Processi farsa, carcere e umiliazioni L'odissea dei fucilieri in un libro

Testimonianze, foto e documenti inediti sull'odissea dei nostri fucilieri. Il libro "I nostri marò" (di Fausto Biloslavo e Riccardo Pelliccetti) da domani in edicola con il Giornale

I marò italiani Salvatore Girone e Massimiliano Latorre

«15 febbraio 2012 - Marina Militare - Comunicato n. 04

«I fucilieri del Battaglione San Marco imbarcati come Nucleo di Protezione Militare sui mercantili italiani in zone sotto minaccia dei pirati, sono intervenuti, oggi, alle 12.30 italiane, sventando un ennesimo tentativo di abbordaggio. La presenza dei militari della Marina ha dissuaso cinque predoni del mare che, a bordo di un peschereccio, hanno tentato l'arrembaggio alla Enrica Lexie, a circa 30 miglia a Ovest dalla costa Meridionale indiana. I fucilieri, avvistati i pirati, sono intervenuti secondo le procedure previste, con warning shots, ossia esplodendo tre serie di colpi d'arma da fuoco a scopo dissuasivo. Dopo l'ultima serie, l'imbarcazione dei pirati si è allontanata dalla nave italiana».

Tredici mesi fa nessuno poteva immaginare che questo comunicato avrebbe segnato lo scoppio di una crisi diplomatica senza precedenti fra l'Italia e l'India. Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, due sottufficiali del San Marco, sparano per difendere la nave convinti di dover fronteggiare la minaccia di pirati. Due pescatori indiani muoiono. Se i marò violano regole o norme devono essere giudicati in Italia perché, indipendentemente dall'incidente, partecipano a una missione internazionale e il fatto non avviene in acque territoriali indiane. Come sappiamo, l'India non ne tiene minimamente conto e, in spregio al diritto internazionale, addirittura imprigiona i nostri militari. La farsa dei processi senza fine sulla morte dei due pescatori caratterizza il soggiorno obbligato in India dei fucilieri del San Marco. Il governo italiano tiene sempre un basso profilo, scegliendo la via dei cavilli giudiziari, ma dalla giustizia indiana ci arrivano solo schiaffi.

L'ultimo episodio, con la figuraccia del governo italiano che prima decide di non rimandare in India i nostri fucilieri (rimpatriati grazie a un permesso per votare) e poi fa un'umiliante retromarcia, mette ancor più a repentaglio la situazione dei due militari.

Una vicenda incredibile, ma anche una storia di orgoglio nazionale. Per questo motivo i nostri giornalisti Fausto Biloslavo e Riccardo Pelliccetti hanno realizzato il libro I nostri marò, disponibile da domani in tutte le edicole allegato al Giornale. L'instant book ripercorre tutta l'odissea di Latorre e Girone attraverso interviste, foto, testimonianze e documenti esclusivi. Un anno di sgarbi diplomatici, interpretazioni arbitrarie del diritto e umiliazioni, ma anche di speranze e grandi mobilitazioni affinché i marò non siano dimenticati.

Commenti

gicchio38

Lun, 08/04/2013 - 09:14

IL PROFESSORINO DEI MIEI STIVALETTI monti CHE PENSA SOLO A RIDERE E INVECE DOVREBBE PIANGERE PER IL CASINO IN CUI STA PORTANDO L'ITALIA. ANCHE PER QUESTA ULTIMA FIGURACCIA CON I MARO' DEVE ESSERE PROCESSATO LUI E IL SUO CAGNOLINO CHE SI PORTA APPRESSO E CHE RIDE COME LUI. DUE VERI GINGILLI DEGNI DEI PIU' FAMOSI CIRCHI EQUESTRI MONDIALI. HANNO DELUSO FINANCHE casini/o POVERETTO.

franco@Trier -DE

Lun, 08/04/2013 - 09:39

chissà perchè succedono solamente alla Italia questi guai.

Raoul Pontalti

Lun, 08/04/2013 - 09:57

Leggeremo il libro ma quanto anticipato qui non promette bene... Il comunicato in stile tronfio contiene un mucchio di inesattezze e delle falsità accertate: la sparatoria avvenne tra le 20 e le 21 miglia dalla costa e non 30 e i cinque predoni erano più del doppio ma erano pescatori (il numero cinque è dunque pura invenzione letteraria, posto che in coperta stavano solo i due poveretti uccisi); ennesimo tentativo piratesco sventato? forse per la nostra marina scacciare gabbiani che lasciano cadere escrementi sul ponte è un'operazione antipirateria se effettuata in mari tropicali. Sulla missione internazionale antipirateria: si trattava di una missione nazionale (la nave per finzione giuridica è considerata territorio dello Stato di bandiera) di guardia armata a bene privato svolta peraltro alla pene di segugio come ben si è visto. Scambiare pescatori per pirati è possibile quando si è allucinati ma pensare di fare le cazzate per giunta dagli esiti tragici e poi farla franca è decisamente infantile. Gli Indiani non violano affatto il diritto internazionale perché giustamente non applicano norme previste (dalla Convenzione di Montego Bay) per incidenti "normali" quali collisioni in mare etc. in questo caso ma norme specifiche contro i delinquenti del mare così come contemplate dalla Convenzione di Roma del 1988 che ammettono la giurisdizione del paese cui appartengono o la nave o i cittadini che in navigazione in alto mare abbiano subito azioni criminose. Se l'Italia è convinta di avere ragione perché non si rivolge alle corti internazionali ? O almeno a quella dell'Aja? Si è sbagliato tutto da parte italiana sia a monte con la legge cretina che ammette i la guardia armata a beni privati naviganti da parte dei militari (tanto paga pantalone) che nella vicenda stessa (si spara a vanvera, non si avverte l'India e poi si cade stupidamente nei tranelli entrando in porto) e infine dopo l'arresto dei marò con manfrine indegne. Si sarebbe dovuto almeno chiedere scusa, pagare i danni e promettere di non riprovarci più. Va detto infine che anche il comandante della Enrica Lexie non si è comportato bene: il peschereccio secondo il codice della navigazione aveva la precedenza e quindi era la nave italiana a dover manovrare per evitarlo e all'occorrenza anche avvertire tempestivamente con le sirene e poi prendere in considerazione l'uso di getti d'acqua ad alta pressione prima di far avviare sparatorie senza contare che la radio sulle navi non serve solo per ascoltare le partite di calcio ma anche per chiamare la nave incrociata e chiedere lumi sul comportamento. Conclusione abbiamo mandato per mare dei cretinetti sia civili che militari e quel che è peggio li abbiamo anche spacciati per eroi e difesi in modo avventato e controproducente.

killkoms

Lun, 08/04/2013 - 10:12

ciccio da trier,ma allora sei duro!in india ci dovrebbero in stato di fermo il comandante ed il secondo di un mercantile teutonico accusati di aver causato l'affondamento(con un morto ed un disperso)del solito peschereccio messosi di traverso!chissà perchè succede solo in india!taciamo per carità cristiana su chi vorrebbe dare lezioni di diritto marittimo ma a quanto sembra non conoscerebbe nemmeno il codice dell strada!

Myk3

Lun, 08/04/2013 - 10:16

X raoul pontalti.@.... Ma ti fai di prima mattina!!!!!!! Vacci tu o manda tuo figlio a difendere le navi italiani da persone che non hanno nulla da perdere e armati fino al collo pur di prendere merci o farsene ostaggi!! Il tuo commento e veramente vergognoso!!!'

Mario-64

Lun, 08/04/2013 - 10:19

Franco Trier ,perche' Sonja Gandhi ,leader del partito del congresso indiano che ha vinto le ultime elezioni e' italiana ,ecco perche'. Fosse stata americana o cinese i nostri soldati erano liberi da un pezzo, visto che incidenti del genere laggiu' ne capitano a centinaia.

barbanera

Lun, 08/04/2013 - 10:31

@Raoul Pontalti.A questo punto,l'unica speranza che abbiamo,è che napolitano nomini lei ministro della difesa o dell'interno o della marina mercantile o...mah!

Ritratto di dalton.russel

dalton.russel

Lun, 08/04/2013 - 10:41

Azz ponta'...non sapevano che c'era un testimone oculare che, con dovizia di particolari, ha fatto l'esatto punto della situazione e della nave.Ammesso e non concesso che per mare navigano cretinetti, di certo, ce ne sono molti che navigano in rete.E tu, nel mare magnum del web, sei un capitano di lungo corso.Ponta', ha ragione myk3, cambia sostanza, l'LSD non è più di moda e inoltre brucia i neuroni e tu credo non puoi permettertelo.Dalton Russell.

SERGIO.COSTIERA

Lun, 08/04/2013 - 11:51

C’è da chiedersi quale percorso avrebbe avuto analoga vicenda, qualora ne fossero stati protagonisti due marins statunitensi. Tra le figuracce del Governo dei tecnici e professori c’è anche questa. Per quanto riguarda il prolisso commento del lettore Pontalti, sembra dettato da supponente acrimonia. In mari insicuri, un avvicinamento sospetto di altro natante può sempre preludere ad una situazione di emergenza e va da sé che vengano adottate opportune misure di difesa.

geremialettiga

Lun, 08/04/2013 - 12:01

@Raoul Pontalti: finalmente un commento sensato e circostanziato. Aggiungiamo che da quasi un anno esiste la perizia balistica indiana sulle armi e il controllo delle impronte digitali su queste. Aggiungendo che oltre ai proiettili estr atti dai 2 perscatori ce n'erano una quindicina nel peschereccio. Nessuno ne parla mai, come mai LA PERIZIA NON E' ANCORA PUBBLICAMENTE CONSULTABILE?

Raoul Pontalti

Lun, 08/04/2013 - 12:07

Bananas non serve vedere per sapere certe cose, bastando il ragionamento che a sua volta si fonda su concetti scientifici e su nozioni empiriche. Esemplificando: non serve ogni volta vedere il proiettile che esce dalla bocca da fuoco per sapere che quell'arma ha sparato: basta vederne gli effetti da un lato e ricollegare con opportune indagini il proiettile all'arma dall'altro. Ciò detto ribadisco che quanto vo dicendo da oltre un anno trova conferma ormai "ufficiosa" da parte dei vertici militari. L'ammiraglio Alessandro Piroli allora capo del reparto operazioni della Marina (come scrive questo Giornale il 15 marzo 2012 presentandolo quale capo di un'apposita delegazione giunta a Kochi per valutare la situazione) in un documento fatto maliziosamente pervenire alla stampa e pubblicato dalla concorrenza (ma lo trovate in internet almeno per scampoli) afferma quanto ho scritto nel mio commento precedente (ironia esclusa ovviamente) e se vi interessa rincara anche la dose chiedendosi se le finalità stesse dell'intervento dei marò fossero legittime, in altri termini ammette sia pure obliquamente che non è affatto vero che i marò agirono secondo le disposizioni ma che smarronarono nello sparare in quel modo e ciò non solo per i tragici effetti. Anche le critiche sul comportamento del comandante la nave sono espresse dall'ammiraglio e coincidono, eccezion fatta per le sirene, con quanto io scrissi un annetto fa ignorando il suo documento. Di più: l'ammiraglio sollevando anche il problema della mancata precedenza data dalla Enrica Lexie al peschereccio in violazione delle norme di navigazione rileva come il peschereccio non dovesse affatto cambiare rotta salva manifesta incapacità della petroliera a manovrare ma in questo caso il comandante avrebbe dovuto dare l'avviso al peschereccio sia con le sirene e i fischi sia chiamando via radio (VHF). Se la petroliera avesse manovrato e non solo aumentato la velocità (di un solo nodo) si avrebbe avuto anche maggior tempo per valutare il comportamento del peschereccio che, seppur "anomalo" visto che non rispondeva ai colpi di Panerai (luminosi), era comunque legittimo e quindi decidere il più idoneo strumento per fargli cambiare rotta e anche eventualmente di approntare altri sistemi di difesa (come i citati getti d'acqua ad alta pressione di competenza dell'equipaggio non dei marò). Da ultimo: l'ammiraglio fornisce il calibro riscontrato alla presenza dei carabinieri dei proiettili rinvenuti sullo scafo e sui corpi: 5,56 mm NATO , sul corpo di Valentine Jelestine per la precisione un tracciante sparato dal fucile del marò Andronico. Pertanto o bananas prendetevela con l'ammiraglio (komunista naturalmente) che spiffera tutto scaricando i marò non con me che certe cose le dico ormai da oltre un anno (ossia che gli sparatori della Enrica Lexie erano degli allucinati).

BlackMen

Lun, 08/04/2013 - 12:17

Complimenti a Roul Pontalti per la precisione e la competenza. dalton.russel ci dica lei comìè andata veramente. Per confutare l'intervento di Pontalti non basta bollarlo come "cretino"...serve una versione alternativa e lei mi perdoni, dal tenore livoroso della sua risposta, non sembra proprio averne una. Si rilassi

External

Lun, 08/04/2013 - 12:23

franco@trier-DE(mente) e Raoul Pontalti abitano nello stesso condominio? I solit co***ni che sputano sullo Stato e sui suoi uomini, salvo poi pretenderne l'intervento quando ne hanno bisogno. Tu franchino sei esentato in quanto ex-italiano quasi-germanico, ma non del tutto in quanto sei sempre un itaker Spaghettifresser.

killkoms

Lun, 08/04/2013 - 12:32

l'ammraglio tal de tali,se è veritiero il rapporto di repubblica,(che di sue verità ne ha pubblicate tante,ma proprio tante),di sicuro ha attinto a fonti indù!se l'esame lo avessero fatto i RIS,il risultato sarebbe ovviamente stato diverso(e non perchè i RIS sono italiani)!come il fatto che sia stato lasciato andare a puttana il peschereccio(la casa del delitto di cogne è stata dissequestrata dopo più di 10 anni,per non parlare dell'aereo di ustica)!purtroppo siamo costretti a subire l'iniziativa degli indù,che hanno deciso d'ufficio la colpa degli italiani!

barbanera

Lun, 08/04/2013 - 13:10

@franco@Trier -DE.@Raoul Pontalti.Il primo ce l'ha con gli italiani perchè in Italia non se lo caga nessuno.Il secondo è logorroico perchè.....per lo stesso motivo.A regà, ma dateve na chiodata!

Raoul Pontalti

Lun, 08/04/2013 - 13:32

External guarda che io da buon fascista quale mi vanto di essere su questa larva di Stato sputo finché mi pare e ciò per preservare invece il vero concetto di Stato che viene oltraggiato da questi governanti e dai suoi servi sciocchi che ci costano un patrimonio con le tasse. Da interventi protettivi come quelli dei marò della Enrica Lexie ne facciamo tutti a meno, visto che è costato non solo il fermo per mesi di nave ed equipaggio così ben difesi, stipendi ai due per fare le ferie forzose in India, denaro a vagonate per politici, diplomatici, militari che si sono recati in India ad assistere i marò, spese legali ma soprattutto un contenzioso che ha danneggiato il prestigio dell'Italia dinanzi al mondo, la compromissione dei rapporti con l'India e quindi perdite di commesse milionarie per le nostre imprese. Degli Spaccarotella, degli assassini di Aldrovandi, dei massacratori della Diaz a Genova, e anche dei marò sforacchiatori di pescatori ne facciamo a meno perché non proteggono un bel nulla e fanno danni. Il grosso dei militari e dei poliziotti almeno si limita a tirare lo stipendio e a farsi le seghe senza fare ulteriori danni, poi per fortuna ci sono i pochi che lavorano per gli altri e qualche delinquente lo cuccano. Ripeto: si facciano le seghe ma non facciano danni e lo stipendio glielo paghiamo lo stesso. Sparino al poligono e possibilmente con armi giocattolo o usino i videogames ma non facciano i rambo come nel cinema perché la realtà è un po' più complicata della finzione cinematografica e nei pressi di Kochi questa banale verità è emersa impietosamente. Gli eroi non sparano ai pescatori e quelli che scambiano pescatori per pirati sono coglioni per nulla eroici. Al killer della ragione che mena il torrone con i miei incidenti d'auto: ne ho fatti anche per mia responsabilità visto che ho un oltre un milione di Km sotto il culo guidando anche in posti dove le norme di circolazione sono solo un suggerimento e per giunta mai seguito dai locali, ma quelli cui cennavo nei commenti erano per colpa altrui visto che fui risarcito dalla controparte. E non ho cennato a quelli subiti in Turchia e in Egitto dove anche i risarcimenti sono facoltativi in via di fatto, però anche lì lo straniero deve rispettare tutte le norme altrimenti non solo non viene risarcito ma viene messo dentro e paga sanzioni salate.

Pautasso

Lun, 08/04/2013 - 13:40

Raul Pontalti, mi tolga una curiosità. Ma lei era presente sul luogo? E, in secondo luogo, perché e chi la paga per fare l'avvocato difensore dei selvaggi indiani?

Ritratto di gianni1950

gianni1950

Lun, 08/04/2013 - 14:05

QUESTI MARO BISOGNA PREMIARLI SUBITO COME EROI E NON PARLARNE PIù ORMAI IL GOVERNO ITALIANO NEL MONDO NON è PIù CREDIBILE E CON QUESTA FIGURACCIA NEL MONDO RIDERANNO PER ANNI. POVERA ITALIA, UN GIORNO ANNI 30/40, IMPERO E RISPETTATA NEL MONDO, ADESSO RIDICOLIZZATA COME UNO DEI PAESI SOTTO SVILLUPPATI O INESISTENTI.

External

Lun, 08/04/2013 - 14:09

Raoul Pontalti, ho attentamente letto il tuo commento e vorrei solo fare un brevissimo appunto: stamattina hai di nuovo dimenticato di prendere le solite 20 gocce di Lexotan.

Mario-64

Lun, 08/04/2013 - 14:14

Ipotesi n°1: i nostri vedono un peschereccio (che neanche lontanamente assomiglia ad un barchino di pirati) a mezzo km ,in rotta di avvicinamento alla petroliera. Gli prudono talmente le mani che prendono le prime armi che trovano a cominciano a fare il tiro al bersaglio sul natante indiano. Poi ,sicuri di aver fatto fuori almeno il timoniere ,visto che la barca va' a zig-zag ,decidono di entrare in porto a Kochi per farsi una birretta. Ipotesi n°2:i pescatori sono vittime di chissa' chi, i nostri hanno sparato solo in acqua,e proprio per questo ,non avendo nulla da temere,ingenuamente abboccano alla richiesta di entrare in porto a Kochi per chiarimenti. Il "govenratore" del Kerala Oommen Chandy ci mette un attimo a fare due piu' due ,ha in mano l'asso di briscola per le prossime elezioni politiche . I "marines italiani assassini", come lui si affretta a definirli sono quello che ci vuole per mettere sotto pressione Sonja Gandhi ,anche lei italiana, leader del partito del congresso. Sequestrate le armi e' un gioco da ragazzi per la polizia sforacchiare il peschereccio . Magari non con le armi di Salvatore e Massimiliano ,ma con altre due appartenenti ad altri due militari. Quale storia vi sembra piu' realistica? Che l'India non ce l'avesse davvero coi nostri maro' lo confermano i continui rinvii ,la incredibile decisione di rimandarli a casa per un mese per votare ,quando avrebbero potuto farlo benissimo in ambasciata ,dove fra l'altro vivevano. Volevano solo tenere in piedi la storia per un po' ,dopo le elezioni con un gesto "distensivo" avrebbero trovato il modo di rimandarli da noi.

External

Lun, 08/04/2013 - 14:19

Raul Pontalti, adesso ho capito il tuo livore, sei un politicante come quelli su cui sputi. Ex-consigliere comunale, incazzato per non essere riuscito a diventare assessore.

viento2

Lun, 08/04/2013 - 14:19

Franco@trier-ma i 2 marinai tedeschi che fine hanno fatto mica avete mandato le stumtruppen vediamo come la risolve la grande cermania(c voluta)

killkoms

Lun, 08/04/2013 - 14:23

peccato che il gallonato abbia dimenticato di scrivere che come ammesso dalla stessa suprema corte dei turbanti,il peschereccio(se era lui) non alzava la bandiera nazionale,non aveva titolo per pescare nelle acque del kerala(essendo registrato nel tamil nadu),e che chissà perchè il gps di cui pare fosse dotato non è stato mai considerato per trarvi utili informazioni!anche per spiegare l'anomalia di come 2 navi che da qualche parte in mare si sarebbero incrociate,siano giunte in 2 diversi porti,ben distanti,con appena una trentina di minuti di differenza!misteri indù!

killkoms

Lun, 08/04/2013 - 14:26

@pautasso,quel personaggio appartiene alla categoria dei cosidetti"troll"!tipi che affollano forum e blog,ove fanno di tutto per attirarsi le ire degli altri frequentatori,sostenedo le tesi più assurde!a pagarlo lo pagano gli italiani,ovviamente!

killkoms

Lun, 08/04/2013 - 14:42

@mario64,tutto è possibile!anche io credo che la storia dei nostri sia stata gonfiata e cavalcata ad arte per beghe politico/sociali locali!o per farne dimenticare altre,come i disordini scoppiati nel tamil nadu durante una manifestazione dei pescatori locali contro una centrale nucleare in costruzione sulla costa!nel corso di tali disordini la polizia locale ha ucciso un pescatore e ne ha ferito degli altri!la"spettacolare" cattura dei"marines assassini",oltre a far dimenticare quella storia,compenserebbe pure il disinteressamento indù per la sorte di quei pescatori uccisi,maltrattati e imprigionati dai cingalesi per sconfinamento!inoltre,quando accaduto ad un cargo tedesco,fermato per lo"scontro"con un altro peschereccio,con un morto ed un disperso,mi fà pensare che il desiderio degli indù,è di arrivare ad un qualcosa di simile a quell'atto di navigazione britannico che prevedeva solo navi inglesi per il commerci con l'inghilterra!l'india,sfruttando i suoi peones del mare,di cui tollera molte irregolarità,vorrebbe espellere il naviglio mercantile occidentale dai suoi mari,per soppiantarlo col proprio,aumentando il businnes dei suoi traffici!

gzn663

Lun, 08/04/2013 - 15:06

La perizia CONGIUNTA Italia India ha dimostrato che i proiettili sono in dotazione ad armi italiane,chi non se ne fosse accorto basta leggere le dichiarazioni del ministro della difesa.Poi che tutta la questione sia stata gestita alla ca-zzo di cane è indubbio,ma arrivare a dire che questi due siano eroi ne passa!!!

Freeindependent...

Lun, 08/04/2013 - 15:10

Raoul Pontalti dimentica semplicemente di dire che il rapporto dell'ammiraglio Piroli cui fa riferimento non è che un primo rapporto preliminare da lui steso sula base delle informazioni raccolte da parte dagli inquirenti indiani (e quindi per definizione di parte). Per l'appunto una sistematizzazione dei dati che l'accusa indiana si accingerebbe a presentare (quando questo processo illegale alla fine partirà). E' incredibile la supponenza e la malafede con cui espone delle ipotesi come se fossero certezze. E' incredibile che ogni articolo che appare sui marò veda da oltre un anno 4 o 5 interventi suoi come se abbia come unico scopo personale nella vita quello di denigrare due soldati italiani. Pontalti, un consiglio ...... si rilassi, consulti un dottore, prenda le sue medicine, vada a fare quattro passi all'aria fresca e si riprenda una vita. Tutto l'odio che lei ha dentro di sè, le fa solo un gran male .....

External

Lun, 08/04/2013 - 15:34

gzn663: guarda che i periti italiani non sono stai ammessi alle perizie.

killkoms

Lun, 08/04/2013 - 15:49

@gzn663,perizia congiunta?la perizia l'hanno fatta solo gli indù! i carabi nieri hanno potuto solo"osservare",senza titolo ad intervenire,gli"esperti"indù quando esplodevano alcuni colpi di quelli trovati abordo della lexie!tutto lì!

Raoul Pontalti

Lun, 08/04/2013 - 16:00

Mario-64 tra le Tue ipotesi in mezzo ce ne sta un'altra che ormai viene ammessa sia dal sottosegretario agli esteri Staffan de Mistura (alcoolica) sia dai vertici militari: i marò si sono semplicemente scappellati grazie all'incoraggiamento dei deficienti di ufficiali (civili) che stavano in plancia sulla petroliera. Vogliamo fantasticare cazzeggiando? Sulla nave non volevano cambiare rotta una volta incrociata una volgare bagnarola di legno condotta da pidocchiosi con la pelle scura che navigava in "rotta di collisione" proveniente da dritta e quindi con diritto di precedenza, né volevano modificare la velocità (in realtà poi incrementata di un solo nodo tanto per la forma, ossia per dire di aver assunto il comportamento cui è tenuta una nave sotto attacco piratesco) e quindi hanno fatto credere ai marò che potesse quella bagnarola essere un'imbarcazione pirata invitandoli a comportarsi di conseguenza. E negli effetti i marò con testa da fucilieri (lo stesso che carabinieri...) hanno pensato bene di applicare su nave civile protocolli militari trasformandola così in nave corsara e si sono messi a lanciare flashes di Panerai (e fin qui va bene, salvo che uno se ne può fregare perché non sta scritto da nessuna parte che una nave civile possa dare ordini ad altra nave civile) e poi, visto il risultato nullo, si sono messi a sparare colpi di avvertimento con il risultato, scontato trattandosi di eroi dei bananas, di aver centrato barca e due naviganti avendo mirato in acqua (in caso di scontro vero con i pirati avrebbero mirato allo scafo e prodotto delle belle colonne d'acqua...). Poi, stupiti, i marò hanno rilevato che la barca indiana procedeva "senza una rotta definita" ora puntando verso la costa, ora verso la petroliera ma non si sono posti il problema che forse avevano stecchito il timoniere. Non si posero il problema perché la mamma non aveva spiegato loro proprio tutto e quindi ignoravano tra l'altro l'esistenza dell'obbligo di soccorrere chiunque si trovi in difficoltà in alto mare, anche se si tratta di pirati: gli Yankees della USS Rappahannock che impallinarono dei pescatori indiani avendoli scambiati per Pasdaran procedettero invece al soccorso e così si accorsero dell'orrenda cappella. I civili della petroliera omisero di informare l'India dell'accaduto (mirabile esempio di collaborazione nel contrasto alla pirateria: la barca dei presunti pirati se l'era svignata e avrebbe potuto fare danni altrove mentre l'India, poco distante con navi, aerei, elicotteri, avrebbe potuto bloccare i pirati) e quando arrivò via radio la fatale domanda: chi ha sparato? gli sciagurati risposero e poi non poterono sottrarsi alla richiesta di entrare in porto. Per quanto riguarda la questione delle armi che non sarebbero quelle dei due marò ora ospiti dell'India a spese nostre ma di altri ora in Italia, Tu, cazzeggio a parte, davvero ritieni che gli Indiani siano così stupidi da prendere i fucili sbagliati ossia a casaccio? Se uno vuole costruire prove farlocche avendo in mano armi e marò oltre che cadaveri e barche fa coincidere tutto e ci aggiunge anche il DNA fraudolentemente prelevato. La discrepanza nella proprietà dei fucili rispetto agli utilizzatori nella sparatoria dimostra solo che gli Italiani o sono dei cazzoni che oltre alle mogli scambiano tra loro anche i fucili oppure dei magliari che hanno raccontato che a sparare sono stati due innocenti con l'intento poi di farli assolvere per non aver commesso il delitto. Propendo per l'ipotesi dei cazzoni scambiatori di fucili, donne e anche spinelli visto l'andazzo generale confermato nei particolari in questa vicenda. P.S. la barca ufficialmente fu vista sugli schermi radar a 2,8 km di distanza, ciò che significa che in plancia dormivano o erano intenti a masturbarsi perché il radar copre distanze ben maggiori e il peschereccio non era una tavola da surf.

External

Lun, 08/04/2013 - 16:08

gzn663= bell'esempio di troll. Spara caz***e e spera che nessuno si ricordi o vada a verificare. Antico sistema sinisto per denigrare l'avversario.

barbanera

Lun, 08/04/2013 - 16:30

@Raoul Pontalti.La destra italiana ha già fatto pessime figure nel recente passato,ma leggere di te che affermi essere un vero fascista,è veramente deludente.Ma come fai a essere così prolisso?Ogni intervento è lungo una messa.Ma i fascisti non sono duri e puri?E i duri e puri non dovrebbero essere più concisi?

Raoul Pontalti

Lun, 08/04/2013 - 16:43

Freeindipendent io me la prendo in questo modo sulla vicenda per svariate ragioni, in sintesi: mio padre servì con onore nella Regia Marina, io ho fatto parte dell'Associazione X MAS dove ho conosciuto personaggi come Luigi Ferraro (medaglia d'oro), Nino Buttazzoni (comandante dei Nuotatori Paracadutisti), Fiorenzo Capriotti (medaglia d'argento) Sergio Nesi (comandante dei mezzi d'assalto) e tanti altri che servirono la Patria con onore e si comportarono veramente da eroi e quindi vedere attribuita la qualifica di eroi a dei castroni mi provoca contorcimenti di budella. Le convulsioni invece mi provocano le idiozie di Ignazio da Paternò (noto anche come Benito Maria La Russa) che anche da missino non sapeva tenere il passo (per forza: è un papero) e da ministro mi fa la legge beota delle scorte militari armate a navi private e poi sfrutta i marò, come Alemanno e tutti gli affossatori del MSI prima e di AN poi per avere una carega, per titillare a fini elettoralistici i sentimenti nazionali che a mio avviso non possono essere strumentalizzati in alcun caso, tantomeno per fini abietti come quello della preservazione della carega. Grazie anche al comportamento di questi politicanti molti Italiani ingenui pensano di essere al cospetto di due eroi che una ria sorte ha destinato ad un'ingiusta prigionia per aver difeso l'onore e la bandiera oltre che una nave, I marò, compresi quelli rientrati, non hanno difeso un bel niente e hanno solo inguaiato una nazione facendone lo zimbello del mondo oltre che dell'india. Provate a leggere cosa scrivono gli stranieri sul caso, sentite all'estero le battute triviali sul valore dei militari Italiani. Ma se non si legge perché a stento si conosce il proprio dialetto e per estero si intendono Città del Vaticano, San Marino e il Canton Ticino (dove le frecciate però scoccano) e si crede alle sonate di trombone patriottardo dei La Russa e degli Alemanno si può restare convinti che i perfidi Indiani ci stanno maltrattando ingiustamente. P.S. i rilievi di Piroli sul comportamento del comandante Vitelli (nomen omen) non sono farina del sacco indiano e non Ti ci vorrà molto per capirlo.

External

Lun, 08/04/2013 - 16:53

barbanera, cosa vuoi aspettarti da un ex-consigliere comunale? Raoul, stasera non dimenticare lo xanax.

Mario-64

Lun, 08/04/2013 - 17:26

Raoul Pontalti ,d'accordo sul fatto che in plancia sulla petroliera c'erano dei fessi. Che pero' i nostri ,per sparare qualche colpo "di avvertimento" ,per sbaglio piazzino 15 proiettili sul peschereccio (che poi ,insisto ,arriva in porto con i vetri intatti...), mi sembra piu' che strano, quasi assurdo. Avendo il brevetto di volo mi intendo poco di navi e di precedenze in alto mare ,a naso pero' mi sembra strano che una petroliera di quella stazza dia strada ad un piccolo peschereccio ,mi parrebbe piu' verosimile il contrario ... ma posso sbagliare. Domanda ingenua: sui fucili c'e' il nome del soldato ? Ai tempi miei (servizio di leva nei Carabinieri) no, perche' altrimenti come avrebbero fatto gli indiani a sapere di chi erano ? Comunque ,diciamolo ,gli indiani non sono svizzeri ,qualche sbaglio potrebbero pure averlo fatto..

Raoul Pontalti

Lun, 08/04/2013 - 18:28

Mario-64 quando Tu vai con il camion o il camper devi dare la precedenza ai pedoni sulle strisce pedonali o no? E alle biciclette che vengono da destra ad un incrocio? Il codice della navigazione ammette eccezioni alla regola generale sulle precedenze solo in pochi casi (imbarcazioni a vela e navi impossibilitate a manovrare, navi intente alla pesca, etc,) e non pare, anche secondo l'ammiraglio Piroli, che la Enrica Lexie rientrasse nelle eccezioni. Ovviamente sul fucile non c'è il nome dell'utilizzatore (salvo che questi non ve l'abbia di sua iniziativa applicato) ma il numero di matricola al quale corrisponde il nome dell'utilizzatore nell'apposito registro. E' possibile che gli Indiani non conoscessero questa corrispondenza altrimenti avrebbero fermato anche o in alternativa gli altri due marò utilizzatori dei fucili che spararono e se è così può dirsi dimostrata la loro buona fede, avendo arrestato coloro i quali dagli interrogatori risultavano aver sparato e non facendo artificiosamente corrispondere le risultanze della perizia balistica. I nomi li ha fatti l'ammiraglio italiano in un documento riservato alle autorità italiane. Dove hai trovato il numero di colpi subiti dallo scafo? Pare che i colpi andati a segno si riducano a quattro, ma potrei essere ingannato dal numero dei proietti rinvenuti sia nello scafo che nei cadaveri per quanto riferirebbe l'ammiraglio Piroli e ovviamente possono essersi persi dei proietti in navigazione e alcuni colpi possono essere stati trapassanti. Il problema dei vetri intatti si porrebbe anche in caso di montatura per incastrare i marò: perché crivellare lo scafo e lasciare intatti i vetri? Gli Indiani non sono mica ebrei...e non avevano da rivendere i vetri...Colgo l'occasione per correggere km con mn (miglia nautiche), quindi 2,8 mn la distanza del primitivo avvistamento strumentale del St. Antony secondo la versione dei vitelli marini. per External: nonostante un mio antico 30 all'esame di farmacologia generale faccio fatica a ricordare tutti quei farmaci antiansia e antipanico: sei farmacista o sei sotto cura Tu per problemi di ansia e panico? Un clinico non sei, perché in ogni caso hai sbagliato diagnosi e di conseguenza la terapia: sto scrivendo per cazzeggio non per sfogare l'ansia che è disturbo che non mi ha mai afflitto.

Ritratto di serjoe

serjoe

Lun, 08/04/2013 - 18:58

Non posso che condividere i ragionamenti di Pontalti e sul patriotismo da operetta dei vari external che essendo evidentemente privi di coglioni hanno pensato di assumerne altri 2 con i nomi dei 2 maro'.

killkoms

Lun, 08/04/2013 - 19:28

ilmtroll dei monti,pseudofascista da"spezzeremo le reni alla grecia",decanta le magagne italiche,ma dimentica che la balda marineria indù,in lungo ed in largo per l'oceano indiano,ha impallinato ferito ed ucciso,diversi pescatori"degli altri"con relativi pescherecci,senza mai pagare danni e chiedere scusa a nessuno!e non si venga a dire"ma erano navi militari",poichè i danni li pagano anche questi ultimi,altrimenti sarebbero delle navi da corsa!nel caso delle nave usa è diverso il discorso,poichè era un rufornitore di squadra con altre navi non molto distanti,e per giunta fermo!logico organizzare i soccorsi ckntando su altra gente!queste cose un mercantile con l'equipaggio ridotto all'osso!ma intanto gli indù il vizio di puntare navi occidentali più grosse per ottenere proiettili ed indennizzi pare ce l'hanno sem're!

Mario-64

Lun, 08/04/2013 - 19:37

Raoul Pontalti ,dei 15 colpi ne parlarono i giornali indiani all'epoca dei fatti ,ma francamente mi sembrano tanti ,qualunque cosa sia successa. Per quanto riguarda i vetri , come si vede dalle immagini della sera del 15 febbraio ,il peschereccio arriva in porto coi vetri intatti. Quello che francamente insospettisce ,al di la' di tutti i possibili giochini politici ,sono le dichiarazioni del capitano indiano . Mr Freddy Bosco prima dice che non sanno chi ha sparato perche' dormivano tutti tranne i due poveretti. Poi ,il 22 febbraio dice di ricordare una grande nave rossa e nera (molte petroliere lo sono). Infine in un'intervista al settimanale "oggi" dice testualmente che e' stata la polizia a suggerirgli il nome della Enrica Lexie. Insomma ce n'e abbastanza per avere dei dubbi...

Ritratto di dalton.russel

dalton.russel

Lun, 08/04/2013 - 21:12

blackmen: lascio a te e pontalti le certezze.Io preferisco i dubbi e quindi non esprimo pareri tanto per aprire bocca e dargli fiato.Dalton Russell.

Ritratto di dalton.russel

dalton.russel

Lun, 08/04/2013 - 21:23

ponta' mettiti d'accordo: "sono scientifici e anche empirici". E non dico dove te la devi ficcare la banana perchè conosci già la strada. Dalton Russell.

External

Mar, 09/04/2013 - 09:11

Pontalti, abbia pazienza ma lezioni di farmacia generale un "quasi" veterinario non ne può dare. Saluti.

Raoul Pontalti

Mar, 09/04/2013 - 17:35

A quello che si stupisce dell'accostamento scienza-empiria: la balistica applicata cos'è se non empirica? E su questi forum c'è chi ha strologato di nutazioni e precessioni di proietti che hanno base scientifica ma che per ogni tipo di proiettili e di arma vanno verificate empiricamente. Ad External: io non do lezioni ma Tu vedi di non non proporre ad altri le terapie cui sei costretto Tu e considera se non sia il caso di confrontarsi sugli argomenti anche con battute salaci ma non solo con insulti. nascondendosi dietro un nickname. Di quello che affermo io rispondo in tutte le sedi perché non mi nascondo e su questi forum ho pubblicato più volte l'indirizzo di posta elettronica e con qualche commentatore mi sono confrontato anche in privato mantenendo la riservatezza sull'identità. E' una questione di stile, io presuntuosamente ritengo di avere un ceto stile anche nel cazzeggio.

External

Gio, 11/04/2013 - 08:37

La balistica, comunque, è una scienza che fa riferimento alla meccanica ed alla fisica e quindi esatta, a differenza di molte altre discipline, inoltre gli esami balistici tendono, a parità di condizioni, a verificare le uguaglianze tra due proiettili. La mia proposta di cura potrà non incontrare il tuo consenso, ma non mi cruccio per questo. Generalmente la volgarità gratuita nelle battute non è il mio forte, anche se a volte mi divertono, preferisco quelle pungenti ma eleganti. Per quanto riguarda nickname ed affini, ognuno fa le sue scelte, io non critico la scelta di mettersi in mostra con nome, cognome, indirizzo mail, curricula, ecc, ecc. chi lo fa avrà probabilmente i suoi motivi. E' tuo diritto presumere di avere stile, è mio diritto pensare l'esatto contrario.