Con il Fai alla scoperta dei tesori nascosti della Capitale

Monumenti di straordinaria bellezza, borghi e quartieri suggestivi, chiese impreziosite da affreschi e mosaici, ma anche cortili addobbati da un tripudio di fiori e giardini pullulanti di una grande varietà di piante saranno i testimoni della ricchezza del patrimonio artistico e culturale italiano nelle giornate Fai di primavera, organizzate dal Fondo per l’ambiente italiano, al via sabato 28 e domenica 29 marzo. Obiettivo dell’iniziativa, presentata ieri a palazzo Koch, sede della Banca d’Italia, è portare il maggior numero di visitatori in luoghi di norma chiusi al pubblico, partecipando al tempo stesso alla salvaguardia e difesa della natura e dell’arte attraverso l’adesione a «Fai anche tu», progetto di sensibilizzazione messo in campo dalla fondazione, che prevede delle donazioni per la tutela delle bellezze del nostro Paese. Nella capitale sarà visibile tra l’altro l’interno della Chiesa del Santo Sudario, riccamente decorato da stucchi e marmi e in cui è sita la copia in tela della Sacra Sindone. Porte aperte anche allo stesso Palazzo Koch, arricchito da uno splendido sarcofago del III secolo dopo Cristo, da preziosi arazzi e da una raccolta di dipinti che spazia dal Rinascimento all’età contemporanea. Aperti al pubblico pure il ministero dello Sviluppo economico, al civico 33 in via Veneto, considerato una delle opere più importanti dell’architettura del periodo fascista, e il dicastero dell’Istruzione di viale Trastevere, caratterizzato dalla magnificenza del Salone dei ministri, una grande sala riunioni che prende nome dai ritratti dei dodici ministri che si sono succeduti tra il 1859 e il 1922. La cappella, i salotti e il bellissimo giardino di inverno di Villa Maria, l’edificio del tardo Ottocento in via XX Settembre, 68, saranno un’altra meta culturale per i romani che avranno anche l’opportunità di visitare Villa Lubin, costruzione significativa nel suo equilibrio tra barocco e liberty del primo Novecento, a Villa Borghese. «La gente - dice la presidente del Fai, Giulia Maria Mozzoni Crespi - deve conoscere questi monumenti, che rappresentano un immenso patrimonio artistico, e solo così li potrà salvaguardare. Auspico vengano valorizzati soprattutto quelli nascosti, cioè fuori dal circuito turistico. La chiave è cercare di non disperdere la propria realtà culturale, difendendola e investendo in progetti che tutelino i beni dell’arte e della natura».