Falsi d’autore, qualche consiglio per difendersi

Nulla di più facile, durante le vacanze estive che essere tentati di comperare a buon prezzo un orologio di marca che ci viene offerto in spiaggia, o che si nota in qualche mercatino: i modelli contraffatti sono però ormai moltissimi ed è meglio, prima di concludere il presunto affare stare in guardia e affidarsi ai consigli di un esperto, come è Enzo Piretti, che da più di trent'anni si occupa del settore ed è titolare di un negozio d’orologi d'epoca a Bologna. Non stiamo certo parlando delle copie servili offerte dai vucumprà o similari: è chiaro che per 50 o 100 euro si acquista un falso dichiarato e di scarsa qualità; parliamo, invece, di quegli orologi assai ben fatti, anzi ben contraffatti, che vengono proposti a partire da 800/1.000 euro e, in casi, particolari, circa alla metà del prezzo di listino degli originali. «In assoluto», dice Piretti,« i modelli nuovi più imitati sono i Panerai modello base, seguiti dai Rolex Submariner, dai Patek Philippe Nautilus e dai vari Royal Oak dell'Audemars Piguet. Per un profano, e spesso anche per un esperto, può essere praticamente impossibile distinguerli dall'esterno tanto sono ben costruiti con l’utilizzo, a volte, di parti originali. Bisognerebbe sempre aprirli per vedere il movimento, ma per certi orologi ci vuole un'attrezzatura adeguata. Quindi, il consiglio fondamentale è quello di acquistare solo da commercianti seri che non scompaiano dalla piazza il giorno dopo; inoltre, bisogna sempre farsi rilasciare un certificato di garanzia dal venditore con la descrizione e i numeri seriali dell'orologio. In qualche caso è possibile individuare subito la contraffazione, basta accarezzare accuratamente orologio e bracciale, questo perché le copie generalmente non sono così ben rifinite come gli originali e qualche spigolo può "grattare". Per i modelli d'epoca», prosegue Piretti,« quelli in acciaio sono più difficili da scoprire perché spesso vengono costruiti utilizzando parti originali; al contrario, le casse in oro sono quelle che vengono meno contraffatte,o che si smascherano subito perché i punzoni svizzeri sono quasi irriproducibili».