Obama alla guerra dei virus: attacchi hacker contro Teheran

GerusalemmeL’attacco alle installazioni nucleari iraniane sarebbe già iniziato, senza bombe e senza rumore, attraverso le complesse trame dell’informatica. Scriveva ieri il New York Times che il presidente americano Barack Obama, fin dai suoi primi giorni alla Casa Bianca, avrebbe ordinato una serie di attacchi cibernetici contro i sistemi informatici delle installazioni nucleari di Teheran. Obama non avrebbe fatto altro che irrobustire una strategia già iniziata durante il mandato di George W. Bush.
David E. Sanger rivela in un libro in uscita negli Stati Uniti - Confront and Conceal: Obama’s Secret Wars and Surprising Use of American Power - l'esistenza di un programma americano di attacchi informatici contro l’Iran e altri obiettivi mediorientali. A far parte dell'operazione - nome in codice Giochi Olimpici - anche il famigerato virus Stuxnet, scoperto nel 2010. Il malware - dai termini inglesi malicious e software, un software pensato per danneggiare sistemi informatici - era stato creato per colpire i computer delle installazioni nucleari iraniane, nella fattispecie la centrale di Natanz, e causare malfunzionamenti alle centrifughe.
Sanger, dopo 18 mesi di interviste a funzionari americani, europei e israeliani, dà per certo quello che nessun governo ha mai ammesso: dietro a Stuxnet ci sarebbe il lavoro di squadra tra Stati Uniti e Israele, dettato dalla volontà americana di evitare un attacco militare all’Iran. Dopo la scoperta da parte di esperti informatici dell’attività di Stuxnet, nel 2010, Obama avrebbe deciso di andare avanti comunque con il progetto. I funzionari americani intervistati da Sanger hanno però detto di non sapere se gli Stati Uniti sono all'origine anche di Flame, potente virus individuato pochi giorni fa e in azione su migliaia di macchine in Medio Oriente.
«È uno dei più avanzati strumenti di attacco». Così lo ha definito la società di informatica russa che lo ha scoperto. Per il Kaspersky Lab, tra i maggiori produttori di antivirus al mondo, Flame è 20 volte più pensate di Stuxnet. Intervistato dalla BBC, Thomas Rid, esperto di sicurezza informatica al King’s College di Londra, dice come a differenza di Stuxnet, «un'arma», Flame sia un «mezzo di ascolto»: Stuxnet era pensato «per distruggere», Flame «per spiare». Se l’origine di Flame è ancora sconosciuta, certo è quindi il suo obiettivo: rubare informazioni. Spiega al Giornale Anshel Pfeffer, esperto militare del quotidiano israeliano Haaretz, che Flame - controllato a distanza - è capace di registrare immagini sullo schermo del computer, conversazioni audio su Skype, quello che è digitato sulla tastiera, le rubriche con i contatti, i file salvati.
La scoperta di Flame - che per molti analisti è un malware troppo complesso per non essere frutto del lavoro di un governo - ha fatto sorgere speculazioni. Pochi giorni fa, le dichiarazioni del vice premier israeliano hanno sollevato i dubbi sulla possibilità di un ruolo israeliano: «Per chiunque percepisca l’Iran come una minaccia, è ragionevole prendere misure diverse per fermarlo», ha detto Moshe Yaalon.
Teheran ne ha approfittato per lanciare la sua controffensiva: ha accusato Israele di essere dietro a Flame. Sul sito del Computer Emergency Response Team Coordination Center (Maher) iraniano, il regime di Teheran ha fatto sapere di aver trovato un modo per debellare il virus. Per i russi di Kaspersky, però, l'efficacia di Flame sta proprio nella difficoltà ad accorgersi della sua presenza: Flame avrebbe infatti agito indisturbato per due anni, cinque per il Laboratorio di Crittografia e Sistemi di Sicurezza dell'università di Budapest.
Commenti

cicero08

Sab, 02/06/2012 - 08:08

vedrà ora che Berlusconi vuole tornare a stampare moneta in proprio

albertohis

Sab, 02/06/2012 - 11:09

Non v'é certezza che Flame circoli solo in Medio Oriente. Se il concetto è che chiunque venga considerato una (potenziale) minaccia possa essere soggetto a misure (per ora investigative) allora il campo si allarga fino a comprendere il globo intero (Echelon et familia). L'uso dei virus è un attacco pirata (se non terroristico) senza l'uso di bombe, o forse propedeutico proprio a quel tip di intervento. La Russia sembra essere il baluardo più solido e determinato nel fermare l'escalation predatoria dei neocolonialisti. Difficile poi capire se il virus sia stato effettivamente debellato e soprattutto se sia il solo in circolazione: se è pubblico il suo utilizzo è probabilmente stato già bruciato. Credo a questo punto che una analoga reazione da parte delle forze iraniane + sponsor possa aver luogo; dall'altra parte centrali e installazioni nucleari abbondano di certo.

andrea24

Sab, 02/06/2012 - 13:09

Vi sono investigazioni in corso anche relative alla caduta del Superjet 100 in Indonesia. Al di là di ciò,penso sia più opportuno comprare,soprattutto per le aziende,anche occidentali,di antivirus russi.

angriff

Sab, 02/06/2012 - 22:19

Americani e soci rompono le palle a tutto il mondo poi si lamentano se qualcuno gli tira giù le torri.Che strano.