra velo,burka,et similia.Beota sarà Lei, pronto a dar ragione a qualunque clandestino venga a far il prepotente in casa nostra. Tutti gli immigrati , da qualunque paese provengano, devono essere tenuti al rispetto della legge Italiana. Certo per uno pseudo progressista quale è Lei , cresciuto nel culto dell'illegalità, la mancata osservanza delle leggi è una ragione di vita. Questo è il motivo per cui certo Lei è più vicino ai Talebani che agli Italiani..!!

Ritratto di Mario Galaverna

Mario Galaverna

Mar, 17/09/2013 - 16:42

Pontalti, perchè ti danni a voler dimostrare l'impossibile. Le gesta dei tuoi protetti le vediamo giornalmente e sono massacri a gogò. Cosa vuoi dimostrare, che l'Islam non è ciò che dimostra di essere in ogni dove? Chi se ne frega se sono europei ariani, magrebini, turchi, pachistani o altre etnie. A maggior ragione tutto ciò dimostra che anche i convertiti NEOFITI DEVONO combattere il jihad assassino. E non menarla sul SIGNIFICATO TRAVISATO perchè trattasi di miglioramento spirituale, che quelli usano il tritolo e il kalasnikow per MIGLIORARE l'umanità. Per EURABIA s'intende L'ARABIZZAZIONE COATTA e sistematica dell'Europa messa in atto dai nostri governanti traditori e da gente già dhimmi nell'anima.

Raoul Pontalti

Mer, 18/09/2013 - 01:02

A beneficio dei bananas rinnovo qui la mia professione di fede religiosa e politica: sono cattolico tradizionalista e fascista. Una mosca bianca. Ma non sono appunto né islamico (e neppure filoislamico, semplicemente rispetto tutte le fedi e le loro espressioni religiose, trovando peraltro nell'islam in particolare sciita un alleato contro la corruzione morale e la deriva materialista imperante che si traduce nella negazione della famiglia con divorzio facile, PACS et similia, matrimoni omosessuali, aborto, etc., nella negazione dei valori dello spirito obnubilati dall'edonismo, etc.) né progressista, né tantomneo comunista e materialista. Le mie posizioni vi sorprendono o bananas perché non solo ignorate certi filoni del pensiero tradizionalista (rectius: tradizionale) ma soprattutto ignorate in modo abissale cosa siano in realtà le grandi religioni monoteiste diverse dalla cristiana. Vi bevete ogni bubbola propinata dalla propaganda yankee e sionista non rendendovi conto che questa è tesa a giustificare la libido dominandi di USA e IL (e in parte dei loro servi NATO) sui popoli che dispongono di risorse energetiche. Vi bevete avidamente le notizie di stupri in India e Yemen addirittura su bimbe di questi giorni convinti che lì vi sia solo la barbarie ignorando che qui la pedofilia imperversa e in quei paesi invece è pressoché assente (vigendo tra l'altro la pena di morte!) e che in rapporto agli abitanti gli stupri in Europa hanno percentuali da 15 a 30 (e anche oltre in certe nazioni occidentalissime) volte quelle dei paesi mediorientali. Non vi siete neanche accorti che ho dato ragione al giudice londinese in merito al principio giuridico invocato, anche se quel giudice peraltro non ha mostrato le palle come dite voi o bananas, perché persino nella derelitta Italia qualsiasi testimone deve avere il volto scoperto e mantenerlo per tutto il tempo in cui presenzia in aula, mentre secondo l'articolo, espletate le formalità del riconoscimento personale e della deposizione,la testimone ha potuto mantenere il niqab illegittimamente indossato. Per Mario Galaverna: premesso che non ho protetti diversi dai miei animali, Ti faccio rilevare che i massacri si registrano pressoché esclusivamente dove ci sono gli USA o direttamente per mano loro o per reazione alla loro indigesta presenza in terre che a loro non appartengono e in cui si trovano a seguito di introduzione violenta, sia militare che economica. Idem per Israele che continua ad occupare terre non sue e a conculcare i diritti di un popolo che per il diritto internazionale non gli è soggetto. Sul jihad in senso sia storico che teologico è meglio che Tu usi fonti diverse dalla Fallaci, poiché quello che Tu definisci il significato travisato è invece il vero significato di jihad.

guidode.zolt

Mer, 18/09/2013 - 09:19

epesce098 - va ben...ma facciamo prima la "strada", poi ci metteremo i "paracarri"...!

cgf

Mer, 18/09/2013 - 09:39

@Raoul Pontalti qui tutti hanno LETTO che la 'signorina' è una cittadina britannica convertita, ma, a parte che ci sono tantissimi cittadini britannici che nascono in famiglie mussulmane, la smetta di scrivere/pensare per sentito dire e/o perché ha usato google per sapere come si chiama un ponte. Vada lei di persona in un Paese mussulmano e si renderà conto di persona cosa significa islam ed essere mussulmano..... glielo dice uno che ultimamente li visita abbastanza spesso, 2 solo quest'anno. Riguardo al velo delle suore.... anche per questo argomento ha preso un tanto al kg quanto detto dalla Kyenge, anch'essa imboccata da qualcun altro, perché non ha letto anche il seguito? capisco, non ha letto, gli è stato riferito, allora sappia che il velo delle novizie lascia vedere completamente il viso.

Raoul Pontalti

Mer, 18/09/2013 - 12:56

cgf io i paesi islamici li batto da un quarantennio e mi ci reco, salvo talvolta l'inevitabile tragitto via mare, esclusivamente per via terrestre con il mio veicolo (eccezioni nei primi viaggi da studente: treno e autostop) e accompagnato dal cane (prova a viaggiare in un paese islamico con un animale al seguito e scoprirai a quali casini si può andare incontro...) e quindi il Tuo invito provocatorio lascia il tempo che trova. Guarda Tu piuttosto di non fare come quei miei concittadini che si recano anche più volte all'anno a Sharm as-Shaik per crogiolarsi al sole e fare windsurf (e quindi secondo il Tuo metro possono definirsi esperti dell'Egitto) e ignorano che si trovano in un paese con un 10% di cristiani e che vi sono chiese e poi in patria sproloquiano sulla "reciprocità" per la costruzione di moschee. Tu mi chiedi di rendermi conto colà di cosa significhi essere musulmano...io colà mi sono reso conto anche di cosa significhi essere cristiano e pure ebreo (Ti dò una dritta: se resti a secco d'alcool in quei paesi e non trovi spacci che ne siano forniti, cerca gli Ebrei, li trovi in tutte le città del Medio Oriente e del Nordafrica, loro l'alcool lo hanno e anche di ottima qualità, è caro però...NB: non fare questa ricerca in Arabia saudita...), Sul velo delle novizie: lo racconti a me che ho avuto una suora canossiana in famiglia e mia cognata è docente di religione e tutte le femmine della mia famiglia sono state educate dalle suore? Su Google che qui deve intendersi come l'enciclopedia delle servette (Wikipedia): ne farai uso Tu, io solo siti istituzionali e universitari e per sapere qualcosa di puntuale sui personaggi storici ho sullo scaffale ad un metro e mezzo dalla tastiera i 20 volumi dell'enciclopedia biografica universale della Treccani.

Ritratto di Kayleigh

Kayleigh

Mer, 18/09/2013 - 15:41

Concordo in pieno, virgole comprese, con liibalaaba. Certo che potevi scegliere un nick più normale, eh?! :)

Ritratto di Omar El Mukhtar

Omar El Mukhtar

Mar, 21/10/2014 - 00:21

bobirons; perché esistono regole italiche che impongono di andare col culo nudo?