La Spagna ci ripensa e sconfessa Zapatero: giro di vite sull'aborto

Consentito solo per grave pericolo di vita della donna o dopo uno stupro

La Spagna fa dietrofront sull'aborto. Sarà consentito in due soli casi: grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna e stupro. La nuova regola è stata approvata ieri dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro della Giustizia Alberto Ruiz-Gallardón con una serie di passaggi tecnici intermedi su cui sta montando la polemica sui media e sui social network («una legge restrittiva per la democrazia» la definisce il quotidiano El Pais). Lo stesso ministro ha ammesso pubblicamente che dopo 22 settimane di gestazione la donna può interrompere la gravidanza solo in presenza di un'anomalia fetale «incompatibile con la vita» e in caso in cui «le anomalie non erano state rilevate prima di una diagnosi corretta». Inoltre i professionisti coinvolti nella pratica potranno invocare l'obiezione di coscienza, anche coloro che saranno interpellati per semplici informazioni. Vietata anche la pubblicità degli aborti in specifiche cliniche.

Fino ad oggi la normativa in vigore in Spagna dal 2010, che definiva l'aborto un diritto per la donna, prescriveva che gli operatori sanitari direttamente coinvolti nell'aborto esercitassero il diritto all'obiezione di coscienza, oltre che la possibilità per le minorenni di decidere per l'interruzione della gravidanza senza il preventivo consenso dei gestori. Ma la nuova norma ripristina il vincolo per il minore, che dovrà avere l'autorizzazione di padre e madre. Una mossa, quella promessa già nel 2011 dall'esecutivo di Mariano Rajoy, che cassa la norma introdotta dal governo socialista di Josè Zapatero che consentiva alle donne di fermare la gravidanza senza giustificare la decisione fino alla 14a settimana di gestazione e dopo un periodo di riflessione di tre giorni. Se fosse approvata, la nuova legge risulterebbe molto più restrittiva dell'attuale e in parte anche della precedente. L'unica differenza rispetto alla legge nel 1985 è che l'aborto non è un crimine punibile con la reclusione. I numeri spagnoli del 2011 parlano di 118.359 aborti praticati, contro 113.031 nel 2010. Secondo un sondaggio condotto dall'istituto Metroscopia sul quotidiano El Pais, il 46% degli spagnoli è favorevole alla legge del 2010, mentre il 41% vuole limitare le interruzione di gravidanza.

La battaglia era anche divampata nei giorni scorsi in Parlamento, dove alcuni deputati avevano siglato un «patto per il diritto all'aborto» assieme a un collettivo e ai movimenti femministi invitando i parlamentari a non consentire leggi restrittive. Secondo il presidente della Planned Parenthood Federation, Luis Enrique Sanchez, se il ddl vedesse la luce allora ci potrebbe essere un ritorno indietro alla situazione del 1980, con le donne spagnole che si recano in Francia o in Inghilterra per abortire.

Ovviamente agli antipodi le reazioni del mondo associativo del Paese. In piazza ieri sono scesi alcuni membri delle organizzazioni pro-life, che hanno manifestato nel pomeriggio sotto il Palacio de la Moncloa a Madrid: chiedono che la Spagna vieti completamente l'aborto. Di diverso avviso le associazioni femministe che annunciano proteste e cortei in tutto il Paese, fino a quando il disegno di legge verrà discusso in Parlamento prima di entrare in vigore. Sostengono che una legislatura di natura restrittiva non avrà l'effetto di far diminuire il numero di aborti non sicuri e che il nuovo ddl farebbe compiere al paese un balzo indietro sul fronte delle libertà individuali. La partita è solo all'inizio.
twitter@FDepalo

Commenti

Tobi

Sab, 21/12/2013 - 09:41

chi si appella alle (troppe) libertà individuali fa male agli altri e di riflesso anche a se stesso. Chi non ha rispetto per la vita nascente, poi non rispetterà neanche le persone già formate (prima gli anziani, i bambini, i malati e poi anche le persone adulte). Infatti, abbiamo visto come questa deriva catastrofica in cui ci sta portando l'Europa le cui priorità sembrano essere i matrimoni gay, gli aborti, l'insegnamento dell'omosessualità con lezioni pratiche a tutti (ripeto, tutti) i bambini delle scuole sin dall'età di 4 anni (ripeto, 4 anni!!) ne sono una prova. E non ultima è la prova delle politiche europee che hanno distrutto imprese e lavoro e costretto gente adulta ed in salute a suicidarsi, o quando gli va meglio soltanto a ridursi in miseria. Ripeto, chi non ha rispetto per la vita nascente e propaganda l'aborto, poi se ne strafrega anche delle persone adulte. Lo abbiamo visto da tutto quello che ci sta succedendo intorno, importato dall'estero come presunti diritti o presunte misure per migliorare la nostra economia. Abbiamo visto i risultati. Dall'estero stiamo importando la peggior monnezza e sporcizia spacciata per diritti e libertà, ma nei fatti ci facciamo mprendere per i fondelli dalle varie lobby dell'alta finanza spregiudicata (obiettivo: impoverire le nazioni per prenderne il controllo), dalle lobby degli abortisti e dalle lobby gay. Chi non sa rispettare la vita nascente poi non rispetterà neanche le persone adulte.

plaunad

Sab, 21/12/2013 - 09:52

Eliminato quel ridicolo personaggio la Spagna é tornata ad essere un Paese serio e di buon senso.

piero1952

Sab, 21/12/2013 - 11:13

Il "signor" De Paolo (chiamarlo giornalista mi sembra un poco eccessivo...) ha una strana percezione delle cose, non sono gli Spagnoli che hanno "sconfessato" il calzolaio, ma un governo di dx che ha attuato quello che aveva preannunciato, tantè che ancora oggi, dopo 2 anni di governo di dx a seguito di un buon risultato elettorale, ancora il 46% degli stessi è favorevole dalla legge di Zapatero, quindi, in caso di referéndum, la normativa precedente sarebbe ancora approvata. Solo un colpo di mano del governo ( legittimo) in carica ha permesso il cambiamento. @plaunad, se secondo lei era un paese serio la Spagna di Franco, auguri di pronta tirannia e schiavitù a lei e familia.

Ritratto di marforio

marforio

Sab, 21/12/2013 - 11:50

Sara pure tempo che la Spagna si ripopoli di spagnoli.Al contrario dell italiuccia che si sta riempiendo di colorati .