COME EVITARE L’ECCESSIVA IRRITABILITÀ

Il minerale, indispensabile per il benessere psico-fisico, si trova soprattutto nei vegetali, nei cereali e nella frutta

Al medico di base arrivano, tra gli altri, pazienti che presentano sintomi non riferibili a una malattia vera e propria ma certo a un diffuso disagio che li rende ansiosi. Questi sintomi (non necessariamente coesistenti) sono: stanchezza, nervosismo, disturbi dell’umore, irritabilità, debolezza muscolare. Tra le cause che provocano questo quadro clinico c’è una sostanza chimica che ha parte rilevante nella formazione delle ossa, nella costruzione muscolare e nella trasmissione degli impulsi nervosi. Ogni organismo ha bisogno di ingerire 6 milligrammi di magnesio ogni chilo di peso (almeno 20, invece, durante la gravidanza e l’allattamento).
Le fonti alimentari del magnesio sono i vegetali - in particolare gli spinaci -, i cereali, la frutta che vede al primo posto le pesche. È frequente, tuttavia, accusare un deficit: una dieta carente di frutta o di vegetali può portare al quadro clinico che abbiamo appena ricordato e suscitare allarme.
Secondo il professor Francesco Visioli, dell’Università di Milano, il ruolo del magnesio è fondamentale per garantire il benessere psicofisico. Anche nella sfera cardiovascolare un deficit di questa sostanza può alterare il battito cardiaco e innalzare i livelli pressori.
È comunque possibile correggere questa carenza somministrando magnesio pidolato, di facile assorbimento anche nei soggetti anziani. Questa composizione farmacologica permette di reintegrare la quota di cui l’organismo ha bisogno nello spazio di pochi giorni. Secondo una ricerca recente l’ipereccitabilità scompare dopo un mese ma si attenua dopo una settimana. Nello stesso spazio di tempo regrediscono anche gli altri sintomi.
Il magnesio pidolato, spiega il dottor Ovidio Brignoli, vicepresidente della Società italiana di medicina generale, ha un alto profilo di tollerabilità; solo in cinque casi su cento provoca effetti indesiderati e tuttavia non gravi (lievi dolori nella regione addominale). Solo i pazienti che soffrono di insufficienza renale accusano talvolta problemi di sovraccarico. In tutti gli altri soggetti l’assorbimento intestinale è assicurato. Il passaggio verso il sangue avviene normalmente.
Il nuovo interesse nato intorno al magnesio ed ai suoi eventuali deficit si deve (come è stato affermato durante un congresso svoltosi a San Pietroburgo) al ripetersi di casi clinici abbastanza confusi, con sintomi che spaziavano dall’area psichiatrica a quella neurologica. Ricerche cliniche approfondite hanno permesso di attribuire alla povertà di magnesio comportamenti abnormi (ansia, cefalea, crampi muscolari), destinati a scomparire dopo la giusta cura.
Il medico di base deve dunque, nei casi meno facili da diagnosticare, disporre la ricerca del magnesio nel sangue e prescrivere di conseguenza una sua integrazione attraverso l’alimentazione e in caso di insuccesso ricorrere al magnesio di sintesi per ottenere buoni risultati.