Siria, la via d'uscita di Obama: «accordo» sulle armi chimiche

Barack Obama si sta giocando tutto. Se le cose gli andassero male, nel senso che il Congresso respingesse la sua proposta di bombardare la Siria per punirla dell'uso di armi chimiche, diventerà per il resto della sua presidenza un'anatra zoppa, privo di credibilità internazionale e inviso ai suoi stessi concittadini. Ma, per sua fortuna, uno spiraglio sembra essersi aperto all'ultimo momento, che potrebbe consentirgli di uscire dall'impasse. Il suo segretario di Stato Kerry, uno degli interventisti più decisi, riprendendo una proposta emersa durante il dibattito al Senato, ha offerto quasi «en passant» a Damasco di rinunciare all'offensiva in cambio della consegna di tutte le armi chimiche in suo possesso entro due settimane. Tra la generale sorpresa, nel giro di poche ore il ministro degli Esteri russo Lavrov ha espresso parere favorevole alla proposta, ottenendo - a quanto sembra - anche il sì del suo collega siriano che si trovava a Mosca. L'idea di Lavrov, per la verità, differisce da quella di Kerry nel senso che chiede a Damasco solo l'adesione immediata alla Organizzazione per il divieto delle armi chimiche, non pone termini temporali per la loro consegna e distruzione e comunque non ha ancora l'assenso - fondamentale - dello stesso Assad. Questo, a sua volta, ha indotto il Dipartimento di Stato a precisare che quella di Kerry era stata solo «una esercitazione retorica», che non c'erano le condizioni per una soluzione negoziata e che comunque non ci si poteva fidare di un dittatore che, nella prima intervista concessa ieri a una Tv americana dal 2011, è tornato a negare ogni responsabilità nell'attacco chimico del 21 agosto. Tuttavia, a Washington non conviene chiudere subito la porta a una iniziativa che non solo potrebbe aiutare Obama a uscire dai guai, ma ottenere il consenso dell'Onu, dell'Ue e del Pontefice. Certo, siamo arrivati a un punto in cui gli ostacoli a una soluzione diplomatica sono innumerevoli, a cominciare dalle condizioni sul terreno e dalla difficoltà di localizzare i depositi di armi chimiche da eliminare.
La novità è intervenuta proprio nella giornata in cui Obama, con sei interviste a sei Tv diverse, ha iniziato l'offensiva finale per cercare di convincere l'opinione pubblica, e in primis i Congressisti che la rappresentano e ne hanno raccolto gli umori, a concedergli la luce verde per la «punizione» di Assad, con il rischio coinvolgere gli Stati Uniti in un nuovo conflitto mediorientale sia pure circoscritto nel tempo. Ma almeno per ora, le voci raccolte dai media nell'America profonda sono quasi tutte contrarie all'attacco. «Non sono affari nostri», «Con la crisi di bilancio è folle andare a buttar via altri miliardi in Medio oriente», «Non mi sono arruolato nell'esercito per aiutare Al Qaida nella guerra civile siriana» sono state le risposte più comuni.
Di fronte alla possibilità - molto concreta - di un no della Camera dei rappresentanti (in Senato le cose appaiono più facili), molti si chiedono perché Obama abbia deciso di chiedere l'assenso dei parlamentari prima di entrare in azione. La Costituzione dà al presidente ampi poteri di intervento militare all'estero senza chiedere luce verde al Congresso ma Obama si muove su un terreno particolarmente difficile: qui si tratta di un attacco a un Paese sovrano senza alcun consenso internazionale, di prove e testimonianze contraddittorie sui responsabili dell'uso dei gas, di una evidente mancanza di «interesse nazionale», di un'azione senza il benestare dell'Onu e senza neppure il sostegno di una grande organizzazione internazionale come la Nato.
Ma la vera tragedia di Obama è che rischierebbe di perdere anche se il Congresso gli desse via libera: l'attacco limitato in programma, infatti, non risolverebbe nulla, finirebbe con l'aiutare i ribelli legati ad Al Qaida e rischierebbe di innescare un conflitto più vasto. La causa per cui il presidente dice di battersi è senza dubbio nobile, ma l'esito rischia di essere catastrofico. Perciò, se tutto potesse risolversi diplomaticamente, il primo beneficiario, insieme al popolo siriano, sarebbe proprio Obama.

Commenti
Ritratto di W.A.S.P.

W.A.S.P.

Mar, 10/09/2013 - 12:24

domani e 'l'11 settembre,per i salafiti bestie e'"LA FESTA DELLE FESTE" e tu obama vuoi aiutare ste bestie?voi francesi ed occidente volete aiutare ste bestie? mi viene veramente il dubbio che le due torri le hanno bombardato gli americani. come fanno ad ad aiutare la gente che festeggia l'11 settembre?????

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mar, 10/09/2013 - 12:45

Tornano alla mente i dubbi sulla fortunosa elezione dell'ultimo presidente degli Stati Uniti, perciò non si possono sottacere alcune considerazioni di tipo caratteriale su Obama. Da piccolo Barack è cresciuto senza figura paterna e sarebbe davvero l'eccezione che conferma la regola se l'equilibrio psichico del giovanetto non ne abbia risentito. In questi casi la madre cerca di "rifarsi una vita", l'importante è che non ci provi una volta al mese, in tal caso l'inclinazione alla menzogna di Obama sarebbe quella del "figlio di buona donna". Comunque della madre di Obama non sappiamo niente, se non che è di razza bianca e fu sedotte e abbandonata. L'aggressività del "figlio del peccato", in questi casi, e la sua inclinazione ad alterare la realtà, è avvalorata dalla sua capacità di contendere e litigare, tipica degli avvocati. In quanto all'assenza di scrupoli il grido di battaglia di Obama dice tutto: "Yes we can".

Ritratto di serjoe

serjoe

Mar, 10/09/2013 - 14:59

Consiglio per Obama: se la guerra non la fai,levi il disturbo e te ne vai.

maxaureli

Mar, 10/09/2013 - 18:12

serjoe... LOL LOL fa rima il tuo commento... LOL LOL

Ritratto di ilsaturato

ilsaturato

Mar, 10/09/2013 - 20:22

Obama, l'ennesimo mercenario americano dell'onnipotente finanza globale, è stato (fortunamente) messo all'angolo dalla Russia di Putin. La proposta Russa è ineludibile, logica e sicuramente subito fattibile; ha ovviamente il torto (per gli interventisti) di riuscire probabilmente a disarmare le "truppe dei petro-dollari" a un secondo da una interessatissima campagna di conquista mascherata da politically-correct come quella, indecente, attuata in Libia e in tutto il nord-Africa. Oltretutto, sottrarrebbe l'arsenale chimico della Siria alla devastante possibilità che questo cada nelle mani delle feroci bestie integraliste che da due anni tentano di rovesciarne il governo. E' bello, sacrosanto e giusto condannare l'uso di armi chimiche in Siria... certo sarebbe altrettanto bello avere la certezza, matematica e dimostrata "al di là di ogni ragionevole dubbio", che siano state davvero impiegate e, ancora più importante, chi le ha utilizzate-dove-quando. Chi mi ha letto altre volte su questi temi sa che non amo per niente l'Iran e men che meno la Corea del Nord (e qualcuno dovrebbe anche spiegarmi che ruolo ha in Siria...). La condanna degli scodinzolanti stati europei Obama-dipendenti? Ogni volta c'è qualcuno che condanna qualcosa; una volta è la guerra, un'altra la violenza, un'altra il terrorismo, un'altra ancora il rapimento, l'aggressione, l'attentato, ecc.. beh, vorrei sapere chi non condanna queste cose! Il volere in generale la pace, la sicurezza, il rispetto del prossimo sono valori e convincimenti ben radicati in ogni uomo, ma sembra sempre che una parte abbia acquisito l'esclusiva di farne una bandiera strumentale interpretata in modo diverso e partigiano di volta in volta. Tentano sempre di fare apparire chiunque non si schieri da comparsa nei loro "show" come qualcuno pro-guerra, pro-violenza, pro-terrorismo, ecc... Certo, per questi guerrafondai/pacifisti a orologeria, la guerra è "GUERRA" solo quando politicamente gli conviene! E Obama cosa ti inventa per convincere il Congresso? Addirittura mostra un filmato (dove sembra, peraltro, che non si dimostri proprio un bel niente). Chissà se avesse fatto vedere uno spezzone del film "la guerra dei mondi" con Tom Cruise... avrebbe potuto far loro credere a un'invasione aliena, come accadde al racconto via radio di Orson Welles che seminò il panico nel '38!! Dare ascolto a voci come quella di Piccinin (il belga rapito con Quirico) che indicano che la parte infame è quella (i ribelli, rivoluzionari, sanguinari, integralisti che tutto sono meno che siriani?) dipinta dai nostri media come quella "santa e coraggiosa"? Noooo, non è "politically correct and suitable". Le più infami simulazioni e le più spietate farse sono da decenni una delle indecenti armi dell'integralismo/terrorismo islamico. Sono decine i casi dimostrati di "finte stragi" in Palestina (dove i moribondi si "risvegliano" perfettamente sani non appena le riprese "ufficiali" terminano) o, peggio, i veri macelli attuati contro la propria gente da gruppi integralisti per farne ricadere la colpa sulle truppe del contingente internazionale in Iraq, Afganistan, ecc... o su Israele quando tali atti barbarici sono stati attuati in Palestina, Libano, ecc... Stiamo per assistere nuovamente a quanto accaduto in Libia, dove una "dittatura sotto controllo e ormai imbrigliata" (che oltretutto era un'area strategica per l'economia Italiana) è stata brutalmente spazzata via dalle "brave potenze occidentali"... finendo per dare via libera all'espansione dell'integralismo islamico che dichiara da decenni di volere spazzare via l'Occidente e tutti i "cani infedeli" (cioè noi Italiani per primi, sede del Cristianesimo Cattolico). Basta che in ogni sbarco sulle nostre coste vengano aggiunti una decina di addestrati terroristi/combattenti islamici e, a "breve" tempo debito, il gioco sarà fatto... anche grazie al decerebrato aiuto delle varie Kyenge, Boldrini e di tutta la numerosa schiera dei "supporter" di queste preziose risorse. Il mondo si sta ficcando in un pericolosissimo vicolo cieco e noi Italiani, in particolare, non solo abbiamo perso il lume della ragione, ma non abbiamo nemmeno il coraggio, la dignità e l'onore di provare a ribellarci almeno in casa nostra a decenni di politiche eque-solidali-democratiche... mortali che ci stanno annientando. Forse, in fondo, è proprio ciò che ci meritiamo.

ESILIATO

Mer, 11/09/2013 - 03:25

Obama ha appena terminato il suo discorso sulla Siria....vi e' un solo modo di commentarlo... PATETICO........