La fangoterapia combatte malattie e stress

Mariella Passerini

Alle terme per rilassarsi, per curare malanni ma anche per stimolare il nostro sistema immunitario. Le cure termali sono sempre state viste come rimedio per curare disturbi specifici, per esempio le malattie reumatiche e articolari, delle vie respiratorie o della pelle. Recenti studi mostrano invece l’altra faccia di queste pratiche terapeutiche : la loro capacità di agire sull’intero organismo e non solo su singole parti del corpo. Venticinque secoli di termalismo, inoltre, dimostrano che l’elemento che aggiunge efficacia alle cure è la tradizionale azione anti-stress dell’ambiente termale. «Da noi vengono molti ospiti con il morale a terra e pieni di ansie, oltre di acciacchi» spiega Elettra Braggion, uno dei principali “guru” del termalismo in Italia, suo infatti è il programma messo a punto, assieme ad una equipe di specialisti del complesso termale Hotel Relilax Miramonti di Montegrotto Terme (www.relilax.com; tel. 049-8911755), «dopo dieci giorni non sono più le stesse persone. Fanno progetti per l’inverno e soprattutto hanno un umore eccellente». Aggiunge il dottor Carp Parfimon, specialista in medicina generale e direttore sanitario del centro: «I cambiamenti di umore che si verificano a seguito delle cure termali sono spiegabili con la “sindrome di adattamento allo stress”, teorizzata da Hans Selye. Secondo il grande studioso, le nostre reazioni alle condizioni stressanti (siano esse di natura fisica, batterica, chimica o ambientale) attraversano una prima fase negativa (fase di allarme), seguita da una fase positiva, di adattamento alle condizioni stressanti, che ne rappresenta il superamento e il passaggio ad un livello di equilibrio e di benessere superiore. In effetti, l’azione della fangoterapia e di altri tipi di cure termali sull’organismo è piuttosto energica ed è paragonabile alla sensibilizzazione prodotta da un vaccino. In primo luogo perché l’applicazione di fanghi ad una temperatura di circa un grado superiore a quella del corpo induce un rialzo termico simile alla condizione febbrile ( la virulenza di molte specie di agenti batterici può essere diminuita a temperature elevate). Vi è poi una seconda componente, dovuta alla presenza nei fanghi maturi di sostanze simil-antibiotiche e antivirali (circa 77 tipi di microrganismi diversi, alcuni dei quali sono stati coltivati “in vitro” per produrre farmaci contro importanti malattie). L’innalzamento delle difese immunitarie a seguito della cura termale è testimoniato dalle sostanze rilevabili nel sangue delle persone sottoposte a trattamento. L’aumento dell’azione fagocitaria e battericida è dimostrato dalla presenza di citochine pirogene e interferoni. Questi mediatori chimici svolgono attività biologiche che provocano la liberazione di componenti (prostaglandine e altre sostanze) capaci di potenziare le difese dell’individuo nei confronti di agenti infettivi. Ma anche di agire sui sintomi infiammatori». Lo sforzo di adattamento dell’organismo durante la terapia termale – conclude Elettra Braggion – può essere reso più efficace da un contesto ambientale che lo assecondi adeguatamente. Un complesso efficiente deve quindi affiancare alla struttura termale una gamma di prestazioni sinergiche con il lavoro di medici e terapisti. Attività volte a favorire la disintossicazione, come i massaggi linfodrenanti, associati ad un regime dietetico personalizzato, ricco di vitamine e antiossidanti. O come la fisioterapia che viene eseguita nelle acque termali, con metodiche studiate per evitare i traumatismi.