Malaysia, vietato usare "Allah" nella bibbia

Sequestrati 320 copie del libro: la legge vieta l'uso di 35 parole e frasi arabe ai non musulmani

Vietato usare "Allah" nella bibbia in Malaysia. Decine di libri sono stati sequestrati perché riportavano la parola considerata dai musulmani esclusivo dell’Islam.

Ahmad Zaharin Mohamed Saad, neo-nominato direttore del dipartimento per gli affari religiosi islamici dello stato di Selangor, ha imposto alle chiese di obbedire alla legge che vieta ai non musulmani di utilizzare 35 parole e frasi arabe, tra cui, appunto, "Allah" e "nabi" (profeta). Alcuni funzionari del dipartimento, aiutati dalla polizia, hanno quindi sequestrato 320 copie della Bibbia, in lingua malese e iban, e fermato il presidente della "Bible Society of Malaysia" (Società biblica della Malaysia), Lee Min Choon, ed il manager Sinclair Wong, poi rilasciati su cauzione. Il raid, ha subito suscitato l’indignazione della minoranza cristiana. Nel Paese il proselitismo dei musulmani è un reato penale.

Commenti

Raoul Pontalti

Gio, 02/01/2014 - 19:25

Premesso che in Malesia, paese islamico, non è affatto vietato il proselitismo dei musulmani bensì quello dei non musulmani, cristiani compresi, l'iniziativa appare l'alzata d'ingegno del locale dipartimento degli affari religiosi che è peraltro incompetente in materia di cristiani. Nel Selangor, a netta maggioranza musulmana, i cristiani sono una sparuta minoranza, in parte d'importazione, anche interna come mostrano le bibbie nella lingua degli Iban che sono un'etnia del Sarawak. Le bibbie rinvenute e sequestrate nella sede locale della società biblica sono d'importazione, anche quelle scritte in malese, e "pensate" per altri contesti come il citato Sarawak e l'altro Stato federato malese del Sabah dove i cristiani sono numerosi e dove effettivamente vengono usate le contestate parole arabe nella pastorale perché, così assicurano i preti locali, sono meglio intese dal popolino. Sarà, ma a mio sommesso avviso, al di là di stupidi divieti imposti per atti amministrativi locali e non per legge (tanto è vero che sempre nel Selangor quando il locale ministro dell'interno si sognò di censurare un giornale cattolico per i medesimi motivi fu sconfessato dalla magistratura nel 2009), non ravviso l'opportunità di usare termini arabi per definire concetti religiosi quando la lingua araba non è quella dei testi sacri cristiani e non è nemmeno quella del popolo cui l'insegnamento religioso viene rivolto. Ritenere che l'uso della parola araba in luogo di quella locale sia più utile per l'esempio dato dalla religione musulmana colà prevalente a me pare una deminutio maiestatis del Cristo e quindi controproducente e anche blasfemo. Con ciò non voglio certo avere la presunzione di insegnare la pastorale ai sacerdoti che evangelizzano in Malesia, osservo tuttavia che possono crearsi, oltre a inutili attriti con gli islamici in determinati contesti, anche indebite confusioni concettuali, posto che nabi è definito dagli islamici anche Gesù, che per i cristiani è Dio e non profeta.

chiara 2

Gio, 02/01/2014 - 19:28

A me questi sottosviluppati mettono davvero i brividi..altro che Klux klux klan, una setta di demoni sono

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Mario Galaverna

Gio, 02/01/2014 - 19:41

E poi i mona occidentali mi vengono a dire che Allah è Dio in arabo. Adesso che hanno il copyright come chiameremo Dio, Pippo? E i profeti, saranno ancora PROFETI o imbonitori di Pippo.

killkoms

Gio, 02/01/2014 - 22:10

e papa francesco li chiama fratelli islamici!

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stock47

Ven, 03/01/2014 - 01:45

Idiozie e pretese assurde islamiche di dettare ciò che la fede degli altri deve o non deve scrivere. Trovo strano, tuttavia, che si faccia il nome di Allah nella Bibbia, visto che all'epoca l'Allah attuale nemmeno esisteva. Tuttavia i riferimenti sono di quei tempi e il linguaggio era evidentemente di quei luoghi, così come chiamare Dio, Javeh, Allah, ecc. si riferisca ad un essere supremo superiore in tutte le lingue del mondo, seppure non nella stessa figura e caratteristiche di ciascuna fede. Se per dire Dio in Malaysia debbono scrivere Allah non si vede perchè mai non lo debbano scrivere, visto che non si riferisce all'Allah musulmano ma all'Allah cristiano. Appunto, idiozie e pretese da prepotenti dei musulmani, niente di nuovo sotto il sole, salvo il fatto che gli si permetta di continuare ad imperversare, dando fastidio e morti agli altri.

ANTONIO1956

Ven, 03/01/2014 - 08:22

Ma fino a quando dovremo sopportare queste cavolate ?? Questi paese andrebbero isolati...in tutto e per tutto! Che si nutrano del loro Dio e che non rompano i coglioni !!

cgf

Sab, 04/01/2014 - 01:51

legge che vieta ai non musulmani di utilizzare 35 parole e frasi arabe MA ci sono anche SETTE parole che nella bibbia sono OMESSE perché vietate. BTW lei Pontalti in Malesia ci é mai stato? ha mai parlato, non dico come può essere capitato ad altri con un vescovo, ma almeno con un sacerdote locale di queste cose ha mai parlato? mi sa tanto di no. FYI conosco meglio Kuala Lumpur, nonostante sia in continuo cambiamento, che Trento.