La tragedia di Kandahar fa tremare Obama: in gioco la sua credibilità

Il presidente si scusa con Karzai e promette giustizia. Ma a Washington l’opposizione ha già aperto il fuoco. <strong><a href="/interni/in_pochi_mesi_intemperanze_truppe_distruggono_sforzo_anni/12-03-2012/articolo-id=576830-page=0-comments=1" target="_blank">Dalla pipì al rogo del Corano, la missione finisce del male</a></strong>

New York - «Questo incidente è tragico e scioccante e non rappresenta l’eccezionale carattere del nostro esercito e del rispetto che gli Usa hanno nei confronti del popolo afghano». È il commento imbarazzato che il presidente Obama, poche ore dopo la strage di innocenti in Afghanistan, ha diffuso alle agenzie di stampa e ai grandi network che da più di 24 ore mandano in onda commenti di analisti politici e immagini di una Kabul pronta a riesplodere. Seguito poco dopo dalla telefonata al capo di Stato afghano Hamid Karzai per «esprimere il suo shock e la sua tristezza» per il massacro e promettere che «sarà fatta piena luce sui fatti e, nel più breve tempo possibile, saranno assicurati alla giustizia i responsabili».

«Non è soltanto in gioco la credibilità e l’immagine internazionale degli Usa nel mondo, ma la stessa rielezione di Obama che con una strage di civili del genere può essere messa a rischio dall’opposizione repubblicana», ha spiegato ieri a caldo uno dei più famosi giornalisti di Foxnews, Chris Wallace. La partita è soprattutto interna. Mentre il senatore John McCain, uno dei leader del partito repubblicano, sconfitto 4 anni fa da Obama nelle elezioni presidenziali, si è limitato a dire che «incidenti gravissimi e orribili del genere possono purtroppo accadere in guerra, anche se non dovrebbero mai succedere», Newt Gingrich, uno dei candidati alla nomination repubblicana, senza mai menzionare il presidente Obama, ha subito attaccato ieri a più riprese la Casa Bianca nei suoi comizi elettorali in Mississipi e Louisiana, dove domani si svolgeranno le primarie.

«Bisogna subito ritirarci dall’Afghanistan - ha detto il candidato - la politica estera di questa amministrazione democratica è debole, insicura, piena di dietro-front e di continui tentennamenti. Una politica che mette a rischio i nostri soldati e le popolazioni civili».
Intanto il «control damage» della Casa Bianca è subito partito appena sono arrivate le prime notizie dei 16 civili ammazzati: «Siamo molto addolorati e stiamo controllando la situazione da vicino», va ripetendo da una televisione all’altra Caitlin Hayden, portavoce del Consiglio Nazionale di sicurezza della Casa Bianca.

«Il presidente Obama e il segretario alla Difesa Leon Panetta sono stati subito informati del gravissimo incidente, sono profondamente addolorati e porgono le più sentite scuse e condoglianze per l’accaduto a tutto il popolo afghano». Ha ripetuto con un volto affranto e una voce davvero fioca la portavoce Hayden agli schermi della Cnn e di Foxnews, sperando di calmare le acque nel distretto di Kandahar, dove è avvenuta la strage e dove si susseguono le notizie di disordini e proteste inscenate dalla popolazione locale.

«Le nostre truppe si trovano in una situazione di enorme pressione; tuttavia nessuno può minimizzare l’accaduto che rimane di una gravità estrema», ha ripetuto all’infinito la portavoce Hayden, che ha trascorso un terribile week-end alla Casa Bianca.
Il leader dei senatori democratici, Harry Reid, è subito dovuto intervenire ieri sera per difendere il presidente Obama e per parare gli eventuali colpi repubblicani. «Questa tragedia conferma che gli Stati Uniti e l’attuale amministrazione erano e sono sulla buona strada, quando hanno deciso di lasciare l’Afghanistan prima possibile». Il senatore Reid, uno dei più stretti consiglieri di Obama, senza far polemiche e senza citare l’ex presidente Bush, ha voluto in pratica ricordare che la scelta di andare in Afghanistan non è certo di questa amministrazione democratica, ma di quella precedente che si è impegnata in pochi anni in due guerre difficili e sanguinose. E il senatore Reid era uno dei leader democratici che ha combattuto politicamente in Senato entrambe le due guerre volute da W. Bush.

Anche al generale americano John Allen, che dirige l’Isaf e ha il comando dell truppe Usa in Afghanistan, è toccato scusarsi con il presidente Karzai, con una lunga telefonata nella quale ha assicurato «una punizione esemplare e rapida per il colpevole o i colpevoli». Servirà per calmare il popolo afghano?

Commenti

matrix2008

Lun, 12/03/2012 - 09:54

Quanti Soldi Gettati Per Queste Guerre E Presidi Militari In Giro Per Il Mondo. Soprattutto Quando Si Uccide In Nome Del Corano E Per Espertare La Liberta' E Pace. Quando Si Spara E Si Uccide Non Vi Sono Vincitori: Perdiamo Tutti

rbluke

Lun, 12/03/2012 - 10:11

Stragi pressochè identiche si verificarono nell'inverno 1944-45 in Italia, allorchè i soldati tedeschi, traditi e sconfitti, si ritrovarono ad affrontare la ritirata nell'ostilità generale delle popolazioni schierate con i partigiani. A Kandahar sono tutti parenti o amici dei talebani, l'odio e il disprezzo li leggi sui volti delle persone per cui ti stai facendo ammazzare, le conseguenze non possono essere che queste.

gattotigrato

Lun, 12/03/2012 - 10:32

Ma che ci stanno a fare ancora la i soldati USA? La spiegazione è l'uso delle armi senza investimenti in armamenti gli USA o meglio l'industria americana va in caduta libera. Sono solo chiacchiere vche i repubblicani hanno iniziato questa guerra, bene allora i democratici iniziarono la sanguinosa guerra in Vietnam.

Raoul Pontalti

Lun, 12/03/2012 - 11:01

Tramonta nel disonore l'avventura USA in Afghanistan: spacciata come impresa che avrebbe liberato il mondo dal terrorismo in particolare islamico esportando democrazia e libertà ora rivela nel modo più tragico il fallimento di una visione folle. Non si è affatto liberato il mondo dal terrorismo, non si è esportata la democrazia e tanto meno la civiltà, si è solo mostrato il lato peggiore dell'Occidente, quello vigliacco che irride testi sacri, dileggia cadaveri, stupra intere popolazioni con violenza stupida quanto gratuita. Ridurre ora il caso criminale di specie a questione di scontri elettorali è squallido. Chi ha voluto le guerre di Bush non può ora ergersi a giudice ma recitare il mea culpa. L'avventura afghana rivela anche come fu folle l'idea di snaturare la NATO da alleanza difensiva a organizzazione di polizia privata degli USA nel mondo: si cominciò con il Kosovo assassinando i Serbi (ma anche i Kosovari con l'uranio impoverito) e ora si termina (per sempre? magari!) a Kabul.

voce.nel.deserto

Lun, 12/03/2012 - 11:22

Povero occidente:Facciamo pena. Meglio i bambini del Vietnam sporchi e sorridenti malgrado la violenza occidentalie Una civiltà spontanea,naturale,una ospitalità incredibile:ti prendono per mano e ti conducono a tutti gli amci del villaggio,ti danno il loro letto per dormire,ti procurano una coperta che non hanno presso amici per farti dormire al caldo,ti raccontano storie di parenti sbranati dalla tigre,ti danno tutto quello che hanno e tu ti senti privo delle mille cose che vorresti lasciar loro ai quali lasci la cosa più preziosa:il tuo cuore e ti senti piccino. Madri e figli mocciosi disegnati direttamente da Dio senza che ne abbiano coscienza. Quello che ieri sembrava il nemico dell'occidente,oggi ci è di esempio per tante cose e suscita ammirazione anche la loro capacità di resistere,prima agli USA e poi alla Cina che li invase. Bravo Terzi che ci è andato con piccoli e medi imprenditori. Con Hanoi si sta aprendo un futuro di speranza anche per noi italiani.

Barnaba

Lun, 12/03/2012 - 12:14

Il senatore McCain, uno dei leader del partito repubblicano, ha detto:"incidenti gravissimi e orribili del genere possono purtroppo accadere in guerra, anche se non dovrebbero mai accadere". In questo momento, a causa della politica Obama, la situazione è del tutto fuori controllo! La decisione di indebolire di fatto e smantellare in breve tempo la presenza militare americana in quel paese, mentre la situazione non è migliorata in modo rilevante e la popolazione favorevole alla presenza dei militari si troverà in una situazione di estremo pericolo, a cominciare dalle donne, non poteva che gettare molti militari americani in un disorientamento grave ed estremo. Dopo la morte di oltre 3000 soldati americani, si trovano senza prospettiva, indeboliti, col rischio di morire ogni momento a causa di individui kamikaze. Dopo la decisione Obama, nonostante il plauso del senatore Reid e di altri leader democratici, i soldati americani non capiscono per che cosa rischiano la vita ogni momento..!

albertohis

Lun, 12/03/2012 - 13:19

L’equivoco è pensare che la guerra sia stato intrapresa con lo scopo di vincerla. Nessun Afghano era parte dei commando 11/9 così come nessuna prova (figuriamoci sentenza di tribunale ufficiale) è mai stata fornita sulla colpevolezza dell’ospite sacro OBL. L’aggressione mirava, oltre che a generare profitti per l’industria militare (armi, logistica, contractors) collegata alla cricca di comando USA (Carlyle, Halliburton, ecc.) e a controllare il commercio di oppio e derivati (debellato del benemerito Mulla Omar), a stabilire uno stato di guerra permanente al di fuori di ogni convenzione e diritto internazionale in un’area strategica per la definizione degli assetti di potere futuri. Nessuno sano di mente potrà mai pensare di battere gli Afghani sul loro territorio. Obama si è semplicemente trovato con il cerino in mano e l'intera strategia nel MO rischia di trasformarsi in un fallimento epocale.

Ritratto di serjoe

serjoe

Lun, 12/03/2012 - 15:59

C'e' di che vergognarsi di essere occidentali. E crediamo pure di dare lezioni di civilta' e democrazia agli altri.

Raoul Pontalti

Lun, 12/03/2012 - 16:45

per Barnaba: come quattordicesimo apostolo (anche se prima di Paolo...) non hai ben chiaro lo sviluppo dell'evangelizzazione in medio oriente secondo santa madre chiesa yankee prima di Obama. Furono le amministrazioni, i concili pardon, di Bush che sottovalutarono l'impegno sul campo ritenendo sufficienti pochi soldati, missionari pardon, poi integrati dalla NATO, anche perché, a suon di bombe, si doveva evangelizzare la terra di Assur di Babilonia e di Elam (parte a occidente, per la parte ad oriente si deve ancora provvedere con l'aiuto della chiesa di Gerusalemme). Quello che Tu ritieni antipapa, il negretto, aveva ben compreso invece che si sarebbe dovuto inviare più missionari e dalla casa madre e ci provò, ma con magri risultati perché la situazione era già compromessa (400 Talebani nel 2004, 20000 nel 2008), e alla fine ha deciso di lasciare quelle terrae in partibus infidelium al loro destino. Morale: solo papi democratici possono vincere crociate, non papi repubblicani...