Federica Pellegrini tifa per Michael Phelps Ma quant'è dura la vita del Cannibale...

Il campione americano solo secondo nei 200 sl, battuto dall'eccentrico Lochte. Ma Federica dagli spalti gli grida "bravo". Oggi la Pellegrini va a caccia del bis contro la tigre olandese Hemskerk. E Scozzoli ci riprova: nella finale dei 50 rana parte con il quarto tempo ma davanti ha tre turbo

«Bravo!». Federica Pellegrini lo ha urlato a Michelone Phelps, quando l’inarrivabile bamboccione ha rialzato la testa dall’acqua ed ha catalogato la seconda medaglia (argento dopo il bronzo in staffetta), o la seconda sconfitta (a seconda dei punti di vista) del suo mondiale. Complimenti fra campioni. Non valgono quanto un oro, ma almeno consoleranno. Fede era davanti alla televisione, nella stanza di chiamata per la sua semifinale dei 200 stile libero.

«Ho tifato per lui, dicevano che non sarebbe nemmeno arrivato a medaglia. Sono contenta», ha raccontato con l’animo della fans. Phelps aveva appena chiuso i suoi 200 sl, spalla a spalla con Ryan Lochte, compagno d’allenamento, uomo record (6 ori in un solo mondiale), impegnato nel volontariato(lavora per la distrofia muscolare) e modaiolo spinto: ieri si è presentato con scarpe verdi color tamarro e una sorta di dentiera-braccialetto diamantato al polso, tutto disegnato dalla sua extemporanea fantasia. Però quando è in vasca conosce l’arte di far soffrire Phelpone: in questa stagione gli ha messo, più di una volta, la mano davanti. Ma stavolta è un mondiale, Michelone ha condotto per due vasche e subito lo stratosferico ritorno di Lochte nella terza.

Quando si è ripreso era troppo tardi. Forse gli sarebbero bastate due bracciate in più per strappare l’oro. Niente, anche se Phelps che perde è Phelps che vince nell’interesse. L’altro può vincere, ma la sconfitta di Michelone fa più appeal. Era già successo a Roma, quando Biedermann gli mise mano davanti. Stavolta è arrivato appena dietro. Michael l’ha presa con filosofia spicciola: «Non mi posso lamentare. Sono depresso perchè non ho vinto ma, allo stesso tempo, sono stato un secondo più veloce dell'anno scorso». Phelpone sta “assaporando“ la via crucis, dopo due anni di bagordi. Tanto gli toccherà per tentare la risalita verso i Giochi. Ieri, poco dopo la finale, si è rituffato nella semifinale dei 200 farfalla, la gara del suo amore, ed ha capito che sarà vita dura, Yin Chen il cinese tira veloce, lui ha il terzo tempo. Tempi duri, peraltro tempi(di gara) velocissimi, se non avessimo appena passato l’era dei costumi gommati o gommosi.

L’attenzione di Fede per Michelone ha certamente risvegliato l’appetito del gossip circa il nuovo fidanzato. L’occhio su Michael non inganni. Phelpone ha una sventola di fidanzata che, per ora, lo tiene al guinzaglio. Allora, in attesa di sviluppi gossip, l’Italia del nuoto anche oggi si affiderà alla suo Lei& Lui. Lei, appunto la Pellegrini, ieri ha preso le misure per la finale di oggi dei 200 stile libero. «Sarà una lotta fino all’ultima bracciata», ha raccontato dopo la semifinale nella quale «ho preso coscienza» del siluro che potrebbe rovinarle la festa: in corsia 4 partirà l'olandesona Femke Heemskerk, miglior tempo ieri (1'55"54) pronta a sfruttare le caratteristiche da centista che le hanno portato un bronzo agli europei di Budapest e gli ori con la sua staffetta. Ieri ha filato irraggiungibile. Fede affila le unghie, tranquilli che il motore sarà mandato a pieni giri.

Troppo ghiotta l’occasione per un raddoppio da guinness. Per Lui sarà molto più dura: Fabio Scozzoli ieri mattina si è alzato male ed ha rimediato il 10° tempo di qualificazione nei 50 rana, al pomeriggio si è rodato meglio ed ha concluso con il quarto tempo in vista della finale di oggi, ma davanti a tre turbo: il sudafricano Van Der Burgh(26“90 da metter brividi), il brasiliano Da Silva e Dale Oen che l’ha battuto nella finale dei 100 rana. Scozzoli è campione d’Europa, ma in vasca i titoli si annacquano in fretta. Tranquilli! Il «turborana» d’Italia e Romagna non molla. «Sarà dura, non mi voglio fermare», ha garantito. E ieri due francesi Lacourt e Stravius, nella finale dei 100 dorso, gli hanno dato l’idea dell’ultima chance: medaglia (d’oro) ex aequo, con tanto di complimenti recapitati da Sarkozy. Non c’è limite alla Provvidenza.