Siria, gli scontri tra i ribelli jihadisti e curdi preoccupano Barzani

Continuano gli scontri tra curdi e filo-jihadisti. Il presidente del "Kurdistan iracheno" Barzani pronto a intervenire

Lo scontro tra le diverse fazioni ribelli nella Siria settentrionale continua. I gruppi legati ad al-Qaeda e i combattenti curdi si fanno la guerra da settimane, uniti nella lotta contro il governo di Bashar al-Assad, ma divisi sui restanti fronti, compreso il futuro del Paese, per cui gli jihadisti vorrebbero l'istituzione di un emirato.

La lotta tra i due gruppi, nelle zone vicino al confine con la Turchia e specialmente nella città di Ras al-Ayn, ha provocato vittime in entrambi gli schieramenti. Anche l'uccisione di Issa Hisso, leader curdo ucciso a fine luglio da un'autobomba, è stata attribuita ad un'azione dei gruppi vicini ad Al-Qaeda, che hanno un ruolo importante nell'opposizione al governo di Damasco.

Gli scontri, che non accennano a smettere, hanno fatto muovere oggi anche Masoud Barzani, presidente della regione autonoma del Kurdistan iracheno e leader del partito democratico del Kurdistan (KDP), che ha annunciato un possibile intervento in difesa dei curdi siriani. "Se, come sembra - ha detto - ci sono cittadini innocenti, tra cui donne e bambini curdi, sotto minaccia di morte, la regione del Kurdistan iracheno è pronta a difenderli".

Commenti

Raoul Pontalti

Dom, 11/08/2013 - 00:13

Per favore Andrea, almeno per quelli di palato fino come me (sono presuntuoso...), evita di sproloquiare di califfato islamico per almeno due ragioni: a) il califfato o è islamico o non è pertanto basta il sostantivo califfato, b) il califfato (che per un certo verso può essere paragonato al papato) è un'istituzione religiosa ed universale: il califfo (al khalifah) è sia il successore che il vicario di Maometto, con l'avvertenza però che la carica religiosa comprende anche la carica politica (come un tempo il papa-re), ossia l'amir al mu'minin (il principe dei credenti, altro titolo del califfo) è una sorta di monarca dei musulmani (almeno di quelli di rito sunnita), c) di conseguenza chi non può aspirare alla ricostituzione del califfato (abolito nel 1924) per ragioni "dinastiche" (in realtà il califfato sarebbe elettivo ma gli eleggibili dovrebbero possedere diversi requisiti tra cui alcuni relativi all'appartenenza tribale) può solo sostenere l'idea di un sultanato o di un emirato (e questa è in genere la regola anche tra i "qaidisti"). Ciò premesso e stabilito, per quanto riguarda la questione curda siamo in presenza dell'ennesimo incasinamento di un quadro già complesso: i Curdi di Siria(Indoeuropei di stirpe iranica), sunniti come gli insorti, sono etnicamente e anche linguisticamente distinti dagli Arabi e per contro fratelli in senso stretto dei Curdi di Turchia, di Iraq, di Iran e dei territori caucasici dell'ex URSS e nemici acerrimi dei Turchi (e ancor più degli Armeni cristiani: i massacratori responsabili del genocidio armeno furono per lo più curdi) e proprio per questo oggettivi alleati del fino a ieri persecutore Assad. Il nemico di ieri diviene l'alleato di oggi per combattere il nemico di sempre: i Turchi. Il Kurdistan irakeno non è però uno Stato ma una regione autonoma in conflitto con il regime di Baghdad da un lato e con la Turchia dall'altro (la quale spesso effettua incursioni in territorio iraqeno per punire i Curdi che sostengono il PKK del Kurdistan turco). E' chiaro quindi che la notizia di cui all'articolo è foriera di ulteriori complicazioni, conflitti e conseguenti lutti.

Ritratto di andrea.cortellari

andrea.cortellari

Dom, 11/08/2013 - 09:02

Effettivamente un mio errore. La ringrazio della segnalazione

diegom13

Dom, 11/08/2013 - 09:38

Lapsus nel commento precedente: Barzani, non Talabani (ché se entrasse lui sarebbe pure un po' peggio...)