Feofil Gorenkovskij

Si chiamava Foma Gorenkovskij e nacque a Machnov, nel governatorato di Kiev, nel 1788. Era ancora piccolo quando dovette sopportare un'esperienza davvero sconvolgente: pare che la madre, uscita di testa, abbia cercato più volte di ucciderlo. Si dovette toglierle il bambino, che venne allevato in casa di parenti. Cresciuto che fu, nel 1812 entrò come novizio nel monastero Bratskij di Kiev. Nel 1821 prese i voti col nome religioso di Feodorit e sei anni dopo fu ordinato sacerdote. Diventò presto una delle figure tipiche dell'ascetismo russo, il «folle per Cristo». La sua tonaca era rappezzatissima, il pavimento della sua cella era pieno di rifiuti, lui stesso emanava un odore insopportabile, digiunava continuamente. Ma il popolo lo amava ed egli parlava alla gente in parabole o si esprimeva con gesti simbolici. Nel 1834 si diede alla strettissima osservanza e cambiò ancora nome: Feofil. I superiori, però, non sopportavano le sue stravaganze, e così anche il metropolita di Kiev. Quest'ultimo, poiché Feofil non era capace di eseguire correttamente i riti liturgici, nel 1848 lo interdisse e l'anno seguente lo mandò nell'eremo di Kitaj, un posto sperduto vicino al monastero detto Lavra delle Grotte. Tuttavia, la gente comune considerava padre Feofil un veggente e un ispirato, e tanti erano quelli che si recavano da lui per averne consiglio o intercessione tramite la preghiera. Feofil Gorenkovskij morì a Kitaj nel 1852. Riferisce Il'ja Semenenko-Basin nel suo libro Eternamente fiorisce (La Casa di Matriona) che la sua tomba era, ed è rimasta ancora oggi, veneratissima.