Nel 1961 gli Usa di Kennedy sfiorarono l'olocausto nucleare

In North Carolina, tre giorni dopo l'elezione di Kennedy, una bomba atomica cadde da un B 52 spezzato in volo: se non esplose fu solo per un piccolo interruttore che non si accese

Tre giorni dopo l’insediamento di John F. Kennedy alla Casa Bianca gli Stati Uniti arrivarono a un soffio dall’olocausto nucleare in North Carolina: solo un interruttore a basso voltaggio impedì a un ordigno atomico Marc 39 a idrogeno, sganciato per errore, di esplodere nelle vicinanze del villaggio di Faro provocando una carneficina potenzialmente peggiore di Hiroshima.

Un documento ottenuto dal giornalista investigativo Eric Schlosser sulla base del Freedom of Indormation Act è stato pubblicato oggi sul sito americano del Guardian. La bomba sarebbe stata 260 volte più potente di quella che distrusse la città giapponese alla fine della seconda guerra mondiale. Il 23 gennaio 1961 un bombardiere B52 partito dalla base di Goldsboro si spezzò in volo e uno dei due ordigni che aveva a bordo funzionò esattamente come avrebbe dovuto funzionare una bomba a idrogeno in guerra: si aprì il paracadute e i meccanismi per dar via all’esplosione entrarono in funzione. Il disastro irrimediabile non ci fu solo perché un banale interruttore impedì la strage. Ogni bomba aveva un carico di 4 megatoni: se la bomba fosse esplosa il suo "fallout" radioattivo si sarebbe potuto depositare su Washington, Filadelfia, New York, mettendo a rischio la vita di milioni di persone.

Il governo americano ha sempre negato che il suo arsenale nucleare abbia mai messo a rischio la vita di cittadini Usa per errori nei dispositivi di sicurezza. Nel nuovo documento un ingegnere dei Sandia National Laboratories sostiene invece che "un semplice interruttore a tecnologia dinamo e basso voltaggio fu tutto quello che permise di evitare una enorme catastrofe". Parker Jones, l’ingegnere, scrivendo otto anni dopo l’incidente, aveva scoperto che i controlli di sicurezza delle bombe erano inadeguati e che l’interruttore finale che ha prevenuto il disastro sarebbe facilmente potuto finire in corto circuito dando il via
all’esplosione atomica.

Commenti

adp

Sab, 21/09/2013 - 11:47

non esplose per colpa degli alieni, Oppure c'è da pensare che qualche cervellotico della cia voleva la terza guerra mondiale?

maxaureli

Sab, 21/09/2013 - 12:00

Se ci fosse stata un'esplosione nucleare pensate chi avrebbero incolpato? L'URSS. E poi??

Ritratto di Riky65

Riky65

Sab, 21/09/2013 - 12:53

ma perchè non ha funzionato sto interruttore!!!!!

cgf

Sab, 21/09/2013 - 12:58

sono diverse le bombe nucleari americane 'disperse', non tanto 'cadute' per errore quanto nel senso 'non recuperate'.

idleproc

Sab, 21/09/2013 - 14:34

Una se la son persa in casa in incidente analogo e non la hanno ancora trovata. Non è come nei film, sò proprio auanaganaw. Ditemi voi se non sono pirla. Si sono demoliti il sistema produttivo, lo hanno spostato fuori casa, tecnologie comprese e vivono stampando carta finché dura come riserva globale per comprare gas e petrolio. Fanno le guerre per difendere la carta. Dimenticavo, ci sono quelli ancora più pirla, i globetrotter de noartri che tuttinsieme ci hanno tirato l' eurobidone per giocarsi il sistema produttivo nell'eurotruffa e nella bisca globale. Prima o poi la catasta di carta piglia fuoco, sarà uno spettacolo.

Safrane97

Sab, 21/09/2013 - 14:48

In realtà tutto andò come doveva andare a seguito dell'incidente cioè l'interruttore funzionò a dovere non facendo esplodere l'ordigno, quindi anche se valutati da Parker Jones inadeguati 8 anni dopo i meccanismi di sicurezza hanno funzionato perfettamente evitando l'esplosione. Ritengo che sia errato dire nel sottotitolo che si evito il disastro perché l'interruttore "non si accese" in quanto la sua funzione era proprio di non fare detonare la testata in caso di lancio fortuito. Saluti.

hdm

Sab, 21/09/2013 - 14:53

Dunque non ho capito: lo stesso argomento trattato 3 volte: 1. Nel catenaccio è scritto testuale "se non esplose fu solo per un piccolo interruttore che non si accese". Ergo NON ha funzionato e non c'è stata l'esplosione termonucleare. 2. A metà dell'articolo è scritto testuale " Il disastro irrimediabile non ci fu solo perché un banale interruttore impedì la strage." Ergo HA funzionato ed HA IMPEDITO l'esplosione termonucleare. 3. Alla fine dell'articolo, citando l'ing. Jones è scritto, sempre testuale: "... e che l’interruttore finale che ha prevenuto il disastro sarebbe facilmente potuto finire in corto circuito..." Ergo l'interruttore HA FUNZIONATO, quella era la sua funzione, ma AVREBBE POTUTO non funzionare, ed in tal caso ci sarebbe stata l'esplosione termonucleare. E quindi: quale delle tre soluzioni è giusta? Dov'è stato il problema?

fabrizio de Paoli

Sab, 21/09/2013 - 15:21

Idleproc, sintesi perfetta. Un saluto .

Safrane97

Sab, 21/09/2013 - 15:25

Per HDM In realtà tutta la notizia è aria fritta, perchè ci fu l'incidente ma tutto andò esattamente come previsto nel caso di sgancio accidentale, il dispositivo di sicurezza (il più volte nominato interruttore) ha svolto il suo dovere non facendo esplodere la bomba. E' veramente assurdo che a distanza di 52 anni si faccia un caso sull'adeguatezza di un dispositivo che secondo qualcuno avrebbe potuto non funzionare ma che in realtà ha funzionato perfettamente. Saluti.

paolonardi

Sab, 21/09/2013 - 15:38

La solita poca conoscenza della fisica più elementare: una bomba avrebbe provocato effetti di sei volte superiori a quella di Hiroshima e non su una città ma su un villaggio; il raggio della distruzione totale sarebbe stato di circa km 1,5 e il fallout sarebbe dipeso da un insieme di fattori difficilmente valutabile a posteriori. Una nota: le immagini fotografiche delle piaghe riportate dai giornali giapponesi si riferivano a ustioni e non, come erroneamente, attribuibili alle radiazioni nuclueari. Sono ancora vivi dei superstiti di quel bombardamento e le statistiche riportano solo un modesto aumento di alcune neoplasie.

Ritratto di Nanuq

Nanuq

Sab, 21/09/2013 - 19:11

hdm: 1. Nel catenaccio è scritto testuale "se non esplose fu solo per un piccolo interruttore che non si accese". Ergo NON ha funzionato e non c'è stata l'esplosione termonucleare. (Appunto) 2. A metà dell'articolo è scritto testuale " Il disastro irrimediabile non ci fu solo perché un banale interruttore impedì la strage." Ergo HA funzionato ed HA IMPEDITO l'esplosione termonucleare. (Sbagliato, l'intruttore "involontariamente" ha impedito l'esplosione per mancato funzionamento)3. Alla fine dell'articolo, citando l'ing. Jones è scritto, sempre testuale: "... e che l’interruttore finale che ha prevenuto il disastro sarebbe facilmente potuto finire in corto circuito..." (Secondo questo Ing., l'interuttore, mal progettato, fra l'altro avrebbe anche potuto entrare in cortocircuito provocando l'esplosione dell'ordigno. Se ne può dedurre: "al di la dell'incidente in discussione). L'articolo è stato scritto molto bene, è molto chiaro nei concetti, ma non per chi, pur di criticare arriva persino a esibire ottusità.

mar-sil

Sab, 21/09/2013 - 19:25

Una bomba atomica (sia a fusione che a fissione) è una normale bomba che può esplodere solo con il detonatore. La bomba fu sganciata SENZA detonatore per evitare che, nell'impatto avrebbe potuto creparsi. Un aereo come il B-52 permette di accedere in qualsiasi momento all'armamento, cosa n on possibile in aerei come il Tornado, su cui le bombe nucleari, basate a Ghedi, vengono montate con il detonatore, che, in ogni caso, viene attivato prima del lancio. Lanciarla con il paracadute e senza detonatore è una manovra prevista dai manuali di volo.

Ritratto di Carlito Brigante

Carlito Brigante

Sab, 21/09/2013 - 21:17

Ecco cosa c'è da aspettarsi dalla tecnologia made in USA: interruttori che fanno cilecca!

Ritratto di Carlito Brigante

Carlito Brigante

Sab, 21/09/2013 - 21:33

@hdm: suvvia, lei vuole fare troppo il precisino. Non stiamo mica parlando di olocausti nucleari e bombe atomiche! O no? Vabbè chi se ne frega. Viva Silvio!

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Dom, 22/09/2013 - 02:22

# paolonardi La buona volontà di dare spiegazioni non deve però sminuire il fatto che quelle erano ustioni terribili. Non va dimenticato che la bomba su Hiroshima fece circa 100.000 morti e che I MORTI PER RADIAZIONI DIRETTE NON POTERONO ESSERE FOTOGRAFATI PERCHE' VAPORIZZATI.

Raoul Pontalti

Dom, 22/09/2013 - 13:37

per paolonardi. Mi permetto di dubitare quantomeno della Tua conoscenza della logica: "il fallout sarebbe dipeso da un insieme di fattori difficilmente valutabile a posteriori", quando invece è a priori che è difficile fare valutazioni, considerato che a posteriori si può constare l'effetto verificatosi. Nel caso di specie non esiste alcun "a posteriori" perché la bomba non esplose. Ma ipotizzando che la bomba, giusta l'ammissione dell'attivazione di tutti i meccanismi d'innesco (escluso quello che si guastò) ivi compreso l'apertura del paracadute, sarebbe dovuta esplodere a qualche centinaio di metri dal suolo gli effetti sarebbero stati disastrosi per un raggio di ben oltre i 2 km e con effetti letali nel raggio di diversi Km per le radiazioni. Sulle ustioni: a parte il fatto che esistono le ustioni da radiazione e nelle due città martiri dell'olocausto nucleare se ne verificarono un gran numero, le foto effettivamente spesso si riferiscono a lesioni da ustione da causa termica. Va infine ricordato che all'immediato l'esplosione di Hiroshima provocò circa 80.000 morti (onda d'urto, energia termica) ma nei giorni seguenti si salì a 200.000 morti, in parte dovuti alle conseguenze da trauma d'urto e termico, ma per lo più per l'effetto delle radiazioni le quali producono tuttora effetti sia nell'incremento notevole di diverse neoplasie sia nel determinare malformazioni genetiche, molte delle quali non apprezzabili per riassorbimenti embrionali e aborti spontanei).