Il Papa: "Non escludere la fede dalla vita sociale"

Bergoglio: "Far crescere l’umanizzazione integrale e la cultura dell’incontro e della relazione è il modo cristiano di promuovere il bene comune"

"Il cristianesimo unisce trascendenza e incarnazione; rivitalizza sempre il pensiero e la vita, di fronte alla delusione e al disincanto che invadono i cuori e si diffondono nelle strade". Per questo anche oggi la fede può "fecondare un processo culturale fedele all’identità brasiliana e costruttore di un futuro migliore per tutti". Lo ha riaffermato Papa Francesco nel discorso alle elite del Brasile, sottolineando che "il comune sentire di un popolo, le basi del suo pensiero e della sua creatività, i principi fondamentali della sua vita, i criteri di giudizio in merito alle priorità, alle norme di azione, poggiano su una visione integrale della persona umana".

"Questa visione dell’uomo e della vita così come è propria del popolo brasiliano, ha ricevuto molto - ha rivendicato Francesco - dalla linfa del Vangelo, attraverso la Chiesa Cattolica: anzitutto la fede in Gesù Cristo, nell’amore di Dio e la fraternità con il prossimo". "Ma la ricchezza di questa linfa deve essere pienamente valorizzata", ha scandito Bergoglio citando "l’amato Papa Benedetto XVI nel discorso inaugurale della V Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano, ad Aparecida" (nel 2007, ndr). Per Francesco, "far crescere l’umanizzazione integrale e la cultura dell’incontro e della relazione è il modo cristiano di promuovere il bene comune, la gioia di vivere. E qui - ha concluso - convergono fede e ragione, la dimensione religiosa con i diversi aspetti della cultura umana: arte, scienza, lavoro, letteratura".

Commenti
Ritratto di limick

limick

Sab, 27/07/2013 - 19:16

Quanti bei blablabla... sugo sempre poco.

Ritratto di Dobermann

Dobermann

Sab, 27/07/2013 - 23:05

Volenti o nolenti, la Chiesa è l'unica istituzione che oggi (come da duemila anni) è legittimata, con autorità, a essere faro per tutti. Nonostante l'identità cattolica e la presenza 'politica' del Vaticano sia venuta meno, la Chiesa rappresenta l'unica ancora di salvezza dell'Occidente (ormai tramontato, Spengler docet) e per il mondo intero. Questo Papa, che molti, soprattutto all'interno delle gerarchie vaticane, fanno fatica a inquadrare, è l'unico che abbia capito il male di oggi ed è l'unico che grida e denuncia il problema, la causa di questo male. Bergoglio non è comunista: è un cattolico, anzi, Kattolico, figlio di Sant'Ignazio e guerriero di Cristo! Egli ha compreso che la Chiesa deve scendere, come duemila anni fa, di nuovo per le strade, per le piazze; deve nuovamente annunciare la Parola di Cristo, Parola che è scandalo e follia. Sono convinto che siamo, noi tutti, testimoni (martiri?) di un'epoca decisiva, sconcertante, terrificante: un'epoca in cui 'i potenti saranno rovesciati dai troni e saranno innalzati gli umili'! Protagonista di tutto questo non poteva non essere la Chiesa di Cristo, avvelenata ma sempre guidata e purificata dall'Alto. Bergoglio è colui che Cristo ha scelto come pietra d'inciampo per 'tutto ciò che passa': il potere politico, l'economia, la mondanità, il progressismo e la gnosi imperante. Fedele alla Chiesa e al Papa. Sempre, fino alla morte!

Holmert

Dom, 28/07/2013 - 09:49

Qualcuno edotto in materia religioso-teologica, saprebbe dirmi in che cosa si discosta il "primo" papa Bergoglio dalla teologia della liberazione? Grazie!

bruno49

Dom, 28/07/2013 - 10:21

limick: quello che lei chiama sprezzantemente "blabla" si chiama predicazione del Bene. Ma a lei interessa il "sugo". Le posso indicare un ristorante dove fanno una pasta al sugo di amatriciana che lei potrà apprezzare, dato che le parole (ossia il Verbo, il Logos) non la interessano.