«Va risarcita la compagna della vittima di Nassirya»Il tribunale condanna il ministero della Difesa

Il tribunale civile di Roma ha condannato il ministero della Difesa al risarcimento del danno nei confronti di Adelina Parrillo in quanto «compagna di vita» del regista Stefano Rolla, morto nella strage di Nassiriya del 12 novembre 2003, in cui persero la vita 19 italiani. Secondo il tribunale, quell'attentato era «prevedibile ed evitabile» dal punto di vista della responsabilità civile. I tre ufficiali processati per la strage sono stati tutti penalmente assolti in via definitiva.La Parrillo nel 2005 aveva citato in giudizio il ministero della Difesa, che aveva eccepito «il difetto di legittimazione» della donna sia per la mancanza di prove «in ordine alla convivenza con il Rolla, che con riferimento alla stabilità del concreto vincolo affettivo» con il regista (a Nassiriya per la produzione di un film sul contingente italiano dal titolo «Babilonia terra tra due fiumi»). Il tribunale, però, ha respinto queste argomentazioni. In primo luogo, premette che «il risarcimento del danno da uccisione di un prossimo congiunto spetta non soltanto ai membri della famiglia legittima della vittima, ma anche a quelli della famiglia naturale, come il convivente «more uxorio» e il figlio naturale non riconosciuto». Poi sottolinea che tutti i testimoni sentiti hanno parlato di un «rapporto di stabile convivenza» tra Rolla e Parrillo risalente al 1997.

Commenti

cgf

Mar, 04/06/2013 - 09:55

non discuto la sentenza, mi lascia perplesso che quell'attentato era «prevedibile ed evitabile» dal punto di vista della responsabilità civile. I magistrati hanno fatto un giretto da quelle parti? Sarebbe stato evitabile SOLO SE i militari italiano non fossero andati da quelle parti, ma qui la magistratura invade il campo di altri, non può sostituirsi al Governo e Parlamento, cosa che fa più del 'necessario', un'altra motivazione?

franco@Trier -DE

Mer, 05/06/2013 - 09:29

Il ministro della difesa non paga o per lo meno paga con i vostri soldi.