Europa chiude in rosso In fumo 220 miliardi nel giro di due sedute

Dopo la giornata nera delle Borse, <strong><a href="/economia/borse_madrid_crolla_a_picco_tutte_piazze_128_miliardi_bruciati/economia-borsa-azioni-banche-portogallo-spagna-conti_pubblici-panico-rosso-indici/04-02-2010/articolo-id=419289-page=0-comments=1" target="_blank">ieri bruciati 128 miliardi</a></strong>,
anche le piazze asiatiche depresse dall'allarme debito di
Spagna e Portogallo dopo la Grecia. Chiusura in rosso per piazza Affari: -2,75%

Milano - Ancora una seduta da scordare per le Borse europee che in soli due giorni hanno bruciato quasi 220 miliardi di capitalizzazione sui timori dello stato di salute dell’economia di alcuni Paesi europei. La crisi si fa sentire suiconti pubblici: dopo la Grecia anche Spagna e Portigallo iniziano a sentire gli effetti del crack che si è aperte a primavera scorsa. Al termine della seduta odierna i mercati del Vecchio Continente hanno visto l’indice paneuropeo Dj Stoxx 600 perdere l’1,92% a 238 punti, tornando ai livelli dello scorso novembre. In particolare, con la seduta odierna sono andati in fumo 90 miliardi di capitalizzazione che si aggiungono ai 128 della seduta precedente. Ovvero 218 miliardi in due giornate.

Netti perdite in Europa  A fine seduta a Francoforte l’indice Dax di Francoforte ha lasciato sul terreno l’1,79 per cento, a Londra il Footsie 100 è calato dell’1,53 per cento; a Milano il Footsie-Mib ha lasciato sul terreno il 2,75 per cento. Pesante Parigi, deve l’indice Cac 40 ha ceduto il 3,40 per cento anche a causa di meccanismi tecnici innescati dal passaggio al di sotto della soglia dei 3.600 punti. Quanto a Madrid, che ieri era crollata di ben sei punti percentuali contribuendo non poco a esacerbare le tensioni di tutti i mercati, ha segnato un meno 1,38 per cento. La Borsa di Atene è al meno 3,73 per cento.

Piazza Affari in pesante calo Chiusura di seduta in forte calo per la Borsa valori, che non riesce ad arginare l’ondata di vendite e deve subire un nuovo deciso arretramento della quota dopo quello di giovedì. L’indice Ftse Mib segna un -2,75%, a 20.815 punti, stessa variazione anche per l’All Share. Il calo complessivo nelle ultime tre giornate ammonta così al -7,1%. Piazza Affari registra la peggior performance in Europa, insieme a Parigi, zavorrata dalle banche, dai media e dall’andamento di Fiat, che risente del botta e risposta con il governo su incentivi e Termini Imerese. A spaventare le borse, in alcuni momenti vittime quasi di un panic selling è sempre la situazione dei conti pubblici per Spagna e Portogallo. L’avvio incerto di Wall Street dopo i dati contraddittori sulla disoccupazione Usa non ha favorito la tenuta del listino. Scambi in crescita, a 4,8 miliardi di euro di controvalore.

I timori dei mercati Sui mercati dell’area euro pesano sempre i timori sulla deriva dei conti pubblici di diversi paesi - Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda - che si teme possano ’contagiarè il resto della regione. Ieri era stata la Spagna a creare allarme, oggi è stato nuovamente il vicino Portogallo a richiamare l’attenzione, dopo la bocciatura in Parlamento del piano di tagli alla spesa proposto dal governo, e il via libera a un testo che consente alle regioni del paese di aumentare il loro debito. La fase di tensioni era stata in parte innescata proprio dal Portogallo, dopo un parziale insuccesso nei giorni scorsi su ùasta di collocamento di bond, episodio che ha sollevato ombre su tutto il mercato.  

I dati sull'occupazione Il tasso di disoccupazione statunitense è sceso inaspettatamente a gennaio dal 10% al 9,7%. È il livello più basso da agosto scorso. Contro tutte le stime, l’economia americana ha perso però 20mila posti di lavoro a gennaio dopo averne bruciati 150mila0 il mese precedente (dato rivisto al rialzo da 85mila). Lo riferisce il Dipartimento del Lavoro Usa. Le previsioni erano per una creazione di 15mila posti di lavoro a gennaio. La Casa Bianca ha detto che il dato sull’occupazione ha mostrato "segnali incoraggianti". Secondo Christina Romer, presidente del Council of economic advisors, è presto per gli eccessi di ottimismo. Romer ha detto che andando avanti "ci saranno ancora ostacoli sulla strada".

Zapatero rassicura Il premier spagnolo Jose Luis Rodriguez Zapatero difende il sistema finanziario spagnolo, finito nel mirino dei mercati per il suo alto debito. "Il sistema finanziario è solido - assicura da Washington - i fondamentali della Spagna sono solidi. Non sono tempi facili - dice nel corso della sua conferenza stampa - Ci sono grosse sfide che aspettano la Spagna e altri Paesi". Zapatero ha poi detto che il governo intende ridurre la spesa di 50 miliardi di euro entro il 2013, per riportare il deficit sotto il 3% e si è lamentato per le pressioni "speculative" dei mercati.

Asia in calo Dopo l'Europa il rischio debito di Spagna e Portogallo affossa anche l'Asia. L'indice Nikkei della borsa di Tokyo ha chiuso ai minimi di due mesi, lasciando sul terreno quasi il 2,9%. L’avversione al rischio degli investitori è aumentata a causa delle preoccupazioni sui crescenti problemi di alcuni stati europei sul fronte del debito: dopo la Grecia anche Spagna e Portogallo.