F1, Hamilton squalificato E Trulli ritorna terzo

Colpo di scena: il campione del mondo in carica escluso dalla classifica del Gp d'Australia per comportamento "contrario al regolamento". Il pilota italiano: "Era chiaro che avevo rispettato le regole"

Sepang - Jarno Trulli (Toyota) risale sul terzo gradino del podio del gp d’Australia. Lo ha deciso la Fia "alla luce dei nuovi elementi" presi in considerazione in una riunione svoltasi oggi a Sepang. In base a tali elementi il comportamento di Lewis Hamilton e della McLaren "sono stati ritenuti contrari al regolamento". Per la Fia Hamilton ha  fornito "deliberatamente dettagli ingannevoli" ai commissari di gara della corsa di Melbourne.

Jarno terzo Il pilota britannico della McLaren Mercedes aveva ottenuto il terzo posto grazie alla squalifica del pescarese Trulli, sanzionato dopo il podio con 25 secondi di penalità per un sorpasso ai danni di Hamilton in regime di safety car. Il pilota abruzzese è quindi terzo nella classifica del Mondiale 2009 dietro ai due piloti della Brawn Gp, il britannico Jenson Button ed il brasiliano Rubens Barrichello. Hamilton, quarto sotto la bandiera a scacchi del primo appuntamento del Mondiale 2009, a fine gara era stato ascoltato insieme a Trulli dai commissari di gara.

Nuobi elementi Come ha spiegato Trulli, la Federazione internazionale ha deciso di riaprire il caso alla luce di nuovi elementi. "Hamilton - è la ricostruzione di Trulli nel paddock del circuito di Sepang - era davanti a me nel caso incriminato tra la curva 4 e la curva 5. Ha chiaramente ridotto la velocità e si è portato sul lato estremo opposto del circuito rallentando la macchina di molto, tanto è vero nel momento in cui ho sorpassato Hamilton eravamo a 80 km/h. Questo è riportato anche dalla telemetria che oggi abbiamo presentato alla federazione. Personalmente ho pensato - aggiunge - che Hamilton in quel momento avesse un problema. Il regolamento dice che se la macchina davanti a te non riesce ad avere una andatura adeguata per stare dietro alla safety-car e rallenta vistosamente, allora si ha la possibilità di sorpassare e questo è quello che è successo. Ci sono tutte le evidenze. In più ci sono evidenti registrazioni che confermano la mia tesi. Oggi non hanno fatto altro che riascoltarmi perché la Federazione aveva delle prove più evidenti, nelle quali si chiarisce che io non ho infranto il regolamento, questo è sicuro. La Federazione - conclude Trulli - ha avuto buon senso. Hanno capito che il caso era talmente grave da meritare di essere riconsiderato. C’erano le prove che io non ho infranto il regolamento".