Farneti, il fantafascismo conquista il mondo

Nella saga di «Gormenghast» degli anni ’40-50 lo scrittore inglese rielabora in chiave allegorica incanti e incubi vissuti di persona. Un mondo magico ma crudo come un campo di sterminio

Romanzi che profumano di Regime, nostalgici di moschetto e orbace, e per questo spesso bocciati preventivamente con l’accusa di apologia di fascismo. Eppure la trilogia ucronica di Mario Farneti - ormai uno dei pochi scrittori italiani ospitati dalla editrice Nord, la casa specializzata nel ramo fantasy&affini- può contare da anni su uno zoccolo duro di appassionati lettori ai quali le critiche di «propaganda subliminale» rivolte da più parti alla sua saga fanta-fascista non sembrano importare granché, vista la fortuna editoriale dell’epopea in camicia nera.
Tutto è iniziato nel 2000, quando Mario Farneti, giornalista, classe 1950, già segnalatosi agli inizi degli anni Novanta al premio J.R.R. Tolkien per la narrativa fantastica, partecipa all’antologia curata da Gianfranco de Turris Fantafascismo! (Settimo Sigillo) con un racconto che, sviluppato, diventerà il romanzo ucronico Occidente (Nord, 2001). Chiedendosi - come impone il genere ucronico - cosa sarebbe successo se... Mussolini nel giugno del 1940 avesse scelto la neutralità, l’autore immagina un’Italia che nel 1972, Anno Cinquanta dell’Era fascista e il Duce vivente, è padrona di un territorio che va dalla Somalia alle steppe asiatiche mentre forze occulte complottano contro l’Impero... Il libro diventa un piccolo caso nell’esclusivo mondo della narrativa fantastica, si guadagna molti elogi e altrettante stroncature, infila qualche migliaia di lettori e un articolo elogiativo sul Times.
Tempo due anni e arriva il secondo romanzo della serie, Attacco all’Occidente (Nord, 2003): siamo nel 1992, Mussolini è morto da vent’anni, e a reggere l’Impero è un Triumvirato fascista. L’Italia è ancora una superpotenza ma deve affrontare i terroristi islamici della Mezzaluna nera guidati da uno sceicco imprendibile che sta insanguinando il mondo... Altri quattro anni, cioè oggi, ed ecco l’ultimo capitolo della trilogia (Nuovo impero d’Occidente, sempre editrice Nord): un altro balzo di vent’anni, e siamo nel 2012: il tribuno Romano Tebaldi è diventato Duce del Fascismo e l’Italia, militarmente e tecnologicamente all’avanguardia, questa volta deve vedersela con un nemico invisibile: un misterioso morbo che viene dalla Cina. Riusciranno i nostri fanta-eroi...?
Il ciclo di Occidente ormai conta più di mille pagine complessive, è diventato una serie a fumetti realizzata dalla Cagliostro E-Press, continua a far sognare gli aficionados di quella letteratura in bilico tra fantascienza, romanzo d’azione, ucronia e fantasy, e soprattutto non smette di scandalizzare i Soloni del narrativamente corretto che insieme all’ideologia che percorre le pagine di Farneti condannano - facendo di ogni erba un fascio, verrebbe da dire - anche struttura, stile, lingua e trama.
Certo, far sopravvivere per quasi un secolo il fascismo (anche se solo come ipotesi narrativa) non può far guadagnare all’autore molti consensi, soprattutto se si innalzano a tutto spiano gli stendardi retorici dello Spirito, del coraggio, della disciplina...; ma rimane il fatto che immaginare un futuro, oltre che un passato, «alternativo», percorso da X-files fascisti, Camicie Nere alla conquista di Mosca e noti uomini politici seduti però su poltrone ben diverse a quelle a cui siamo abituati, rappresenta innegabilmente uno splendido divertissement.