Fallito il «G8 dei libri». E chiusura in netta ripresa

La mobilitazione della sinistra antagonista anti-Israele ha tenuto lontano un po’ di pubblico. Ma nel fine settimana presenze in crescita

nostro inviato a Torino
Fallito il G8 dei libri. Fallito anche il boicottaggio della manifestazione culturale accusata dai centri sociali, dalla sinistra antagonista e dagli attivisti pro Palestina di essere una celebrazione di Israele nel 60º della fondazione. Alla Fiera di Torino è il giorno in cui si tira un respiro di sollievo. Maurizio Poma, direttore di Biella Intraprendere, società che gestisce la vendita degli stand e dei biglietti, fa un primo bilancio, anche se del tutto ufficioso (per i dati ufficiali bisognerà aspettare la chiusura dell’evento, domani sera): «C’è un calo oggettivo delle classi e dei ragazzi, mentre per gli ingressi normali siamo in linea con l’anno scorso. Sabato pomeriggio, nelle ore della manifestazione pro Palestina, c’è ovviamente stato un calo. Però in serata si è abbondantemente recuperato».
Le camionette della polizia e dei carabinieri stazionano ancora davanti ai cancelli del Lingotto, ma la paura è passata. Paura che però ha inciso sulle presenze dei primi due giorni, giovedì e venerdì, quando molte scolaresche hanno deciso di rinunciare alla tradizionale passeggiata tra i libri. Qualche scuola, non molte e soprattutto da fuori Torino, ha deciso di disdire la prenotazione per i laboratori dedicati a bambini e ragazzi. Gli stessi organizzatori spiegano che le cronache allarmanti dei giornali hanno indotto genitori e presidi a cancellare gli appuntamenti. Anche dalla Fondazione per il Libro dicono di essere contenti: «Non abbiamo ricevuto proteste dagli editori e questo significa che tutto procede come di consueto. Se non vendessero, verrebbero subito a lamentarsi... ».
In effetti anche gli editori confermano questa prima panoramica ufficiosa e casereccia. Maurizio Turchetta, direttore generale libri della Mondadori, conferma che le vendite nello stand della più grande casa editrice italiana sono lievemente superiori rispetto a quelle del 2007. Alla Rizzoli invece avevano notato un calo tra giovedì e venerdì ma nel weekend la situazione è tornata assolutamente nella norma. Lo stesso per Laterza e Feltrinelli (i titoli più venduti I barbari di Alessandro Baricco e un autore israeliano, Amos Oz con La vita fa rima con la morte).
Anzi, forse proprio il fragore mediatico che ha accompagnato questa edizione, con presenza del capo dello Stato, servizi su tutti i telegiornali nazionali e grande spazio sui quotidiani, hanno alla fine aiutato a catalizzare l’attenzione su un evento culturale molto popolare che ogni anno alla fine della cinque giorni di maratona libraria totalizza trecentomila ingressi. Ieri, domenica, giornata tradizionalmente dedicata alle famiglie con figliolanza al seguito, sono stati 100mila, come l’anno scorso. Dalla Fiera è tutto: boicottaggio fallito anche sul fronte editoriale.