«Per favore non dite più “militari e civili”» Parola di militare (civile)

Caro direttore,
temo che per colpa di qualche poco esperto nel fare di conto lei possa essere accusato di voler «gonfiare» le notizie. Sul nostro Giornale c'è un articolo da Roma senza firma. Trascrivo: «...in cui morirono 19 italiani, 17 militari e 3 civili». Diciassette più tre risultava fare 20 quando facevo le elementari con la maestra unica - Signora Morandi - e ha sempre fatto venti... oppure ci sono nuove regole? Perdoni la mia «battutaccia» ma da ragazzo mi insegnarono che si diceva: «militari» e «borghesi», «in uniforme» o «in abito borghese». Ho fatto il militare per quasi nove lustri, ero e sono convinto di essere una persona «civile» che ha avuto il privilegio di indossare l'uniforme dell'Arma. Quei colleghi caduti a Nassirya erano la più elevata espressione dell'essere «uomini civili» tutti e diciannove, sia quelli che indossavano un’uniforme sia coloro che vestivano panni «borghesi». La prego, almeno il nostro Giornale sia pignolo in certi argomenti.

Il fatto è, Caro Alberto, che ogni tanto l’italiano ci riserva qualche truffa linguistica. Per esempio, mi ha sempre fatto impazzire quando sento parlare di «accertamenti» sull’evasione fiscale. Di fatto si tratta di un’indagine, al massimo di una denuncia: eppure nella parola «accertamenti» è contenuto il principio della certezza. C’è già la condanna. Da bambino, poi, diventavo matto quando mi spiegavano le due Germanie. «Come si chiama quella dove c’è la dittatura?», chiedevo. «Democratica», mi rispondevano. Ma come? Democratica? Con la dittatura? Mah. Del resto lei pensi alla recente storia del centrosinistra: per anni abbiamo chiamato «Unione» la coalizione più divisa e litigiosa che si sia mai vista in Italia. Sul caso dei «civili», che lei cita, devono aver pesato i lunghi anni dell’antimilitarismo militante, quello per cui, sotto sotto si voleva far passare l’idea molesta che un militare in fondo non può essere civile. Per questo, probabilmente, è stata introdotta la parola civile al posto di «borghese». D’altra parte, ricorda? Erano i tempi in cui tutto ciò che era borghese andava abbattuto. Probabilmente anche dalla lingua italiana. Cominciò tutto in un anno ben preciso: 1948 più 20 o 2008 meno 40 (così facciamo un po’ di esercizio sulle operazioni).