Marò, la stampa indiana: "Giudicati secondo legge che prevede pena di morte"

De Mistura: "Aspettiamo la Corte suprema". Giustizia indiana in stallo: ritarda ancora il processo. La Farnesina porterà il caso sul tavolo dei lavori del consiglio Affari esteri dell'Ue

C'è attesa per la decisione del governo indiano sui capi d'accusa con cui verranno processati Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i fucilieri italiani detenuti in India da ormai oltre due anni per la morte di due pescatori. Secondo la stampa indiana, il ministero dell’Interno avrebbe autorizzato l’uso della legge antipirateria (il Sua Act), che prevede fino alla pena di morte, come chiesto dalla polizia speciale che indaga sulla vicenda. Tuttavia, secondo la fonte interpellata dal Times of India, la polizia starebbe aspettando "il verdetto della Corte Suprema" sul ricorso dell’Italia prima di formalizzare le accuse. "Quello che fa fede per noi è ciò che dirà la Corte Suprema e non quello che dicono fonti generiche che appaiono sulla stampa", ha commentato l’inviato del governo Staffan de Mistura. Nel frattempo prova a muoversi l'Italia a Bruxelles: il ministro degli Esteri Emma Bonino porterà il caso sul tavolo dei lavori del consiglio Affari esteri, che vedrà riuniti a Bruxelles i capi delle diplomazie dei 28 Paesi Ue.

Il processo rallenta ancora. In una breve seduta, durata appena una decina di minuti, la Corte suprema ha, infatti, chiesto al governo di Nuova Delhi di trovare una soluzione entro due settimane in modo da "riconciliare il conflitto di opinione all’interno dell’amministrazione". Quindi, hanno rinviato l’udienza al 3 febbraio. "Lo scorso gennaio la Corte Suprema aveva ordinato la costituzione di un tribunale speciale che doveva riunirsi su base quotidiana, ma dopo un anno non sono stati neppure presentati i capi di imputazione". Nell’illustrare il ricorso davanti al tribunale numero 4, l’avvocato Mukul Rohatgi, che guida il team legale dei marò, non usa certo mezzi termini per denunciare i gravi ritardi della giustizia indiana. Ricordando che sono passati quasi due anni dall’arresto dei due militari italiani, Rohatgi ha fatto presente che la polizia speciale Nia si è rivolta a un tribunale diverso da quello che era stato stabilito lo scorso anno per trattare il caso. L’attorney feneral Goolam E. Vahanvati, che invece rappresenta legalmente il governo, ha replicato ammettendo che "esiste un conflitto di opinione all’interno dell’amministrazione". Vahanvati si riferisce alle divergenze emerse tra ministero degli Esteri e quello degli Interni sull’applicazione della Sua Act da parte della polizia incaricata di condurre le indagini. Di fronte alle pressioni del team legale italiano, Vahanvati ha ammesso di "avere bisogno di più tempo per conciliare le posizioni". Il giudice B. S. Chauhan, che presiedeva la sezione insieme al collega J. Chelameswar, ha accolto l’obiezione e ha chiesto al governo di ripresentarsi il 3 febbraio con una soluzione. "Ce la farete entro questo tempo?", ha domandato Chauhan sorridendo. "Faremo del nostro meglio...", ha risposto Vahanvati.

La Farnesina chiede all'India di "mantenere le promesse" riguardo al fatto che il processo ai due militari del reggimento San Marco non rientra nei casi che prevedono la pena capitale. "Se così non fosse - ha avvertito la Bonino - tutte le opzioni sarebbero sul tavolo per la diplomazia italiana". Il vicepresidente della Commissione Ue Antonio Tajani, del resto, lo ha detto chiaramente: "Qualora l’India dovesse far ricorso alla legge anti-terrorismo, l’Ue sarebbe costretta a interrompere le trattative per gli accordi per libero scambio e anche a sospendere le facilitazioni tariffarie in atto". "I valori dell’Ue - ha spiegato Tajani - non possono essere barattati con il business, per noi è fondamentale la tutela dei diritti umani e l’Ue ha anche ricevuto il Premio Nobel per la Pace proprio per questo". Non solo. La Bonino ha anche fatto cenno alla possibilità di ostacolare in tutte le sedi le ambizioni di New Delhi per un seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Nei giorni scorsi il governo italiano ha chiesto che, a due anni ormai dalla morte dei due pescatori indiani, siano presentati subito i capi d’imputazione contro Latorre e Girone escludendo il ricorso alla Sua Act, la legge antiterrorismo che prevede la pena di morte in caso di omicidio, oppure che si permetta loro di tornare a casa in attesa del processo. A livello internazionale, la Farnesina ha deciso di muoversi facendo pressing sull'Unione europea e portando le carte del processo sul tavolo dei 28 ministri degli Esteri in occasione del primo Consiglio dell’anno. Le Camere hanno deciso di inviare una delegazione per manifestare vicinanza e sostegno ai marò.

Commenti
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unLuca

Lun, 20/01/2014 - 08:48

Si è oltre il ridicolo.

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bobirons

Lun, 20/01/2014 - 08:51

Sarà, ma crederci è un vero atto di fede. Troppo volte il governo dell'India ha fatto "l'indiano". Buona parte della responsabilità ce l'hanno i due governi italiani, quello del disastroso monti e quello del nipotino insulso letta. Vediamo se il nuovo corso politico del duo Renzi/Berlusconi saprà infondere all'Italia quella stilla di dignità con la quale si mette un fermo a chiunque tenti di prenderci per il c..(ollett)..o.

Aleramo

Lun, 20/01/2014 - 10:03

E' buona cosa battere finalmente i pugni sul tavolo, dopo tanto tempo (ammesso che il ministro Bonino lo faccia davvero, non si limiti ad annunciarlo). Però lo si dovrebbe fare per pretendere l'immediato ritorno a casa dei due militari, non solo per ottenere l'esclusione della pena di morte. Il ministro deve convincersi che le prove già ora disponibili dimostrano chiaramente che i due militari non c'entano niente con la morte dei pescatori del St. Anthony (v. le interviste rilasciate, anche a Repubblica, dal vicecomandante dell'Enrica Lexie e l'analisi tecnica dei dati di dominio pubblico fatta dall'Ing. Di Stefano). Si tratta di un caso montato ad arte dagli Indiani per i loro fini interni, la condanna anche ad un solo giorno di reclusione sarebbe ingiusta ed offensiva.

NON RASSEGNATO

Lun, 20/01/2014 - 10:09

" Corte suprema ha, infatti, chiesto al governo di Nuova Delhi di trovare una soluzione entro due settimane in modo da "riconciliare il conflitto di..." E' una richiesta, non un impegno. La solita presa per i fondelli ai nostri quaqquaraquà

Gianfranco__

Lun, 20/01/2014 - 10:18

"La Farnesina porterà il caso sul tavolo dei lavori del consiglio Affari esteri dell'Ue".... e cosa aspettavano? che li giustiziasserò? su quel tavolo il caso dovrebbe esserci da due anni.

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Memphis35

Lun, 20/01/2014 - 10:38

Di questo passo ai marò verrà inflitta la pena di morte. In India. Per vecchiaia.

Dario40

Lun, 20/01/2014 - 11:09

ancora una volta ci prendono per i fondelli, e il nostro governicchio dimostra sempre di più la sua incapacità a tutelare i suoi cittadini. Letta, Bonino, Alfano, Mauro non avete un minimo di dignità : andatevene a casa !

Romolo48

Lun, 20/01/2014 - 11:19

Adesso prende un senso un'espressione che non avevo mai capito: "fare l'indiano"!

buri

Lun, 20/01/2014 - 12:02

Allora esaminiamo le cose come sono in realtà, in primo luogo il ricorso alla Corte Suprema Indiana, se non sbaglia detta Corte aveva già emessa una sentenza tempo fa, ma non è stata rispettata, si può solo sperare che questa colta la sentenza ci sia favorevole e poi rispettata, in secondo luogo, la Bonino va a cercare solidarietà a Bruxelles, le faccio i miei auguri, ma non credo che più di un blando sostegno non troverà, tipo a dichiarazione di Baroso quando ha dichiarato di essere contrario alla pena di morte, secondo me sarà il caso di andarci a muso duro, tipo non ci sostenete, bene, non chiedeteci più soldi, mezzi o uomini per missioni UE. rinegoziamo al ribasso il contributo i italiano al bilancio UE, veto su accordo di libero acambio fra UE e iNDIA, forse agendo cosi a Bruxelles incommincerebbero a rispettarci

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perigo

Lun, 20/01/2014 - 12:12

L'Italia minacci di ritirarsi da tutte le missioni di vigilanza che svolge nei vari scenari internazionali. Minacci di togliere il proprio contributo monetario alle varie organizzazioni internazionali contro il terrorismo. Insomma si impunti di brutto fin quando qualcuno o qualcosa non costringa gli Indiani a smetterla di usare i nostri "Marò" per fini esclusivamente interni ed elettorali!

Ritratto di Soccorsi

Soccorsi

Lun, 20/01/2014 - 13:14

Bisognerebbe mettersi in mente che quegli individui non fanno gli indiani, "sono indiani". Stiamo bene attenti!.

Cava1981

Lun, 20/01/2014 - 13:15

cambiano i governi, ma non la sostanza: questi poveri cristi non sono ancora a casa...

Ritratto di marione1944

marione1944

Lun, 20/01/2014 - 13:45

Basta ciance, basta parole, vogliamo fatti e li vogliamo a casa, SUBUTO.

mauralombardia

Lun, 20/01/2014 - 13:50

E' inutile cara signora Bonino "portare sul tavolo" il caso alla inetta ed incapace Europa. Si faccia aiutare piuttosto dagli Americani o meglio ancora dagli Israeliani, vedrà che in poco tempo il "caso" glielo risolveranno loro. Si dia da fare e faccia ritornare a casa al più presto i due Marò.

ludovik

Lun, 20/01/2014 - 14:31

ma i marò hanno ammazzato o no i 2 pescatori? in che acque erano internazionali o no? che tipo di legislazione deve essere applicata?? per favore chi è al corrente potrebbe rispondere perchè nn riesco a capire la dinamica né le norme che dovrebbero essere applicate...sento solo i 2 marò a casa.

Mario-64

Lun, 20/01/2014 - 14:39

E' tutta una buffonata tenuta in piedi a fini politici ,questo governo non sa come uscirne e sta semplicemente aspettando le elezioni di maggio per scaricare la patata bollente al prossimo. Che ricomincera' da capo. Si doveva tenerli qui finche' c'erano ,infischiandosene delle loro proteste ,il tempo per un processo l'hanno avuto.

roseg

Lun, 20/01/2014 - 14:46

E lo stato che fa'SI COSTERNA.S'INDIGNA,SI IMPEGNA POI GETTA LA SPUGNA CON GRAN DIGNITà...AH CHE BELL'O CAFè...

Mario-64

Lun, 20/01/2014 - 14:50

ludovik ,secondo me non lo sa nessuno come sono andate le cose . Probabilmente gli stessi maro' ,che hanno sparato una raffica ,non sono sicuri di aver colpito la barca indiana o meno, data la distanza. Certo e' che se fossero stati sicuri di aver ammazzato qualcuno non si andavano ad infilare in un porto indiano. L'ordine venne quasi sicuramente dall'armatore della nave , ma anche costui ( in caso di colpevolezza dei nostri) aveva interesse a far dirigere la nave al largo a tutta forza ,visto che di testimoni non ce n'erano. A meno che l'equipaggio della petroliera non se totalmente in buona fede. L'India ,che delle acque internazionali se ne frega ,ha avuto in mano tutto: le armi dei nostri ,il peschereccio (affondato poi ripescato ,complimenti) e i cadaveri dei due pescatori. Quando hai tutte le carte in mano il gioco lo conduci tu...

max.cerri.79

Lun, 20/01/2014 - 14:57

Purtroppo per loro siamo un paese di pagliacci e come tali veniamo trattati, figurarsi cosa varrà il ricorso italiano... In ogni caso la mossa di uscire dalle acque internazionali x seguire gli indiani in porto è stata stupida oltremodo e se la sono un po' cercata

Raoul Pontalti

Lun, 20/01/2014 - 15:06

Stabilito che se il giudice commina la pena di morte i marò restano vita natural durante a carico dell'italico contribuente, rimane da considerare, a parte una eventuale condanna detentiva irrogata, uno stato perpetuo di imputati in attesa di giudizio. Per certi versi è una iattura: ci costerebbero per gli anni a venire 6400 euro netti mensili più gli ammennicoli che compongono il trattamento lordo dei contatori di mosche in ambasciata, ma guadagneremmo incommensurabilmente sul versante della pubblica incolumità. L'alloggio perpetuo in india di quei due ci garantirebbe la sicurezza di non avere morti ammazzati, pescatori, gabbiani o delfini che siano, spreco di munizionamento e usura di armi: un affare già così (si pensi ai risarcimenti per i danni che così si risparmiano) e in più si evitano sputtanamenti internazionali. Avanti così India che fai bene.

epesce098

Lun, 20/01/2014 - 15:10

Mario-64 - Si vede che i nostri governanti hanno dato maggior peso alle questioni economiche (c'era in ballo l'acquisto da parte dell'India di una partita di elicotteri) che al bisogno di salvare due nostri concittadini. Gli USA chiesero e nel giro di poco tempo ottennero il rimpatrio di un loro soldato che aveva provocato la morte di 20 italiani in territorio italiano (funivia del Cermis). Il nostro governo, mettendo la coda fra le gambe, aderì alla richiesta. Vergogna, vergogna e ancora vergogna.

Marzia Italiana

Lun, 20/01/2014 - 15:18

Ma perché non interviene Bruxelles , come parlamento europeo? Se abbiamo un'Europa Unità, usiamola! Dobbiamo imporci come Europa, non come piccolo stato italiano senza un governo in grado di risolvere i problemi interni, tanto meno quelli internazionali. Il nostro stato, come non gode del rispetto del suo popolo, non ne gode nemmeno a livello internazionale. Dovrebbe intervenire l'Europa unita, magari coinvolgendo anche i paesi Nato. Bisogna creare pressioni a livello internazionale, l'Italia, parliamoci chiaro, non è in grado da sola di farsi valere, Il mondo non può stare a guardare un'esecuzione capitale per un malaugurato incidente avvenuto in acque internazionali! Svegliatevi, pivelli, inetti!

ludovik

Lun, 20/01/2014 - 15:20

Mario-64 grazie

campofreddo

Lun, 20/01/2014 - 15:23

à la guerre comme à la guerre, l'italia impari ad avere un po' di dignità e non piagnucolare sempre.

Tommaso Berretta

Lun, 20/01/2014 - 15:51

Un sottoprodotto della civiltà ci sta prendendo per i fondelli e noi ancora con De Mistura ciurliamo nel manico!!!! Ma insomma che popolo siamo diventati? Che siano adottati provvedimenti forti e soprattutto rilevanti dal punto di vista economico; solo così questi signori (si fa per dire) comprenderanno i termini del vivere civile!!!

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Lun, 20/01/2014 - 15:59

Il principale nemico dei marò non è tanto il paese delle vacche sacre...bensì quello dei porci domestici. In primis quelli che posano le terga a Roma. Non lo si è ancora realizzato?

Ritratto di mina2612

mina2612

Lun, 20/01/2014 - 16:14

Anche se flebili e confusi, in questi giorni sembrerebbe che ci siano dei riscontri da parte delle autorità indiane, e, come dicevano i nostri vecchi 'battiamo il ferro finchè è caldo'... dunque assilliamoli, tormentiamoli con le nostre ragioni, molestiamoli, tormentiamoli, non diamo loro respiro che alla fine li prenderemo con l'asfissia, cederanno e noi avremo a casa i nostri eroi.

Raoul Pontalti

Lun, 20/01/2014 - 16:20

epesce098 dovresti restare muto come i Tuoi confratelli dell'ittiofauna invece di affermare corbellerie. Trascurando che le 20 vittime del Cermis ad opera di cowboys dell'aria con targa USAF erano 7 di nazionalità tedesca, 5 belga, 3 italiana, 2 polacca, 2 austriaca e 1 olandese, non ci fu alcuna richiesta di consegna per alcun membro dell'equipaggio dell'aereo assassino da parte USA e correlativamente non vi fu alcuna consegna da parte italiana perché gli assassini dell'aria se l'erano svignata negli USA la sera stessa del misfatto, prima ancora quindi che la magistratura trentina scoprisse l'aereo in attesa di essere riparato e reso quindi irriconoscibile nella base di Aviano. Nonostante il servilismo dei militari italiani nei confronti dei padroni Yankees la magistratura trentina scoprì e mise sotto sequestro l'aereo rinvenendo le prove del misfatto: frammenti della fune nell'impennaggio di coda dell'aereo. La giurisdizione richiesta dagli USA sulla base del trattato di Londra del 1951 sullo statuto delle truppe NATO fu concessa proprio perché prevista da specifica convenzione sottoscritta dalle parti e preventivamente, cosa che non può rivendicarsi con l'India con cui l'Italia non ha convenzioni in materia.

Fabrizio65

Lun, 20/01/2014 - 16:23

Se quella diversamente santa della nostra ministra degli Esteri le opzioni sul tavolo le avesse usate subito forse non saremmo di fronte questa tragica farsa. Alla fin fine esulterà per una condanna dei nostri militari che non preveda la pena di morte!! Che schifo

buri

Lun, 20/01/2014 - 17:10

speriamo che sia soltantp una èrpvocazione a mezzo stampa, in caso cpntratio non rimaewbbw che il ricorso alla Corte di L'Aoa per palese violazione del diritto inyernazionale da parte dell'India e la rottira delle relazioni diplomatiche con quel paese

Ritratto di pasquale.esposito

pasquale.esposito

Lun, 20/01/2014 - 17:10

#mario64. Se, un paese cancella le tracce di innocenza dei 2 Maró allora vuol dire che questi 2 sono innocenti, infatti l,India ha affondato subito l,imbarcazione dei 2 pescatori morti senza far fare gli esami di balistica da una commissione Internazionale per accertare se davvero sono stati i 2 Maró a colpire questa barca,É non bastante questo l,India ha fatto seppellire in fretta e furia i 2 cadaveri dei 2 pescatori senza farli esaminare da esperti per stabilire di che calibro erano le armi che Hanno ammazzato i 2 pescatori, questi 2 gravi ferimenti di norme Internazionali l,India non li doveva fare perche senza le prove di balistica é di obduzione non si possono incriminare 2 soldati stranieri di assassinio, É poi c,é anche da dire che in quelle acque da decenni Indiani e Srilankesi si combattono per le risorse pescose con 100ia di morti da Ambo le parti; é non e da escludere che i 2 pescatori sono stati ammazzati dai Srilankesi, ma senza gli esami di balistica é di obduzione non si potrá mai accertare quella veritá che l,India non vuole documentare!.

Ritratto di pasquale.esposito

pasquale.esposito

Lun, 20/01/2014 - 17:11

RAUL PONTALTI! VAI A VIVERE IN INDIA!

Ritratto di laisa1942

laisa1942

Lun, 20/01/2014 - 17:19

ma bastaaaaaaaaaaaaaaaaa! quel demitura ha fatto schifo da day 1, baciamani alle indiane e 'diplomaia' da strapazzo!..abbimo riportato a casa la sgrena e le due simone...che erano andate VOLONTAIAMENTE a mettersi nei guai,e non riportiamo a casa due MILITARI IN SERVIZIO che non hanno fatto niente?...erano qui e quella mezza calzetta ru@@@no dimonti li ha fattitrnre in india!!.e eleggiamo'miss india italia'...? siamo un paese da barzeletta : DISGUSTOSI senza dignita' o orgoglio!!!

killkoms

Lun, 20/01/2014 - 17:21

@#pontalto,dì pure che grazie al cermiss,anche se l'Italia rispettò un patto bilaterale,gli Usa rimandarono qui la compagna baraldini,con la promessa(da noi non mantenuta)che avrebbe scontato l'intera pena!

Ritratto di laisa1942

laisa1942

Lun, 20/01/2014 - 17:27

@MAUROLOMBARDI esattamente!!!Gli americani hanno fatto sparire anche quei piloti che avevano fatto cadere la funivia e ammazzato dozzina di Italiani...( ma erano USA migliori, non quelli di obama...)Fidarsi della bonino?..e magari kyenge e boldrini...?..se fossero extracomunitari o leftists come la sgrena e le due simone magari si, ma per DEI MILITARI IN SERVIZI E INNOCENTI il massimo che sappiamo fare e' far seguire la cosa ad un demistura che fa il baciamano alle indiane!!! SCHIFO!

killkoms

Lun, 20/01/2014 - 17:28

@pasquale.sposito,tutti quelli che si lamentano dell'Italia e degli italiani non se ne vanno mai perché qui stanno troppo bene!

Raoul Pontalti

Lun, 20/01/2014 - 17:34

per ludovik: se davanti alle coste sicule piuttosto che salentine o maremmane venissero rinvenuti i cadaveri di pescatori (anche se di frodo e su barche radiate) e si scoprisse che una nave indiana navigante nei pressi con a bordo militari ubriachi di birra e di pippe ammette di avere sparato cosa farebbero le autorità italiane? Applicherebbero un trattato inesistente con l'India sull'immunità degli sparacchiatori a spasso per i mari o applicherebbero le norme che consentono di perseguire gli autori di delitti commessi all'estero nei confronti di cittadini italiani? E sulle acque internazionali: non eccepirebbe l'Italia che, se il fatto penalmente rilevante è commesso in ZEE (e l'Italia ha istituito una marea di ZEE nelle acque che la circondano) non si applica l'art. 97 UNCLOS concedente giurisdizione all'India perché l'art. cit. riguarda l'alto mare e non le ZEE? E per di più una sparatoria non è assimilabile ad un incidente di navigazione? E non sarebbe l'Italia medesima tentata di esumare il SUA che persegue terroristi, pirati e affini in mare ricordandosi che tale convenzione fu firmata proprio a Roma nel 1988 e fu sollecitata dall'Italia stessa sdopo la vicenda dell'Achille Lauro? E berrebbe l'opinione pubblica italiana la scusa dei militari indiani di avere scambiato pescatori per mafiosi o camorristi, posto che l'Italia è notoriamente infestata da mafiosi, camorristi etc.? Io sono dell'opinione che l'Italia rivendicherebbe la giurisdizione per giudicare i militari stranieri che avessero sparato contro i pescatori italiani, li processerebbe e, in assenza di cause di giustificazione sostenibili, li condannerebbe seconda le proprie leggi. Sui fatti che nessuno conosce: basta leggere il rapporto che i marò inviarono nell'immediatezza del fatto per rendersi conto che smarronarono: videro piccola imbarcazione, arrogandosi un diritto che non esiste (la precedenza l'aveva il peschereccio indiano), lo minacciarono con mezzi ottici ed infine spararono, lo intimidirono anche dopo l'ultima raffica quando il peschereccio appariva ingovernabile (leggetelo bene quel rapporto: è pubblico e pubblicato e rappresenta la quintessenza della criminalità da ignoranza di ogni norma del mare e del vivere civile, ossia del buon senso) ed evidentemente cercava soccorso che non fu prestato nonostante gli obblighi del mare e nemmeno richiesto via radio alla vicinissima India. Sotto tutti i profili un comportamento criminale anche se per avventura non fosse stato colpito alcuno, nemmeno lo scafo e tale comportamento in primo luogo dovrebbe essere punito in Italia, indipendentemente dalla sussistenza di vittime o danni.

Abulafia

Lun, 20/01/2014 - 17:38

L'unica cosa importante in questa fase è ottenere dall'India il rilascio dei due ns militari. Però una volta ottenuto il rientro dovremo fare una inchiesta seria per appurare che cosa sia realmente accaduto su quella nave. Perché o si tratta di un incredibile errore delle autorità indiane (a questo punto anche in malafede) oppure dalla ns nave si è sparato e dei morti ci sono stati per ns responsabilità. In questa ultima ipotesi (tutta da verificare) non saremmo di fronte a due "eroi" ma a due inesperti fucilieri che andavano meglio addestrati. Lottiamo comunque per un lieto fine che speriamo vicino

Ritratto di mina2612

mina2612

Lun, 20/01/2014 - 18:04

@Raoul Pontalti... Quando i nostri Marò avevano respinto l'assalto alla Enrica Lexie (sempre che sia avvenuto), un'altra petroliera, simile a quella italiana, era stata attaccata dai pirati, ma era riuscita a cavarsela mettendo in fuga gli aggressori con le armi. Che ci fosse anche una nave greca, la "Olympic Flair", è ufficiale: la registra l'Icc-Css, il Dipartimento crimini commerciali della Camera di commercio internazionale specializzato nel tracciare tutti gli attacchi di pirateria denunciati nel mondo. Però i greci si guardano bene dall'affermarlo, anche se la notizia era stata divulgata già nell'immediatezza. In base alla Convenzione di Ginevra del 1958 e della Contenzione di Montego Bay del 1982, in regime di Diritto del mare, la pirateria è considerata un crimine internazionale e come tale può essere perseguita in alto mare. Quindi le navi attaccate dai pirati hanno il diritto di respingere i pirati, anche con le armi. Dunque non sussiste alcuna colpa da parte di chiunque abbia sparato a quei pirati (finti o veri che fossero). PS.: insultare i suoi contendenti, gliel'ha ordinato il veterinario?

Ritratto di bracco

bracco

Lun, 20/01/2014 - 18:09

Abulafia manderemo due menti, come te. assieme a Raoul Pontalti, visto che sa tutto e di più su questo caso, a farete l'inchiesta, l'India, stato canaglia, non sa più come incriminarli, e tu vai cercare di fare una inchiesta...

mezzalunapiena

Lun, 20/01/2014 - 18:14

dire che è vergognoso avere un governo prima monti poi letta non sappiamo ancora che quale legge verrà applicata.sarei curioso di vedere, in un caso del genere il comportamento della germania,francia e Inghilterra.

mezzalunapiena

Lun, 20/01/2014 - 18:14

dire che è vergognoso avere un governo prima monti poi letta non sappiamo ancora che quale legge verrà applicata.sarei curioso di vedere, in un caso del genere il comportamento della germania,francia e Inghilterra.

Raoul Pontalti

Lun, 20/01/2014 - 18:49

pasquale.esposito a Te la permanenza in Germania fa male: la birra non la reggi....Le perizie sul peschereccio furono effettuate da parte sia indiana che italiana (cfr ammiraglio Piroli e il suo famoso rapporto) prima dell'affondamento; le autopsie furono effettuate da un medico legale docente universitario senza la presenza dei legali e dei periti di parte degli imputati perché ancora non vi erano imputati e inoltre per stabilire la morte per colpo di arma da fuoco è buono anche lo studente di tecnica necroscopica mentre il proietto ritenuto nel corpo, previa descrizione secondo le norme della medicina legale e non della balistica, viene consegnato agli inquirenti che provvedono agli ulteriori esami: e così avvenne: affermare che in quelle acque si affrontano indiani e cingalesi (Sri Lanka) per ragioni di pesca equivale a dire che nel golfo di Genova si affrontano a pesci in faccia i pescatori di Trieste e quelli di Capodistria (consulta un atlante per favore!). Una nota sull'obduzione che evidentemente ignori cosa significhi e mutui acriticamente dal tedesco (Obduktion=autopsia): fu effettuata ovviamente dal medico legale indiano, ma non è sul cadavere che si effettuano prove balistiche, dal cadavere si estraggono i corpi estranei in carattere di proietti se trattenuti e si considerano i fori d'entrata ed eventualmente di uscita, il tragitto con relative caratteristiche e le lesioni degli organi attraversati e quindi si pronuncia l'epicrisi, ossia il giudizio sugli eventi che hanno condotto alla trasformazione in cadavere di un essere vivente. Non spetta al necroscopo l'indicazione di calibri dei proiettili ma la sola descrizione previo rinvenimento e isolamento anche di eventuali frammenti. Se leggi le cazzate dell'ing. Di Stefano vedi almeno di capire...

paco51

Lun, 20/01/2014 - 20:01

Io non so come sono andate le cose, ma che a noi ci mancano gli attributi è vero!!!! ma chi ha ordinato alla nave di entrare nelle acque indiane? Il ministro di allora? Ma chi comandava i marò a bordo perché non si è opposto alla manovra della nave dato che c'era stato uno scontro? Io una volta rientrati per la parola data( giustamente)organizzerei la fuga in Italia e andrei a "cuore" con l'India e la faccenda sarebbe finita. Non amo gli inglesi . anzi, ma sono contento di come hanno trattato gli indiani visto che gente sono.....

Raoul Pontalti

Lun, 20/01/2014 - 20:32

mina2612 guarda che la pirateria è il più antico delitto internazionale codificato da tutte le legislazioni e contemplato dal diritto internazionale il quale ultimo impone ad ogni Stato di contrastarla. Sed est modus in rebus: sono solo le navi da guerra che possono attaccare le altre navi per sospetto di pirateria e possono fermarle e perquisirle, non le navi civili (rileggiTi l'UNCLOS che pure citi negli artt. compresi dal 100 al 107 e soffermaTi in particolare su quest'ultimo). Una nave civile non può in alcun modo attaccare, fermare, intimidire, costringere ad un cambio di rotta mediante violenza alcuna altra nave civile altrimenti si qualificherebbe come pirata (in subordine come corsara un tempo) ai sensi del diritto internazionale. Una nave civile può solo esercitare il diritto di legittima difesa che deve essere proporzionata all'offesa. Nel caso di specie i marò mai dissero di avere subìto colpi dall'imbarcazione incrociata e nemmeno attacco, ma solo che l'imbarcazione stessa procedeva "a puntare", ossia era in rotta di collisione, solo dopo la prima raffica (così come scritto nel loro rapporto, mentre l'allora vicecomandante della Enrica Lexie Carlo Noviello afferma di aver udito dopo la fine della sparatoria con il battello "piratesco" che scarrocciava sotto poppa che i marò urlavano "sono armati", precisando però che lui non aveva visto se fossero armati o meno i "pirati") si accorgono che a bordo dell'imbarcazione vi erano uomini armati. Hanno sparato per loro stessa ammissione prima di avere visto persone armate a bordo della piccola imbarcazione: HANNO SPARATO DA CRIMINALI SENZA ESSERE SOTTO ATTACCO! Tutto il resto sono fanfaluche: spararono dissero solo per intimidire ma non dovevano farlo. Sulla nave greca: sei capace di leggere? Dubito: nel sito che Tu citi (incidentalmente io a suo tempo scrissi personalmente a Kuala Lampur per avere delucidazioni e mi fu risposto che a) per la Olympic Flair vale quanto segue fuori parentesi, b) la Enrica Lexie non inviò l'allarme) trovi scritto a chiare lettere che l'incidente occorso alla nave greca era di ROBBERY non dunque di PIRACY, così come altri verificatisi nel tempo sulla costa occidentale indiana. E da dubitare che la nave greca abbia sparato: l'India non ammette uso di armi se non preventivamente autorizzate (e nemmeno la semplice detenzione nelle sue acque: vedasi caso della nave americana cuccata lo scorso ottobre nelle acque del Tamil Nadu il cui equipaggio è tuttora al fresco nelle carceri indiane) e l'incidente avvenne con la nave alla fonda nei pressi di Kochi, in acque territoriali indiane dunque e gli Indiani colloquiarono con la nave greca che aveva dato l'allarme e non rilevarono alcunché di criminoso da parte dell'equipaggio greco. Da ultimo: ironizzare sulle corbellerie altrui espresse con saccenza dottorale (in senso etimologico, ossia da maestri che non si è) non mi pare poi così grave o dolce gattina...

moshe

Lun, 20/01/2014 - 20:41

Questo è il risultato al quale si è arrivati grazie ai governi del de........!

fedele50

Lun, 20/01/2014 - 20:59

RAULLE,SVOMITALDI MA VA A ZAPPA LE PATATE SOTUTTOIO,VAI IN india nella nazione dei vaccari e restaci,cerca di a lavorare, se lavori, e non postare imbecillità e convinzioni solo e soltanto tue avvocato dei falliti quale sei. grgrgrgrgrgr

babilonia

Lun, 20/01/2014 - 21:55

Questa storia, se non fosse che in ballo c'è la vita di due uomini, e veramente ridicola, sarei curioso se in India, come ostaggi ci fossero stati due soldati israeliani o statunitensi, credo che in venti minuti, non di più, sarebbero stati liberati con un blitz, ma il governo italiano, si sa, è molto, molto chiacchierone, ma per i fatti, meglio lasciar perdere...

Ritratto di dalton.russel

dalton.russel

Lun, 20/01/2014 - 22:12

Pontalti: ma vaffanculo NO? quando hai mal di testa, dimmi, grande figlio di puttana, cosa ti prescrive l'urologo? - Dalton Russell -

Ritratto di HEINZVONMARKEN

HEINZVONMARKEN

Mar, 21/01/2014 - 08:10

insomma, che debbano essere riportati in casa nostra per il processo è indubbio, MA CON CONDANNA ESEMPLARE SE FOSSERO COLPEVOLI. Hanno fatto sprecare per la loro "eventuale" pirlaggine e falsità un sacco di soldi all'Italia: voli di stato e compagnia bella, parate militari per le loro ferie natalizie, rimborsi alla famiglia dei pescatori (ma perchè, SE INNOCENTI?)...etc. MA ANCHE SE FOSSERO COLPEVOLI SCOMMETTO CHE QUALCHE PIRLA LI PROPORRà ALLLE ELEZIONI, TANTI PIRLA LI VOTERANNO E CE LI TROVEREMO ONOREVOLI E CON LAUTO STIPENDIO A CARICO NOSTRO, E NON INVECE NEL CARCERE MILITARE A ZAPPARE L'ORTO PER FAR CRESCERE L'INSALATA BIOLOGICA DA DARE AI DETENUTI?

Ritratto di pasquale.esposito

pasquale.esposito

Mar, 21/01/2014 - 08:11

#raul pontalti. Le, perizie sia sulla barca che sui cadaveri non sono mai stati fatte, é tutte le minkiate che tu affermi non sono vere, perche se sarebbero vere i verbali dove si possono leggere che a sparare sono stati i 2 maró darebbero stati publicati su tutti i giornali italiani ed esteri,ma uno persona stupida come te afferma che le perizie sono state fatte, ma Cosa ti Hanno fatto i 2 maró?che tu sei sempre cosi fanatico da affermare la loro colpevolezza!é la tua ideologia che ti costringe a metterti sempre contro la tua gente anche quando ci sono seri dubbi che questa é colpevole? oppure tu sei un cretino per natura?, é se io non sopporto la birra Tedesca perche tu non puoi sopportare gli Italiani?; QUI CHI SCRIVE LE CAZZATE QUESTO SEI TU, CHE SEI SEMPRE CONTRO L;ITALIA É GLI ITALIANI A PRESCINDERE!.

Ritratto di mina2612

mina2612

Mar, 21/01/2014 - 11:55

@Raoul Pontalti. E' inutile che le abbia scritto tutto quel panigirico: è logico che il personale delle navi civili non possano sparare, ed è questa la ragione per cui sono state dotate di personale militare. E siccome, come lei saprà meglio di me..(?) una nave in acque internazionali è un pezzo di territorio nazionale cui appartiene in giro per il mondo, può, anzi deve essere difeso dai suoi militari. Per tutto il resto mi avvalgo di quanto ha scritto il sig. Pasquale Esposito, che malgrado la sua permanenza in Germania, è più afferrato di quanto succede in Italia di lei. PS: non legga solamente l'unità e la repubblica o quegli stupidi quotidiani detrattori dell'Italia perchè sono convinti che amare il proprio Paese significhi essere fascisti!

Ritratto di HEINZVONMARKEN

HEINZVONMARKEN

Mar, 21/01/2014 - 17:07

Mamma mia quanti geni della grammatica... da rabbrividire leggendo tante castronerie...

Ritratto di HEINZVONMARKEN

HEINZVONMARKEN

Mar, 21/01/2014 - 17:07

Mamma mia quanti geni della grammatica... da rabbrividire leggendo tante castronerie...