Evi Crotti: "Vi insegno a conoscere i vostri figli"

Alla faccia di computer e stampanti, chat e sms, il presente il passato e il futuro di una persona, insomma l'animo, si mette a nudo nero su bianco con un tratto di penna. E' una scienza e si chiama grafologia

Sembra una magia, ma è una scienza. Una parola può diventare un libro sulla propria vita, quello che non si è mai scritto e mai si scriverà e magari anche quello che non si è mai letto. Tutta una questione di calligrafia. Alla faccia di computer e stampanti, chat e sms, il presente il passato e il futuro di una persona, insomma l'animo, si mette a nudo nero su bianco con un tratto di penna. E' una scienza e si chiama grafologia.

Abbiamo incontrato Evi Crotti, non una grafologa qualunque, ma una delle fondatrici di questa disciplina nel nostro Paese. Dalle lettere di Pacciani ai dipinti dei bambini, ha analizzato la traccia d'inchiostro che gli essere umani, volenti o nolenti, lasciano nella loro vita. Lo ha fatto per passione, per i tribunali di mezz'Italia e per molti genitori che vogliono scoprire negli scritti dei loro bambini quello che spesso non hanno il coraggio di esprimere.

Dottoressa Crotti, partiamo dai bambini...
Oggi i bambini sono più intelligenti ma più fragili. Aiuto i genitori a capire la natura del bambino. Sul foglio si scoprono insicurezze e aggressività, punti di forza e di debolezza. Vengono da me per esempio quando bambini e ragazzini denunciano demotivazione allo studio. Oppure quando nasce un fratellino e il primo figlio diventa geloso.

Non sono capricci?
Io dico sempre che quando un bambino fa un capriccio non bisogna rimproverarlo, ma lasciarlo sfogare e poi quando ha finito provare a instaurare un dialogo.

Indulgenza?
Assolutamente no, le regole servono eccome. A una certa età, dopo i 3 anni, bisogno iniziare a dare delle regole: mettere a posto i giocattoli, fare la cartella. Non bisogna avere paura di porre delle regole. Il bambino non deve sentirsi spettatore nella famiglia, ma attore. E quindi bisogna dargli delle responsabilità.

A partire da che età si possono iniziare ad analizzare i disegni dei bimbi?
Dai 18 mesi in poi.

E come si fa?
E' significativo vedere lo spazio che occupa il disegno all'interno del foglio e anche quanto è pesante il tratto della matita (vedi corso online di "interpretazione del disegno infantile", ndr).

Poi?
Uno scarabocchio, l'albero, la casa, la famiglia, il sole, le nuvole, il comignolo... Sono tutti elementi molto importanti per analizzare il carattere di un bambino. Nel frattempo prende decine di disegni e con le dita evidenzia tratti "invisibili". O meglio: visibili a occhi esperti ma che a un profano di grafologia sembrano caratteristiche insignificanti.

Quindi si può scoprire come sarà il proprio figlio da adulto?
Si possono capire le potenzialità effettive dei bimbi. Se un bambino è un'artista lo si può capire già quando è alle scuole medie. Il disegno e la scrittura possono aiutare a delinerare le capacità attitudinali date dalle potenzialità innate.

Qual è lo scopo?
Il nostro obiettivo è dare la possibilità ai genitori di indirizzare bene le possibilità dei loro figli.

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